Per Lucia Santise, 38 anni, la pluriclasse è una costante: due figlie, due classi eterogenee alla primaria di Janò, Catanzaro. Prima la maggiore, Alessia, che oggi frequenta la terza media, adesso Consuelo, la secondogenita di 10 anni che divide la classe con sei coetanei di quarta e sei di quinta.
Mai avuto dei dubbi?
«Con la prima figlia, alcuni. Vorresti il meglio per loro e ti chiedi se impareranno tutto quello che devono. Alcuni genitori sono rimasti scettici, io non potrei essere più contenta della scelta».
Cosa l’ha convinta?
«Da piccola quella è stata anche la mia scuola. Allora le pluriclassi non esistevano, ma sapevo che i docenti sarebbero stati in grado di gestirle».
Sua figlia è mai rimasta indietro?
«Mai, sempre avuto ottimi voti. Così come l…
Per Lucia Santise, 38 anni, la pluriclasse è una costante: due figlie, due classi eterogenee alla primaria di Janò, Catanzaro. Prima la maggiore, Alessia, che oggi frequenta la terza media, adesso Consuelo, la secondogenita di 10 anni che divide la classe con sei coetanei di quarta e sei di quinta.
Mai avuto dei dubbi?
«Con la prima figlia, alcuni. Vorresti il meglio per loro e ti chiedi se impareranno tutto quello che devono. Alcuni genitori sono rimasti scettici, io non potrei essere più contenta della scelta».
Cosa l’ha convinta?
«Da piccola quella è stata anche la mia scuola. Allora le pluriclassi non esistevano, ma sapevo che i docenti sarebbero stati in grado di gestirle».
Sua figlia è mai rimasta indietro?
«Mai, sempre avuto ottimi voti. Così come la sorella più grande. I programmi vengono portati a termine e nessuno viene lasciato indietro: in classe c’è anche una bimba autistica e tutti hanno sempre un occhio di riguardo nei suoi confronti».
E la socialità non ne risente?
«Le scaramucce non mancano, come in ogni classe. Ma sono tutti amici, anche perché abitiamo nella stessa zona. Avremmo potuto iscriverli in una classe omogenea a sette minuti di distanza. Ma perché chiudere una scuola se funziona?»