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Senza più orientamento incastrati o avvelenati. Tre scenari per una strage

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Non sono ancora chiare le cause della morte dei cinque italiani, tutti sub esperti con un brevetto speciale
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L’unica certezza è quell’allerta meteo gialla che le autorità maldiviane avevano diramato la sera prima con raffiche di vento che avrebbero potuto raggiungere anche cinquanta chilometri orari e dunque mare molto mosso. Condizioni non proprio adatte ad una immersione tranquilla soprattutto a quelle profondità tanto che ieri pomeriggio la Guardia costiera maldiviana ha definito assai rischiosa l’operazione di recupero dei corpi degli altri quattro italiani, probabilmente rimasti nel fondo di quel lungo tunnel di coralli a cinquanta metri di profondità.

Il brevetto speciale obbligatorio

Ma cosa può avere ucciso tutti e cinque insieme i sub, da regola dotati di un brevetto speciale per quelle profondità, scesi in immersione sotto la guida di un istruttore esperto come il capobarca della Duke of York? Le ipotesi su cui ruota l’indagine della polizia maldiviana sono diverse: si va dalla più semplice, la perdita di orientamento all’interno della grotta, complice anche la scarsa visibilità pe…

L’unica certezza è quell’allerta meteo gialla che le autorità maldiviane avevano diramato la sera prima con raffiche di vento che avrebbero potuto raggiungere anche cinquanta chilometri orari e dunque mare molto mosso. Condizioni non proprio adatte ad una immersione tranquilla soprattutto a quelle profondità tanto che ieri pomeriggio la Guardia costiera maldiviana ha definito assai rischiosa l’operazione di recupero dei corpi degli altri quattro italiani, probabilmente rimasti nel fondo di quel lungo tunnel di coralli a cinquanta metri di profondità.

Il brevetto speciale obbligatorio

Ma cosa può avere ucciso tutti e cinque insieme i sub, da regola dotati di un brevetto speciale per quelle profondità, scesi in immersione sotto la guida di un istruttore esperto come il capobarca della Duke of York? Le ipotesi su cui ruota l’indagine della polizia maldiviana sono diverse: si va dalla più semplice, la perdita di orientamento all’interno della grotta, complice anche la scarsa visibilità per la sabbia dei fondali smossa dal moto ondoso, alla più complessa tossicità dell’ossigeno contenuto nelle bombole. Senza escludere la possibilità che uno dei cinque possa essere rimasto incastrato e gli altri abbiano finito l’aria o siano stati colti dal panico e siano andati in narcosi nel tentativo di aiutarlo a divincolarsi.

La posizione dei corpi darà indicazioni

Il ritrovamento di tutti i corpi, la loro posizione all’interno della grotta, darà sicuramente elementi decisivi per capire cosa è successo. Intanto, gli esperti di immersione azzardano varie ipotesi. A disposizione dell’equipaggio dello yacht — secondo quanto spiega il sito della Albatros Top Boat — ci sarebbe anche il nitrox, una miscela respiratoria per immersioni subacquee composta da azoto e ossigeno. Per i media maldiviani, una delle ipotesi più accreditate dalla Guardia costiera locale è quella della tossicità dell’ossigeno, un fenomeno non raro a profondità importanti. Se la miscela della bombola non è adeguata, l’ossigeno a certe profondità diventa tossico. Bisognerebbe diminuirne le percentuali e aumentare l’elio. Se questo non avviene, il troppo ossigeno può mandare in sofferenza tutti i muscoli compreso il cuore.

Perchè sono morti tutti e cinque?

Il fatto però che nessuno dei cinque, e tra loro almeno tre sub esperti, sia riuscito ad emergere fa pensare che il gruppo possa essersi perso all’interno di questo vero e proprio canyon. Con pochissima luce, alle spalle, la visibilità probabilmente assai scarsa per la sabbia alzata dal moto ondoso, i cinque italiani potrebbero aver perso l’orientamento, essere andati in panico e magari aver banalmente finito tutti l’aria nel tentativo di ritrovare la via d’uscita. O, ancora, uno di loro potrebbe essere rimasto incastrato da qualche parte nella grotta e gli altri aver consumato forze e ossigeno nel vano tentativo di liberarlo, magari anche complici le correnti che nell’Oceano indiano e con il meteo avverso possono essere molto forti e impedire una risalita in sicurezza.

Gli esperti: a 50 metri sono molti i rischi

«A 50 metri di profondità nel mare ci sono diversi rischi, è una vera tragedia», dice Alfonso Bolognini, presidente della Società italiana di Medicina subacquea ed iperbarica. «Le ipotesi che possiamo fare in questo momento sono diverse: una miscela respiratoria inadeguata che può creare una crisi iperossica quando c’è un aumento della pressione parziale di ossigeno nei tessuti e nel plasma sanguigno che può causare problemi neurologici». Ma c’è anche l’aspetto psicologico. «Dentro una grotta a 50 metri di profondità basta un problema ad un operatore o un attacco di panico ad un sub», spiega ancora Bolognini, «e l’agitazione genera la torbidità dell’acqua e può peggiorare la visibilità. In questi casi la componente di panico potrebbe far commettere degli errori anche fatali».

Per cercare di dare una spiegazione a questa tragedia si guarda ad altri incidenti simili. L’analisi delle bombole delle vittime potrebbe rivelare una contaminazione da idrocarburi della miscela respiratoria. Un errore fatale nel caricamento delle bombole.

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