Stanno bene, sono all’estero. E, almeno per il momento, non hanno alcuna intenzione di tornare a casa. Perché quella di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti (consapevoli e consenzienti) è stata una fuga volontaria. E ai carabinieri che ieri li hanno rintracciati dopo ben 23 giorni di assenza (nessuna notizia a casa e telefoni spenti), la donna ha detto chiaramente di avere «timori e preoccupazioni». E per questo, ha avvisato, se il luogo dove si è rifugiata con Nishanta, 16 anni, Joshua, 14anni, e i loro quattro cani, dovesse essere reso noto, lei scapperà di nuovo.
Il rifugio in una comunità buddista?
Da qui la decisione della procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, soprattutto «per il benessere dei minori», di mantenere uno strettissimo riserbo sia sul luogo in cui Sonia e i suoi figli sono stati ritrovati (probabilmente Slovenia, ma potrebbero anche essere in Austria), sia sulle persone con cui si trovano. Perché anche questo sembra assodato: la donna, partita il …
Stanno bene, sono all’estero. E, almeno per il momento, non hanno alcuna intenzione di tornare a casa. Perché quella di Sonia Bottacchiari e dei suoi due figli adolescenti (consapevoli e consenzienti) è stata una fuga volontaria. E ai carabinieri che ieri li hanno rintracciati dopo ben 23 giorni di assenza (nessuna notizia a casa e telefoni spenti), la donna ha detto chiaramente di avere «timori e preoccupazioni». E per questo, ha avvisato, se il luogo dove si è rifugiata con Nishanta, 16 anni, Joshua, 14anni, e i loro quattro cani, dovesse essere reso noto, lei scapperà di nuovo.
Il rifugio in una comunità buddista?
Da qui la decisione della procuratrice di Piacenza, Grazia Pradella, soprattutto «per il benessere dei minori», di mantenere uno strettissimo riserbo sia sul luogo in cui Sonia e i suoi figli sono stati ritrovati (probabilmente Slovenia, ma potrebbero anche essere in Austria), sia sulle persone con cui si trovano. Perché anche questo sembra assodato: la donna, partita il 20 aprile dalla sua casa di Castell’Arquato in provincia di Piacenza con i due figli e i quattro cani per quella che doveva essere una breve vacanza, dopo aver lasciato l’auto a Tarcento in provincia di Udine, è stata aiutata da qualcuno a mettere in atto il suo piano e ha coinvolto i suoi figli in un cambio di vita radicale. Magari in una delle comunità buddiste della zona a cui si era avvicinata da qualche tempo.
Di cosa ha paura Sonia Bottacchiari?
«Tutti e tre sono in buone condizioni di salute, in un contesto di adeguata situazione alloggiativa e, in generale, di vita. Non intendiamo rendere pubblici ulteriori particolari: la donna ha manifestato timori e preoccupazioni se venisse scoperto il luogo in cui si è rifugiata esplicitando l’intenzione di rendersi nuovamente irreperibile», spiega la procuratrice.
Ma di cosa ha paura Sonia Bottacchiari? Da cosa fugge? «Da un contesto di grossa difficoltà», si limita a dire la procuratrice Pradella.
Il padre: “ Voglio solo abbracciarli”
Con l’ex marito Yuri Groppi, da cui è separata da 12 anni e con cui condivide l’affido dei figli, sembra fosse in rapporti sereni. E nella casa di Castell’Arquato dove vivevano insieme, il padre della donna Riccardo Bottacchiari, felice e commosso, non si fa una ragione: «Sono felice che stiano bene ma non ho idea di che cosa possa avere paura Sonia. Sento parlare di situazioni familiari complicate, ma non riesco ad immaginare nulla. Forse con me non si confidava. Ora ho paura che possano toglierle i figli e affidarli al padre. Sonia, ti prego, vi voglio qui, tornate, riporta a casa i ragazzi che devono andare a scuola. Vi voglio abbracciare tutti», l’appello dell’uomo che il 20 aprile ha visto partire la donna e i due figli per quella che sembrava una breve vacanza. Poi la scorsa settimana il ritrovamento casuale di due lettere a casa ha acceso un faro sul suo disagio.
Resta l’indagine per sottrazione di minori
Sonia Bottacchiari resta indagata per sottrazione di minori. Per quanto i suoi figli pare fossero consenzienti sulla fuga, restano i nodi del rapporto con il padre e dell’obbligo scolastico. Ostacoli non da poco che la procuratrice intende provare a risolvere nei prossimi giorni con la forza della persuasione, sperando di convincerla a tornare a casa. «Attraverso un paziente lavoro di ascolto, delle problematiche evidenziate speriamo di riuscire a ricomporre una situazione familiare rappresentata come fortemente problematica. Ci stiamo tentando».
Ci spera ovviamente anche il padre dei due ragazzi Yuri Groppi che per giorni ha battuto le montagne del Friuli alla loro ricerca: «Sono vivi e questo è l’importante. Non vedo l’ora che la situazione si risolva. Confidiamo negli inquirenti».