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I lefebvriani annunciano nuovi vescovi, ultimatum della Santa Sede: “Tornate indietro o sarà scisma”

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Il gruppo ultratradizionalista ha preannunciato la nomina dei prelati il primo luglio. Il cardinale Fernandez, che ha già spiegato una prima volta il diniego vaticano, contesta l’insistenza lefebvriana: “Decisione gravissima”
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Ultimo appello della Santa Sede ai lefebvriani affinché “ritornino sui loro passi” e non diano attuazione alla “gravissima decisione” annunciata per il primo luglio di ordinare nuovi vescovi.

Contro la modernità

Fondata da monsignor Marcel Lefebvre in polemica con le riforme del Concilio vaticano II (1962-1965), la fraternità sacerdotale San Pio X – questo il nome ufficiale – ha coltivato nel corso dei decenni posizioni ultratradizionaliste, contestando le aperture della Chiesa sul dialogo interreligioso ed ecumenico, il riconoscimento del ruolo dei laici e della libertà di coscienza, il dialogo col mondo moderno e la scienza, e difendendo strenuamente la liturgia pre-conciliare, la cosiddetta messa in latino. Per dare continuità ad una comunità che ha il suo quartier generale a Econe, in Svizzera, e attira ogni anno numerose vocazioni, durante il pontificato di Giovanni Paolo II monsignor Lefebvre ordinò quattro vescovi il 30 giugno 1988, incorrendo così nella scomunica latae sentent…

Ultimo appello della Santa Sede ai lefebvriani affinché “ritornino sui loro passi” e non diano attuazione alla “gravissima decisione” annunciata per il primo luglio di ordinare nuovi vescovi.

Contro la modernità

Fondata da monsignor Marcel Lefebvre in polemica con le riforme del Concilio vaticano II (1962-1965), la fraternità sacerdotale San Pio X – questo il nome ufficiale – ha coltivato nel corso dei decenni posizioni ultratradizionaliste, contestando le aperture della Chiesa sul dialogo interreligioso ed ecumenico, il riconoscimento del ruolo dei laici e della libertà di coscienza, il dialogo col mondo moderno e la scienza, e difendendo strenuamente la liturgia pre-conciliare, la cosiddetta messa in latino. Per dare continuità ad una comunità che ha il suo quartier generale a Econe, in Svizzera, e attira ogni anno numerose vocazioni, durante il pontificato di Giovanni Paolo II monsignor Lefebvre ordinò quattro vescovi il 30 giugno 1988, incorrendo così nella scomunica latae sententiae. Di quei quattro vescovi oggi ne sopravvivono due, monsignor Bernard Fellay e monsignor Alfonso de Gallareta. Benedetto XVI fece un tentativo di riallacciare i rapporti, cancellando le scomuniche, liberalizzando il messale pre-conciliare e avviando colloqui dottrinali che sotto Francesco si sono di fatto esauriti. I lefebvriani si trovano dunque in una sorta di limbo giuridico: non sono più scomunicati (e beneficiano di alcuni servizi della Curia romana), ma non sono ancora tornati in seno alla Chiesa. Ora, per assicurare continuità pastorale, il nuovo superiore ha deciso di procedere all’ordinazione di nuovi vescovi.

Il primo rifiuto

A pronunciarsi con una breve nota pubblicata oggi è stato il cardinale Victor Manuel Fernandez, prefetto del dicastero per la Dottrina della Fede. Nei mesi scorsi aveva ricevuto il superiore dei lefebvriani, don Davide Pagliarani, spiegandogli una prima volta, di persona, che le ordinazioni episcopali non sono accettabili da parte della Santa Sede. Ciononostante il gruppo ultratradizionalista ha confermato l’intenzione di nominare nuovi vescovi nella casa madre di Econe. La celebrazione è fissata per il prossimo primo luglio.

“Gravissima decisione”

“In merito alla Fraternità Sacerdotale San Pio X”, afferma nella nota odierna il prefetto dell’ex Santo Uffizio, “si ribadisce quanto già comunicato. Le ordinazioni episcopali annunciate dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X non hanno il corrispondente mandato pontificio. Questo gesto costituirà ‘un atto scismatico’ e ‘l'adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa’. Il Santo Padre continua nelle sue preghiere a chiedere allo Spirito Santo di illuminare i responsabili della Fraternità Sacerdotale San Pio X affinché ritornino sui loro passi in merito alla gravissima decisione che hanno preso”.

Senza udienza da Leone

I lefebvriani sono oggi 1482. Come si può leggere nelle statistiche pubblicate online dalla fraternità, ci sono due vescovi, 733 preti, 264 seminaristi, 145 “fratelli”, 88 oblati e 250 suore. L’età media è 47 anni e i membri provengono da 50 Paesi diversi. Don Pagliarani ha reso noto di aver chiesto più volte di essere ricevuto da Leone XIV, che non gli ha mai risposto.

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