✕

Bimba contesa, raccolta di firme. La madre: “Stella,sono accanto a te”

Ascolta l'audio

Affetta da una malattia genetica, la bambina simbolo di Monteverde è stata portata via da scuola e consegnata al padre su ordine del tribunale dei minori
1 minuti di lettura

«Amore mio, la mamma è qui. Adesso dobbiamo essere forti, forti. Forti come dici sempre tu. Mamma è accanto a te, sempre». Affida alla sua avvocata Marina Marconato soltanto poche frasi Susanna, la mamma di Stella, la “bambina di Monteverde” al centro di una dura contesa familiare, prelevata a scuola con la forza dalla polizia per essere affidata al padre. Nel famoso condominio del quartiere romano di Monteverde nuovo - che si era mobilitato per impedire il “prelievo forzoso” della piccola - ci sono rabbia e tristezza: «Un’ingiustizia, non ci arrendiamo, scenderemo in piazza per riportare a casa Stella».

Aiuole fiorite, verde, silenzio. In una delle due palazzine gemelle c’è la stanza vuota di questa bambina diventata simbolo, suo malgrado, di una prassi sempre più diffusa: l’uso della forza quando un minore non vuole vedere l’altro genitore, nel 99% dei casi si tratta di padri accusati o condannati per violenza contro le madri. Esattamente come il padre di Stella, affetta da una rara…

«Amore mio, la mamma è qui. Adesso dobbiamo essere forti, forti. Forti come dici sempre tu. Mamma è accanto a te, sempre». Affida alla sua avvocata Marina Marconato soltanto poche frasi Susanna, la mamma di Stella, la “bambina di Monteverde” al centro di una dura contesa familiare, prelevata a scuola con la forza dalla polizia per essere affidata al padre. Nel famoso condominio del quartiere romano di Monteverde nuovo - che si era mobilitato per impedire il “prelievo forzoso” della piccola - ci sono rabbia e tristezza: «Un’ingiustizia, non ci arrendiamo, scenderemo in piazza per riportare a casa Stella».

Aiuole fiorite, verde, silenzio. In una delle due palazzine gemelle c’è la stanza vuota di questa bambina diventata simbolo, suo malgrado, di una prassi sempre più diffusa: l’uso della forza quando un minore non vuole vedere l’altro genitore, nel 99% dei casi si tratta di padri accusati o condannati per violenza contro le madri. Esattamente come il padre di Stella, affetta da una rara malattia e rinviato a giudizio per lesioni contro Susanna, avvenute davanti alla piccola.

Stella, vittima quindi di violenza assistita, poco dopo la separazione dei genitori aveva iniziato a non voler più frequentare il padre, rifiuto del quale è stata ritenuta responsabile la madre, Susanna. In un colloquio con la garante dell’Infanzia Marina Terragni, Stella, rispondendo alla domanda sul perché «avesse tanta paura di lui» aveva risposto: «Perché mi lega le mani». «Lo testimonierò in ogni sede», ha aggiunto Terragni. Nel dicembre scorso il tribunale ordinario aveva confermato il collocamento di Stella nella casa materna, monitorata costantemente da psicologi ed educatori. Ma il tribunale per i minori ha invece autorizzato - a sorpresa - due giorni fa il prelevamento della bimba.

Da ieri dunque è a casa del padre e Susanna ha il divieto di vederla e sentirla. «Ho il cuore spezzato ma resisto, per Stella», dice affranta. Capeggiata da un nutrito gruppo di scrittrici, è partita una raccolta di centinaia di firme che chiedono la messa al bando del prelievo forzoso dei minori. Il 25 maggio Stella sarà ascoltata dal giudice. Ha solo sei anni, ma spesso ripete alla mamma: «Noi due abbiamo le chele e pizzichiamo. Per questo non possono toccarci».

Leggi i commenti