Leone XIV alla Sapienza 18 anni dopo il caso Ratzinger. “Soldi per le armi sottratti all’educazione”
di Viola Giannoli , Iacopo ScaramuzziDenuncia l’investimento in armi in armi che depaupera quelli in educazione e salute, stigmatizza l’uso dell’intelligenza artificiale nelle guerre a Gaza, in Ucraina, in Libano e Iran, sottolinea il ritardo della politica nella cura dell’ambiente, rilancia la “alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università”. Leone XIV visita l’università La Sapienza di Roma 18 anni dopo le proteste suscitate dal programma di fare inaugurare l’anno accademico ad un altro Papa, Benedetto XVI, che alla fine declinò l’invito.
"Viva il Papa”
Fuori dalla cappella della Sapienza, duecento studenti hanno aspettato pazienti dal mattino presto l’arrivo del Papa. Emozione, gratitudine, attesa. Una stesa di smartphone a riprendere l’arrivo. E poi l’urlo, ripetuto, “Viva il Papa!” e giù applausi e la corsa a stringergli la mano, a farse una foto, un video, un selfie finché il Pontefice non è entrato con la rettrice Antonella Polimeni, in una ovazione, nella cappella universitaria…
Denuncia l’investimento in armi in armi che depaupera quelli in educazione e salute, stigmatizza l’uso dell’intelligenza artificiale nelle guerre a Gaza, in Ucraina, in Libano e Iran, sottolinea il ritardo della politica nella cura dell’ambiente, rilancia la “alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università”. Leone XIV visita l’università La Sapienza di Roma 18 anni dopo le proteste suscitate dal programma di fare inaugurare l’anno accademico ad un altro Papa, Benedetto XVI, che alla fine declinò l’invito.
"Viva il Papa”
Fuori dalla cappella della Sapienza, duecento studenti hanno aspettato pazienti dal mattino presto l’arrivo del Papa. Emozione, gratitudine, attesa. Una stesa di smartphone a riprendere l’arrivo. E poi l’urlo, ripetuto, “Viva il Papa!” e giù applausi e la corsa a stringergli la mano, a farse una foto, un video, un selfie finché il Pontefice non è entrato con la rettrice Antonella Polimeni, in una ovazione, nella cappella universitaria.
Guerra e Costituzione
Accolto da una standing ovation di professori e studenti in un aula magna addobbata da fiori gialli e bianchi, i colori del Vaticano, il Papa agostiniano ha ricordato le inquietudini di sant’Agostino, sottolineando che oggi molti giovani “stanno male”, per poi notare: “A chi è più adulto il malessere giovanile domanda: he mondo stiamo lasciando? Un mondo purtroppo storpiato dalle guerre e dalle parole di guerra”, ha proseguito. “Il dramma del Novecento non va dimenticato. Il grido ‘mai più la guerra!’ dei miei predecessori, così consonante al ripudio della guerra sancito nella Costituzione Italiana, ci sprona a un’alleanza spirituale con il senso di giustizia che abita il cuore dei giovani, con la loro vocazione a non chiudersi tra ideologie e confini nazionali”.
Armi o educazione
"Nell’ultimo anno”, ha proseguito il Papa, “la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami ‘difesa’ un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”.
I rischi dell’intelligenza artificiale
Il Papa ha detto che occorre “vigilare sullo sviluppo e l’applicazione delle intelligenze artificiali in ambito militare e civile, affinché non de-responsabilizzino le scelte umane e non peggiorino la tragicità dei conflitti. Quanto sta avvenendo in Ucraina, a Gaza e nei territori palestinesi, in Libano, in Iran descrive la disumana evoluzione del rapporto fra guerra e nuove tecnologie in una spirale di annientamento”. Lo studio, la ricerca, gli investimenti vadano nella direzione opposta: siano un radicale ‘sì’ alla vita! Sì alla vita innocente, sì alla vita giovane, sì alla vita dei popoli che invocano pace e giustizia!”, ha detto il Papa suscitando gli applausi dei presenti. Leone XIV ha peraltro espresso apprezzamento, tra gli applausi, per il fatto che “la diocesi di Roma e la Sapienza abbiano firmato una convenzione per l’apertura di un corridoio umanitario universitario dalla striscia di Gaza”.
