Famiglia nel bosco, l’avvocato Pillon: “Per difendere Nathan e Catherine non userò la politica”
di Corrado ZuninoROMA – L’avvocato Simone Pillon è in auto: sta tornando a Perugia dal primo viaggio alla casa nel bosco, a Palmoli, nel Basso Chietino, dove per due ore ha parlato con Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i suoi nuovi clienti.
Avvocato, che impressione ha tratto dall’incontro e dalla casa più famosa d’Italia?
"Ho visto uno stile di vita rurale che ha il suo perché, torno a casa con un sacchetto di uova, me le ha donate Nathan”.
Quanto è durato l’incontro?
“Un paio d’ore. Abbiamo dovuto conoscerci, era la prima volta che li vedevo”.
Di Nathan e Catherine, dopo due ore, cosa pensa?
“Sono splendide persone, con un cuore grande, e stanno vivendo una situazione che non auguro a nessuno. Sono provate dalla sofferenza della separazione dai loro figli, che amano, eppure mantengono grande dignità e lucidità”.
ROMA – L’avvocato Simone Pillon è in auto: sta tornando a Perugia dal primo viaggio alla casa nel bosco, a Palmoli, nel Basso Chietino, dove per due ore ha parlato con Nathan Trevallion e Catherine Birmingham, i suoi nuovi clienti.
Avvocato, che impressione ha tratto dall’incontro e dalla casa più famosa d’Italia?
"Ho visto uno stile di vita rurale che ha il suo perché, torno a casa con un sacchetto di uova, me le ha donate Nathan”.
Quanto è durato l’incontro?
“Un paio d’ore. Abbiamo dovuto conoscerci, era la prima volta che li vedevo”.
Di Nathan e Catherine, dopo due ore, cosa pensa?
“Sono splendide persone, con un cuore grande, e stanno vivendo una situazione che non auguro a nessuno. Sono provate dalla sofferenza della separazione dai loro figli, che amano, eppure mantengono grande dignità e lucidità”.
Ieri i genitori hanno visto i tre bambini fuori dalla casa famiglia, in una seconda struttura protetta. Con loro c’era un’educatrice della struttura di Vasto.
“Sì, la madre se li è abbracciati, accoccolati. Ora mi sembra serena. Già la prossima settimana ci sarà un secondo incontro protetto”.
Ieri ha visto anche la tutrice, l’avvocata Maria Luisa Palladino, e la curatrice, l’avvocata Marika Bolognesi, figure centrali nella gestione del caso che da tempo non parlavano più né con Catherine né con i precedenti difensori.
"Bisogna ricucire i rapporti per il bene dei bambini. Incontrerò anche l’assistente sociale che cura il procedimento e andrò alla casa accoglienza di Vasto. Serve lealtà e trasparenza da parte di tutti”.
Che cosa si è detto con la curatrice e la tutrice?
“Che c’è massima disponibilità da parte nostra ad accettare le indicazioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila. Mi hanno autorizzato a dire che nessuno ha mai preso in considerazione la possibilità di un affido dei bambini a un’altra famiglia e, meno che mai, di un’adozione. Lavoriamo tutti per il rientro dei piccoli nel nucleo di origine”.
Si è parlato di affidamento esterno perché al quinto avvocato cambiato, la situazione di Nathan e Catherine appariva disperata.
“Se la ritenessi disperata, non avrei accettato l’incarico”.
A ore il professor Tonino Cantelmi e la dottoressa Simona Aiello le consegneranno le corpose controdeduzioni della perizia psichiatrica. I due professionisti restano nel collegio difensivo?
“Ho grandissima fiducia in Cantelmi e nella dottoressa… Come si chiama?”.
Aiello, è una psicologa.
"Sì, Aiello, Hanno fatto un ottimo lavoro, sono ansioso di leggere le loro ultime conclusioni”.
Secondo lei, il Tribunale per i minorenni quando deciderà il destino dei tre bambini?
“La mia esperienza mi dice che i giudici non si pronunciano mai durante la Consulenza tecnica d’ufficio, se non per questioni marginali. Il deposito finale della Ctu è previsto per il 28 giugno, dopo sarà fissata un’udienza e a luglio potrà esserci una nuova ordinanza”.
Avvocato, il problema ruota sempre intorno alla stessa persona: Catherine Birmingham. Èlei che, fin qui, si è opposta alle indicazioni del Tribunale, ha sobillato i bambini, ha parlato di crudeltà mai viste. Ancora fino a poche ore fa, con la bambina in ospedale. Se la nuova assistita non cambia atteggiamento, i figli non torneranno in famiglia.
“Ho parlalo a lungo con Catherine, mi ha ribadito la disponibilità a documentare quanto richiesto dalle autorità. Certo, le ho anche ribadito che le scelte sull’educazione dei propri figli spettano ai genitori, come sancito dalla Dichiarazione dei diritti umani e dalla nostra Costituzione”.
I trattati internazionali, a partire dalla Convenzione dell’Onu sui diritti dell’infanzia del 1989, dicono anche che i minori hanno i loro diritti, a prescindere dai genitori.
"Certo, è così”.
E, quindi, la magistratura può intervenire se ravvisa che questi diritti sono stati lesi.
"Questo lo lascio scrivere a lei”.
Avvocato, lei è stato senatore della Lega. La storia della famiglia nel bosco è stata pesantemente strumentalizzata dal centrodestra a fini referendari, i genitori hanno incontrato il presidente del Senato, sono andati alla Camera a urlare il loro dolore. Lei proseguirà su questa strada politico-istituzionale?
“Sono qui come avvocato, il titolo di senatore è in un cassetto. Difenderò Nathan Trevallion e Catherine Birmingham solo con gli strumenti della giurisprudenza”.