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Sub morti alle Maldive, chi erano le vittime

(ansa)

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Monica, prof di ecologia, la figlia Giorgia, Gianluca, capobarca, Muriel, ricercatrice, Federico, paladino della biodiversità. Tutti appassionati e professionisti del mare
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Monica, la prof di ecologia sopravvissuta allo tsunami e scomparsa con la figlia

Era la sua passione, era la sua esistenza. Era, anche e soprattutto, il suo lavoro: «Ho dedicato tutta la mia vita a scoprire e studiare le meraviglie che vivono sotto la superficie del nostro mare», diceva Monica Montefalcone, 51 anni, professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova. E quella ragione di vivere l’aveva trasmessa alla figlia Giorgia, 23 anni, che pure aveva scelto un’altra strada, Ingegneria Biomedica, una laurea da prendere fra poche settimane. Sono morte insieme, a 50 metri di profondità, negli abissi così diversi dal mare di casa.

Monica Montefalcone

 

«La più esperta, la più brava, la più competente», dicono della professoressa Montefalcone dal Dispav, il suo dipartimento, increduli per quel che è accaduto. Perché per una sopravvissuta allo tsunami del 2004 che colpì anche le Mal…

Monica, la prof di ecologia sopravvissuta allo tsunami e scomparsa con la figlia

Era la sua passione, era la sua esistenza. Era, anche e soprattutto, il suo lavoro: «Ho dedicato tutta la mia vita a scoprire e studiare le meraviglie che vivono sotto la superficie del nostro mare», diceva Monica Montefalcone, 51 anni, professoressa associata in Ecologia all’Università di Genova. E quella ragione di vivere l’aveva trasmessa alla figlia Giorgia, 23 anni, che pure aveva scelto un’altra strada, Ingegneria Biomedica, una laurea da prendere fra poche settimane. Sono morte insieme, a 50 metri di profondità, negli abissi così diversi dal mare di casa.

Monica Montefalcone

 

«La più esperta, la più brava, la più competente», dicono della professoressa Montefalcone dal Dispav, il suo dipartimento, increduli per quel che è accaduto. Perché per una sopravvissuta allo tsunami del 2004 che colpì anche le Maldive, inghiottita nelle acque nere e poi scaraventata chissà dove lontano dalla terraferma, morire in una delle annuali crociere scientifiche fra gli atolli è davvero incomprensibile.

A piangere Monica e Giorgia, adesso, non è solo il mondo accademico ma anche il quartiere di Pegli, ponente genovese, dove le due vivevano. Monica era cresciuta nella parrocchia di San Francesco d’Assisi, a pochi passi da casa, e lì aveva fatto pure la catechista. Poi, dal matrimonio con il marito rappresentante, l’arrivo di Giorgia e del fratello minore.

Giorgia Sommacal

 

Una famiglia che ben presto ha imparato a convivere con le missioni di Monica in mare. Laureata con 110 e lode in Scienze Biologiche a Milano, fin da subito si era occupata della posidonia oceanica. E da lustri, ormai, era diventata la responsabile scientifica delle attività di ricerca sulle scogliere delle Maldive. Ma da biologa appassionata si era occupata anche di cambiamenti climatici, attraverso il progetto “Mare Caldo” dell’ateneo genovese con Greenpeace: «Il nostro compito di scienziati è informare cittadini e istituzioni su quello che sta accadendo nell’ambiente marino, affinché la conoscenza possa diventare base per strategie di gestione e conservazione», diceva con orgoglio.

E allora ecco il doppio ruolo di Monica, che alle Maldive era responsabile di un progetto dell’Università di Genova, ma era anche la coordinatrice delle crociere scientifiche organizzate dal tour operator privato “Albatros Top Boat” di Verbania. E infatti a seguirla a bordo e in acqua c’erano sia la figlia che colleghi ed ex studenti. L’Università di Genova ha precisato che l’attività di immersione non era tra quelle previste dalla missione, anche perché i protocolli ministeriali sono rigidissimi e, di fatto, effettuarle sotto il cappello dell’Università è impossibile. E così a docenti e ricercatori non resta che il viaggio auto-organizzato.

