✕

Maldive, Danovaro: “Per quelle grotte serve un brevetto speciale, ma i sub erano esperti”

Monica Montefalcone 

Ascolta l'audio

Intervista al biologo marino: “A volte bisogna percorrere tunnel angusti e passare attraverso fessure strette. Il pulviscolo rende l’acqua torbida. In alcuni casi usiamo il filo di Arianna”
2 minuti di lettura

«Rideva sempre dicendo che aveva trascorso metà della sua vita sott’acqua, e l’altra metà desiderando di tornarci». Se Monica Montefalcone, biologa marina dell’università di Genova, è morta durante un’immersione alle Maldive, «non è certo per mancanza di esperienza». Il suo collega Roberto Danovaro, direttore per dieci anni della Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli, professore di biologia marina all’università Politecnica delle Marche e sub esperto anche di Maldive, la descrive come «troppo esperta, troppo brava, troppo capace. Era una sirena».

Cosa può essere successo?

«Le grotte sottomarine non sono un ambiente facile. A volte bisogna percorrere tunnel angusti e passare attraverso fessure strette. Il pulviscolo che s…

«Rideva sempre dicendo che aveva trascorso metà della sua vita sott’acqua, e l’altra metà desiderando di tornarci». Se Monica Montefalcone, biologa marina dell’università di Genova, è morta durante un’immersione alle Maldive, «non è certo per mancanza di esperienza». Il suo collega Roberto Danovaro, direttore per dieci anni della Stazione zoologica Anton Dohrn a Napoli, professore di biologia marina all’università Politecnica delle Marche e sub esperto anche di Maldive, la descrive come «troppo esperta, troppo brava, troppo capace. Era una sirena».

Cosa può essere successo?

«Le grotte sottomarine non sono un ambiente facile. A volte bisogna percorrere tunnel angusti e passare attraverso fessure strette. Il pulviscolo che si solleva al passaggio dei sub rende l’acqua torbida. La visibilità peggiora. Può capitare così di ritrovarsi in un ambiente chiuso che sembra non avere più aperture. In alcuni casi usiamo la tecnica del filo di Arianna. Si dipana una sagola man mano che si avanza per ritrovare poi più facilmente la via di uscita».

Roberto Danovaro 

Cosa si cerca in grotte così poco ospitali?

«Specie nuove, organismi che si sono adattati a condizioni uniche e spesso vivono nella totale oscurità. Il fondale delle Maldive è formato da barriere coralline molto antiche. A volte franano, lasciando porzioni esposte che vengono colonizzate da esseri viventi ignoti e affascinanti».

L’immersione di ieri era particolarmente complicata?

«Le grotte sono un ambiente complesso e cinquanta metri sono una profondità importante, per la quale serve un brevetto speciale. È la ragione per cui in quell’immersione non erano stati portati studenti, come avviene di solito. Il mestiere del biologo marino si impara solo in parte in un’aula di università. Per fare pratica occorre scendere sott’acqua ed è frequente che un professore esperto sia accompagnato dai giovani. Alle Maldive poi non ci sono attrezzature tecnologicamente avanzate, bisogna scendere per osservare la natura sottomarina. Arrivando a cinquanta metri si incontrano habitat che non sono ancora stati intaccati dal riscaldamento climatico e conservano tutta la loro biodiversità».

Fra le possibili cause si è parlato di ossigeno a pressione eccessiva.

«Può causare ebbrezza, ma un sub non improvvisato riconosce immediatamente i sintomi. Non è credibile che tutti e cinque abbiano trascurato i segnali. In una grotta può capitare un episodio di panico, oppure un malore, ma è impossibile che cinque sub esperti non lo sappiano gestire. In alcune grotte possono esserci esalazioni di gas tossici come l’acido solfidrico, ma non è il caso delle Maldive, occorre un luogo ricco di attività vulcanica. Per un biologo la presenza di queste sostanze è un’attrazione particolare, perché impone alle specie che vi vivono una capacità di adattamento in più. Per i sub però si tratta di un pericolo aggiuntivo».

Monica Montefalcone faceva ricerca alle Maldive dal 2013. Fuori dal mare che persona era?

«Solare, sorridente, bella. La sua morte ha fatto molta impressione nel nostro ambiente, era una persona davero amata e conosciuta. Tutti i biologi marini sono appassionati del loro mestiere, ma su di lei l’acqua e i suoi organismi esercitavano un’attrazione speciale. Pochi mesi fa aveva vinto il Tridente d’oro, un premio assegnato dall’Accademia Internazionale di Scienze e Tecniche Subacquee ai migliori sub del mondo. Nell’albo d’oro ci sono personalità come Jacques Cousteau (anche Danovaro l’ha vinto nel 2023, ndr).

Ci sono molti biologi italiani alle Maldive?

«L’Italia da decenni ha un ruolo cruciale alle Maldive. Monica dedicava la sua vita al mare e si occupava anche di divulgazione, per far conoscere gli effetti del cambiamento climatico sugli habitat più fragili, come le barriere coralline e le praterie di posidonia. Insieme avevamo fatto dei servizi tv. In questa tragedia l’Italia ha perso una delle sue ricercatrici migliori, sia per il livello della sua scienza che per l’impegno civile».

Leggi i commenti