La cura dell’ambiente
“Un secondo fronte d’impegno comune riguarda l’ecologia”, ha detto il Papa: “Come ci ha detto papa Francesco nell’enciclica Laudato si’, ‘esiste un consenso scientifico molto consistente che indica che siamo in presenza di un preoccupante riscaldamento del sistema climatico’. Da allora è trascorso oltre un decennio e, al di là dei buoni propositi e di alcuni sforzi orientati in tale direzione, la situazione non sembra essere migliorata. In questo scenario”, ha aggiunto Prevost, “incoraggio soprattutto voi, cari giovani, a non cedere alla rassegnazione, trasformando invece l’inquietudine in profezia”. "Insieme a me e a tanti fratelli e sorelle, siate artigiani della pace vera: pace disarmata e disarmante”, ha detto il Papa tra gli applausi, “umile e perseverante, lavorando alla concordia tra i popoli e alla custodia della Terra”.
Il “pensiero critico”
“C’è bisogno di tutta la vostra intelligenza e audacia”, ha detto il Papa agli studenti. Rivolgendosi poi ai docenti, Leone ha detto: “La vostra Università, che porta un nome divino, è luogo di studio e sede di sperimentazione, che da secoli forma al pensiero critico. In particolare, voi docenti potete coltivare un proficuo contatto con le menti e i cuori dei giovani: si tratta di una responsabilità esigente, certo, ma entusiasmante”. “Carissimi”, ha concluso papa Leone, “mentre vi incoraggio a questo esercizio quotidiano, la mia visita vuole essere segno di una nuova alleanza educativa tra la Chiesa che è in Roma e la vostra prestigiosa Università, che proprio in seno alla Chiesa è nata e cresciuta”.
Cercando Dio
Salutando a braccio alcuni studenti che erano presenti nella cappella universitaria, il Papa ha sottolineato: “Ho voluto cominciare questa visita stamattina qui nella Cappella, questa bella chiesa punto d'incontro con il Signore, perché innanzitutto questa mia visita stamattina è una visita pastorale". Secondo Leone XIV, “chi ricerca, chi studia, chi cerca la verità, alla fine cerca Dio, incontrerà Dio, troverà Dio precisamente nella bellezza della creazione in tante forme e che Dio ha voluto mettere la sua impronta in tutto quello che siamo noi, soprattutto come figli di Dio, creature fatte nella sua immagine ma anche nella sua creazione”.
La protesta con Ratzinger
Il contesto e i personaggi sono diversi rispetto a 18 anni fa. Papa Ratzinger fu invitato a presiedere l’inaugurazione dell’anno accademico che si sarebbe svolta il 17 gennaio 2008. In vista di quell’appuntamento il fisico Marcello Cini, professore emerito dell’ateneo che da giovane aveva partecipato alla Resistenza, scrisse il 14 novembre del 2007 una lettera che venne pubblicata da il Manifesto nella quale criticava sia l’invito in sé, nel nome della “spartizione di sfere di competenza tra l’Accademia e la Chiesa”, e sia, più specificamente, le posizioni espresse da Benedetto XVI nel controverso discorso di Ratisbona così come sulla teoria evoluzionistica e la “cosiddetta teoria del Disegno Intelligente”. Dopo la lettera di Cini, altri 67 professori della Sapienza firmarono un ulteriore lettera di protesta che citava anche quanto affermato da Joseph Ratzinger, quando era ancora cardinale, sul caso Galilei.
