Famiglia nel bosco, gli avvocati rinunciano al mandato: il loro nuovo legale è Pillon
di Corrado ZuninoROMA – Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, del Foro dii Chieti, hanno rinunciato al mandato di rappresentanti legali dei genitori della “famiglia del bosco”, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. "Non c'era una visione comune", ha detto l'avvocata Solinas.
I due legali erano subentrati, lo scorso novembre, al precedente professionista che seguiva la coppia anglo-australiana, Giovanni Angelucci. Anche l’avvocato di Francavilla, segretario della Lega locale, aveva rinunciato al mandato, giustificando la sua decisione in seguito all'atteggiamento oppositivo di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che nelle ultime ore del 26 novembre, peraltro, lo avevano lasciato. A sua volta Angelucci aveva sostituito nell’incarico la professionista Daniela Coppola, lei del Foro di Monza, che aveva assistito Cate nella fase della sua fuga in provincia di Bologna, a fine 2024.
ROMA – Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, del Foro dii Chieti, hanno rinunciato al mandato di rappresentanti legali dei genitori della “famiglia del bosco”, Nathan Trevallion e Catherine Birmingham. "Non c'era una visione comune", ha detto l'avvocata Solinas.
I due legali erano subentrati, lo scorso novembre, al precedente professionista che seguiva la coppia anglo-australiana, Giovanni Angelucci. Anche l’avvocato di Francavilla, segretario della Lega locale, aveva rinunciato al mandato, giustificando la sua decisione in seguito all'atteggiamento oppositivo di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, che nelle ultime ore del 26 novembre, peraltro, lo avevano lasciato. A sua volta Angelucci aveva sostituito nell’incarico la professionista Daniela Coppola, lei del Foro di Monza, che aveva assistito Cate nella fase della sua fuga in provincia di Bologna, a fine 2024.
Il quinto subentro nell’arco di 17 mesi è quello dell'avvocato Simone Pillon, penalista ed esperto di diritto di famiglia, ex senatore leghista, avversario senza requie del Ddl Zan, della maternità surrogata, del fine vita. E’ pronto, lo conferma a Repubblica, a prendere le redini della vicenda.
Nell’ultima settimana, con il ricovero all’ospedale di Vasto per problemi polmonari della bimba più piccola, Catherine si era lamentata con forza di non essere stata avvertita dalla struttura ospitante per i problemi clinici della figlia (il telefono di Nathan, contattato di domenica sera, risultava spento). Successivamente, raccontano funzionari chiamati ad assistere la famiglia, la donna – che non vedeva i figli da diversi giorni, a causa delle restrizioni imposte dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila – ha preso un atteggiamento oppositivo nei confronti dei medici e degli infermieri e la stessa piccola ha cambiato atteggiamento rispetto alle cure.
Oggi, peraltro, il Tribunale ha rigettato l’ultima istanza presentata dagli stessi legali uscenti il 31 marzo scorso e già fermata dalla Corte d’appello: chiedeva la revoca del provvedimento che aveva portato la madre fuori dalla struttura ospitante di Vasto e la riunificazione della famiglia. L’istanza difensiva, la quinta negli ultimi cinque mesi, è stata respinta dai giudici con una serie di contestazioni su tutti i reclami presentati dai legali.
In questi giorni gli avvocati Femminella e Solinas, insieme allo psichiatra Tonino Cantelmi e alla psicologa Simona Aiello, stavano costruendo le controdeduzioni per la perizia psichiatrica resa pubblica dalla psicologa Simona Ceccoli e anticipata da Repubblica. Nella perizia Catherine viene definita “rigida”, Nathan “succube” e insieme “inadeguati alla genitorialità”, che da quasi sei mesi è stata sospesa.
Tutto, per la famiglia Trevallion-Birmingham, si fa complicato e il rischio che i tre figli siano dati in affidamento, purtroppo, possibile.