Nella vita di Monica Montefalcone c’erano la famiglia, l’università, ma anche i premi, come quello del Tridente d’Oro, massimo riconoscimento per le tecniche subacquee. E le apparizioni pubbliche: il suo volto era noto in tv, dove spesso portava il sorriso nelle trasmissioni che parlavano di ambiente. A Genova, e soprattutto a Pegli, l’avevano anche riconosciuta in una pubblicità che la ritraeva nuotare in acque cristalline. Sempre in quel mare che alla fine è diventato, per lei e Giorgia, una trappola fatale. (Marco Lignana)

Gianluca, le spalle voltate alla finanza per diventare capobarca nell’arcipelago

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Via dalle banche e dalla finanza, via da Padova, via dall’Italia. Gianluca Benedetti aveva voltato pagina da un po’ per inseguire un sogno spezzato troppo presto. Alle Maldive era arrivato per la prima volta quasi dieci anni fa, nel 2017. Salvo una piccola parentesi indonesiana, aveva deciso di restare lì, nell’arcipelago da sogno dell’Oceano indiano, lasciando una carriera già avviata. Era diventato operation manager, capobarca e istruttore subacqueo. Di quella passione di lunga data per le immersioni, già diventata un impegno lavorativo part time in Italia, era riuscito a fare un’attività a tempo pieno. A bordo della “Conte Max” o della “Duca di York”, due tra le imbarcazioni di lusso della Albatros top boat, tour operator italiano, era lui il volto che accoglieva turisti ed escursionisti per accompagnarli alla scoperta delle Maldive. Energico, sempre sportivo, quando la barca lo riportava a terra amava la lettura, il cinema classico, gli scacchi. — v.g.

Muriel, a caccia della vita negli abissi lo studio dei fondali era la sua passione

(ansa)

Muriel Oddenino aveva il sole nel sorriso e il mare nel cuore. Aveva 31 anni e questo era ormai il suo terzo viaggio scientifico alle Maldive. Più che biologa marina, amava definirsi ecologa: la sua vera passione era immergersi e studiare ogni dettaglio dell’ecologia degli oceani, i coralli, le spugne, la posidonia. Dopo la laurea triennale a Torino in scienze naturali si era specializzata all’ateneo di Genova e infine all’università di Bari da ricercatrice dove, attraverso la subacquea, aveva studiato gli organismi presenti nelle grotte pugliesi, tema centrale di alcune delle sue pubblicazioni scientifiche. Uno degli ultimi paper, sul reef delle Maldive, lo aveva invece firmato nel 2025 proprio insieme alla sua prof, Monica Montefalcone. Nata a Poirino, in provincia di Torino, una parte della sua famiglia era di origini argentine: lei però ha sempre vissuto tra Liguria, Puglia e Marche, ogni volta vicino al suo amato mare o alla sabbia dove giocava a beach volley. La corsa e lo sci, così come i cani, erano altre fra le sue tante passioni. «Ma il posto dove si sentiva davvero se stessa — ricordano in lacrime gli amici — era sempre e solo il mare». — g.t.

Federico, paladino della biodiversità, doveva andare a fare ricerca in Giappone

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Federico Gualtieri, il «ragazzo che parlava ai fondali», lo descrive tra le lacrime chi lo ha conosciuto. Istruttore subacqueo, 31 anni, nato a Borgomanero (Novara) si era spostato a Omegna e infine a Genova. Giovane solare, istruttore Padi esperto, dopo la triennale in Scienze biologiche all’Università del Piemonte Orientale dove aveva discusso una tesi sul “Monitoraggio della comunità ittica e di macro invertebrati dei reefs maldiviani”, aveva scelto Genova per la magistrale. La sua ultima tesi, dedicata all’ecologia dei coralli negli atolli era un «atto d’amore» verso la biodiversità. «Federico non stava solo studiando i coralli, li stava vivendo», racconta un suo ex compagno. Un ecosistema che già conosceva bene per aver partecipato a una spedizione nel 2022 con altri 70 volontari, guidata anche quella volta dalla prof Montefalcone. Federico sarebbe dovuto partire ad agosto per il Giappone, aveva vinto un concorso per un progetto di ricerca. Gli amici lo descrivono così: «Sapeva che ogni metro guadagnato verso il fondo era un pezzetto di conoscenza in più». — g.lo po.

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