La fondatrice di Reggio Children: “Ho spiegato alla principessa Kateil nostro modello di asilo”
dalla nostra inviata Brunella GiovaraREGGIO EMILIA – Ione Bartoli, 95 anni, una delle fondatrici del modello Reggio Children, tutta contenta per aver incontrato la principessa del Galles, e «per averle spiegato l’importanza della nostra esperienza». Iscritta al partito comunista fin dal 1946, è stata assessore regionale ai Servizi sociali fin dal 1970, e per 10 anni.
Ci racconti come è andata.
«È stata molto gentile, e ci è sembrata realmente interessata al progetto, di cui tutta l’Emilia Romagna va giustamente orgogliosa».
Ci spieghi gli inizi, allora.
«La situazione era questa: in tutta la provincia di Reggio Emilia c’erano sei asili. Ricordo di averne visitato uno, una mattina alle 10, e di aver trovato tutti i bambini a letto, perché così si usava. Mi ero commossa, e avevo detto che non volevo mai più una cosa del genere. Sapevo che i bambini dovevano avere momenti di formazione per la loro crescita, e momenti di vita interessanti, per loro».
REGGIO EMILIA – Ione Bartoli, 95 anni, una delle fondatrici del modello Reggio Children, tutta contenta per aver incontrato la principessa del Galles, e «per averle spiegato l’importanza della nostra esperienza». Iscritta al partito comunista fin dal 1946, è stata assessore regionale ai Servizi sociali fin dal 1970, e per 10 anni.
Ci racconti come è andata.
«È stata molto gentile, e ci è sembrata realmente interessata al progetto, di cui tutta l’Emilia Romagna va giustamente orgogliosa».
Ci spieghi gli inizi, allora.
«La situazione era questa: in tutta la provincia di Reggio Emilia c’erano sei asili. Ricordo di averne visitato uno, una mattina alle 10, e di aver trovato tutti i bambini a letto, perché così si usava. Mi ero commossa, e avevo detto che non volevo mai più una cosa del genere. Sapevo che i bambini dovevano avere momenti di formazione per la loro crescita, e momenti di vita interessanti, per loro».
E cosa ha fatto, allora.
«Una legge importante, per la costruzione e la gestione di asili nido per bambini da zero a 3 anni, con la volontà di ottenere luoghi belli, funzionali e a misura di bambino. E poi finanziammo molti corsi per formare personale adeguato, per avere educatrici preparate, all’altezza della gestione delle future generazioni».
E quali sono stati i risultati di questa azione regionale?
«Dal 1971 al 1980 sono stati consegnati 280 asili, e di altri cento si è iniziata la costruzione. È stato un grande impegno, anche finanziario, in cui tutta la popolazione credeva molto. Questo abbiamo spiegato alla principessa, che dietro a questa opera c’erano l’impegno e la volontà della gente».