✕

Embolia, narcosi, ipossia: ecco i rischi che si corrono esplorando gli abissi

Ascolta l'audio

Non solo la malattia da decompressione, costata la vita al militare maldiviano. Sono molti i pericoli in agguato sui fondali marini
2 minuti di lettura

La morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhee, deceduto ieri durante un’immersione nel tentativo di recuperare i corpi dei quattro italiani, è avvenuta a causa della malattia da decompressione (Mdd), una delle più note e temute da chi si spinge in profondità con le bombole. Per i sub, oltre a questo rischio, ci sono però anche diverse altre criticità gravi a cui si può andare incontro durante o anche dopo una immersione. Ecco quali sono.

Malattia da decompressione

Viene anche chiamata “malattia dei cassoni”. Quando si risale troppo velocemente l’azoto accumulato nei tessuti forma bolle nel sangue e nei vasi sanguigni. I sintomi includono stanchezza, forti dolori articolari, formicolii e vertigini così come, nei casi più gravi, paralisi o disturbi neurologici. In molti casi, per provare a salvare i sub, serve un immediato trattamento in camera iperbarica.

Narcosi da azoto

Noto anche come l’ “ebbrezza degli abissi” è un fenomeno, oltre i 40 metri, per cui l’azoto presente nella miscel…

La morte del sergente maggiore Mohamed Mahudhee, deceduto ieri durante un’immersione nel tentativo di recuperare i corpi dei quattro italiani, è avvenuta a causa della malattia da decompressione (Mdd), una delle più note e temute da chi si spinge in profondità con le bombole. Per i sub, oltre a questo rischio, ci sono però anche diverse altre criticità gravi a cui si può andare incontro durante o anche dopo una immersione. Ecco quali sono.

Malattia da decompressione

Viene anche chiamata “malattia dei cassoni”. Quando si risale troppo velocemente l’azoto accumulato nei tessuti forma bolle nel sangue e nei vasi sanguigni. I sintomi includono stanchezza, forti dolori articolari, formicolii e vertigini così come, nei casi più gravi, paralisi o disturbi neurologici. In molti casi, per provare a salvare i sub, serve un immediato trattamento in camera iperbarica.

Narcosi da azoto

Noto anche come l’ “ebbrezza degli abissi” è un fenomeno, oltre i 40 metri, per cui l’azoto presente nella miscela respiratoria può alterare la lucidità provocando confusione mentale. Porta ad uno stato mentale e corporeo simile all’ebbrezza ed è molto pericoloso se ci si trova sott’acqua, soprattutto in ambienti chiusi come le grotte.

Sub morti alle Maldive, il video in cui Montefalcone spiegava le immersioni

Iperossia

Detta anche “tossicità da ossigeno” è una condizione che può verificarsi con un’esposizione prolungata a elevate concentrazioni di ossigeno. Può colpire il sistema nervoso con convulsioni ed effetti neurologici. Durante l’immersione possono comparire vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e disorientamento, condizioni che rendono complesso risalire in superficie.

Barotrauma

Si tratta di una lesione fisica causata dalla differenza di pressione fra corpo e ambiente. Fra i più comuni ci sono i barotraumi alle orecchie (rottura del timpano), dei seni paranasali e dei polmoni, provocati dall’espansione dell’aria durante la risalita.

Embolia gassosa arteriosa

Si verifica spesso per un barotrauma polmonare dovuto al trattenimento del respiro del sub durante una risalita rapida. L’espansione dell’aria fa lacerare gli alveoli e le bolle di gas entrano nel circolo arterioso, bloccando il flusso sanguigno verso il cervello. Si rischiano ictus, perdita di coscienza o arresto cardiaco.

Annegamento (o ipossia)

Può avvenire per varie cause, come una errata gestione della respirazione, ostruzioni, inalazioni d’acqua, oppure per attacchi di panico.

Edema polmonare

Si verifica con l’ accumulo di liquido nei polmoni durante o dopo l’immersione.

Ipotermia

L’acqua disperde il calore rapidamente e anche in acque non fredde si può perdere temperatura corporea. Quando il corpo perde calore più velocemente di quanto riesca a produrlo compromette il corretto funzionamento di cuore e sistema nervoso.

Sindrome da alta pressione

Si tratta di una sindrome che può insorgere quando un subacqueo respira per lungo tempo una miscela di elio ed ossigeno ad alte pressioni (con profondità solitamente superiori ai 130 metri). Tra i sintomi ci sono nausea, vomito, tremori e confusione mentale.

Leggi i commenti