Ratzinger dà forfait
All’avvicinarsi dell’inaugurazione dell’anno accademico, gli studenti organizzarono diverse manifestazioni di protesta culminate con l’occupazione della sede del senato accademico e del rettorato. Il 15 gennaio la sala stampa della Santa Sede comunicò che Benedetto XVI aveva deciso di “soprassedere all’evento”. Nella decisione del Pontefice tedesco pesò, forse, la memoria delle contestazioni studentesche che lo avevano traumatizzato quando, attorno al Sessantotto, era professore di teologia in Germania. “Hanno impedito al Papa di parlare”, il tam tam che si diffuse in molti ambienti cattolici.
Lo scontro tra Ruini e Prodi
L’incidente avvenne mentre presidente del consiglio era Romano Prodi, ministro dell’Università Fabio Mussi e ministro dell’Interno era Giuliano Amato. Il cardinale Angelo Bagnasco, da poco presidente della Conferenza episcopale italiana, denunciò il “clima di ostilità, creato da una minoranza assolutamente esigua di docenti e studenti” e disse che il Papa aveva annullato facendosi carico dei “suggerimenti dell'autorità italiana”, Palazzo Chigi replicò che il Governo aveva garantito “la sicurezza e l'ordinato svolgimento della visita del Santo Padre”. Il cardinale Camillo Ruini, che non mancava in quegli anni di bersagliare di critiche il “cattolico adulto” Romano Prodi, suo ex amico, organizzò per domenica all’Angelus, in qualità di vicario del Papa per la diocesi di Roma, una manifestazione di solidarietà in piazza San Pietro per Benedetto XVI.
La spiegazione del Nobel
Tra i firmatari della lettera di protesta vi era anche Giorgio Parisi, che anni dopo avrebbe vinto il premio Nobel per la fisica e oggi siedeva in aula magna ad ascoltare Leone XIV. Nel 2023, invitato nei giardini vaticani per presentare l’esortazione apostolica di papa Francesco sul cambiamento climatico, interpellato da Repubblica spiegò: “Io sono in generale contrario che all’inaugurazione di un anno accademica venga un leader religioso, questo non ha niente a che vedere poi con possibilità di collaborare con la chiesa su temi precisi come uomo di buona volontà. Sono due problemi completamente diversi. Lì il problema non era se fare venire il Papa o non far venire il Papa alla Sapienza ma fargli fare l’inaugurazione dell’anno accademico, per la quale non va bene un leader religioso, fosse il Dalai Lama, un rabbino o un Papa”.
Il programma di oggi
E oggi alla Sapienza si presenta papa Leone XIV. Non per inaugurare l’anno accademico, ma per una semplice “visita pastorale”. Il suo arrivo è previsto alle ore 10.20 alla cappella universitaria “Divina Sapienza”, dove sarà accolto dal cardinale Baldo Reina, suo vicario per la diocesi di Roma, dalla rettrice dell’Università Antonella Polimeni e dal cappellano don Gabriele Vecchione. Quindi sosterà all’interno della cappella per un breve momento di preghiera silenziosa e saluterà un gruppo di studenti. Il Pontefice si sposterà poi in auto al piazzale centrale, dove saluterà gli studenti alla scalinata monumentale. Alle 10.45 è previsto un colloquio privato con la rettrice nel Palazzo del Rettorato e la firma del Libro d’Onore. Poi, alle 11, nel corridoio antistante lo Studio di Rappresentanza, verrà scoperta una targa a ricordo della visita, a cui seguirà un saluto ai membri del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione della Sapienza Università di Roma. Papa Leone visiterà poi una mostra intitolata “Sapienza e i Papi”, allestita negli spazi dell’ateneo. Poi, alle 11.30, in aula magna, terrà un discorso ai docenti, agli studenti e al personale tecnico-amministrativo. Al termine è previsto uno scambio di doni e il saluto a una rappresentanza degli studenti. Prima di fare ritorno in Vaticano, intorno alle 12.30, il Papa sosterà sulla scalinata per un ulteriore saluto agli studenti.