Papa Leone si ferma in preghiera sul luogo dell’attentato a Giovanni Paolo II di 45 anni fa
di Iacopo ScaramuzziPapa Leone XIV ha ricordato l’attentato subito da Giovanni Paolo II esattamente 45 anni fa fermandosi in preghiera durante l’udienza generale in piazza San Pietro sul luogo in cui avvenne.
L’attentato 45 anni fa
Giovanni Paolo II fu colpito all’addome il 13 maggio 1981 da due colpi di pistola sparati dal terrorista turco Mehmet Ali Agca proprio mentre faceva il giro tra i fedeli in occasione dell’udienza generale, che all’epoca si svolgeva di pomeriggio. Il Papa polacco perse molto sangue e fu immediatamente ricoverato al policlinico Gemelli, Agca venne subito arrestato. Condannato all’ergastolo, il terrorista turco ricevette una visita del Papa in carcere, due anni dopo l’arresto, e, graziato dal Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, fu infine estradato in Turchia a giugno del 2000. Non è mai stato individuato con certezza il mandante di quell’attentato. In piena guerra fr…
Papa Leone XIV ha ricordato l’attentato subito da Giovanni Paolo II esattamente 45 anni fa fermandosi in preghiera durante l’udienza generale in piazza San Pietro sul luogo in cui avvenne.
L’attentato 45 anni fa
Giovanni Paolo II fu colpito all’addome il 13 maggio 1981 da due colpi di pistola sparati dal terrorista turco Mehmet Ali Agca proprio mentre faceva il giro tra i fedeli in occasione dell’udienza generale, che all’epoca si svolgeva di pomeriggio. Il Papa polacco perse molto sangue e fu immediatamente ricoverato al policlinico Gemelli, Agca venne subito arrestato. Condannato all’ergastolo, il terrorista turco ricevette una visita del Papa in carcere, due anni dopo l’arresto, e, graziato dal Presidente della Repubblica italiana Carlo Azeglio Ciampi, fu infine estradato in Turchia a giugno del 2000. Non è mai stato individuato con certezza il mandante di quell’attentato. In piena guerra fredda, una delle piste più accreditate fu quella del complotto ordito dai servizi segreti bulgari.
La preghiera silenziosa
Durante il giro tra i fedeli in piazza San Pietro, oggi, papa Leone è sceso dalla jeep scoperta per andare nel punto in cui il suo predecessore fu colpito 45 anni fa. Il Pontefice si è fermato in un momento di raccoglimento, poi si è inginocchiato e ha toccato la pietra che ricorda l'attentato.
Pellegrinaggio a Fatima
Un anno dopo l'attentato, il 13 maggio 1982, Giovanni Paolo II fece la sua prima visita al Santuario di Fatima, convinto che fosse stato l’intervento della Vergine ad averlo salvato. Il Papa offrì uno dei proiettili che lo colpirono nel Santuario, che ancora oggi è incastonato nella corona della Vergine.
Grido di pace in tempo di guerra
“Oggi, festa liturgica della Beata Vergine Maria di Fatima”, ha detto il Papa ai fedeli portoghesi presenti in piazza San Pietro, “volgiamo lo sguardo al Santuario, dove la Madonna ha consegnato ai tre Pastorelli un messaggio di pace. In quel luogo, così caro alla cristianità, si ritrovano oggi, provenienti dai cinque Continenti, numerosi pellegrini: la loro presenza è segno del bisogno di consolazione, di unità e di speranza degli uomini del nostro tempo. Affidiamo al Cuore Immacolato di Maria il grido di pace e di concordia che sale da ogni parte del mondo, specialmente dai popoli afflitti dalla guerra”.
La figura della Madonna
Il Papa oggi ha dedicato la catechesi dell’udienza generale alla figura della Madonna. “Il Concilio”, ha ricordato, “ci ha lasciato un chiaro insegnamento sul posto singolare riservato alla Vergine Maria nell’opera della Redenzione. Ha ricordato che unico Mediatore di salvezza è Gesù Cristo e che la sua Madre Santissima ‘in nessun modo oscura o diminuisce questa unica mediazione di Cristo, ma ne mostra l’efficacia’. Al tempo stesso, ‘la beata Vergine, predestinata fino dall’eternità, all’interno del disegno d’incarnazione del Verbo, per essere la madre di Dio, cooperò in modo tutto speciale all’opera del Salvatore, coll’obbedienza, la fede, la speranza e l’ardente carità, per restaurare la vita soprannaturale delle anime’”.