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La famiglia nel bosco, 300 pagine contro la perizia: “Grossolana e pregiudiziale, da annullare”

I tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham 

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Lo psichiatra Cantelmi e la psicologa Aiello attaccano il lavoro della controparte, ma sottolineano la nuova fase aperta da Nathan e Cate: hanno accettato per iscritto la nuova casa, un’istruzione parentale vera per i figli e un’insegnante, un progetto psico-educativo per loro
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ROMA – S’intitola “Note critiche di parte relative alla consulenza tecnica di ufficio”, e sono critiche davvero. E’ la controperizia – da definire tale, vista la lunghezza, 300 pagine che gli stessi autori definirebbero “logorroica” – del professor Tonino Cantelmi, psichiatra, perito della difesa, e della sua fidata psicologa Simona Aiello.

Sostiene, dopo quindici capitoli di critiche logicamente motivate e portate con tenace cattiveria, che “nel suo complesso, la Consulenza tecnica d’ufficio non fornisce un fondamento scientificamente solido, coerente e proporzionato né per giustificare il mantenimento della separazione familiare e la protrazione della sospensione della responsabilità genitoriale, né per sostenere un percorso di ricongiungimento familiare realmente strutturato, definito e verificabile secondo tempi, modalità e parametri previamente stabiliti”. Chiude: “La criticità conclusiva risiede, dunque, nella sproporzione tra la fragilità della base valutativa, la forza delle m…

ROMA – S’intitola “Note critiche di parte relative alla consulenza tecnica di ufficio”, e sono critiche davvero. E’ la controperizia – da definire tale, vista la lunghezza, 300 pagine che gli stessi autori definirebbero “logorroica” – del professor Tonino Cantelmi, psichiatra, perito della difesa, e della sua fidata psicologa Simona Aiello.

Sostiene, dopo quindici capitoli di critiche logicamente motivate e portate con tenace cattiveria, che “nel suo complesso, la Consulenza tecnica d’ufficio non fornisce un fondamento scientificamente solido, coerente e proporzionato né per giustificare il mantenimento della separazione familiare e la protrazione della sospensione della responsabilità genitoriale, né per sostenere un percorso di ricongiungimento familiare realmente strutturato, definito e verificabile secondo tempi, modalità e parametri previamente stabiliti”. Chiude: “La criticità conclusiva risiede, dunque, nella sproporzione tra la fragilità della base valutativa, la forza delle misure raccomandate e l’indeterminatezza del percorso indicato per il rientro dei minori”.

Ecco, la contro-Ctu, che quasi ne doppia le pagine, ribadisce che i tre figli di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham dovrebbero tornare a casa in tempi certi e che la coppia – alla quale non sono stati riscontrati deficit psichiatrici se non un eccesso di rigidità di Catherine e un carattere succube di Nathan – ha diritto a vedersi riconosciuta la propria genitorialità. Ancora, laddove la stessa perizia indica un percorso di ricostituzione della famiglia – i primi incontri, già realizzati, dai cinque fuori dalla struttura di Vasto, alcuni weekend da vivere insieme e con gradualità la possibilità di un ricongiungimento -, la contro-perizia chiede più precisione nel progetto, un metodo di valutazione dei progressi fatti da chi oggi è ritenuto inadeguato..

"Le gravi carenze di metodo e di contenuto”

“La consulenza tecnica d'ufficio deve considerarsi nulla”, dicono Cantelmi e Aiello, “per le gravi carenze di metodo e di contenuto”. Sono riassunte, queste, in “quindici gravi criticità”. Una per capitolo. A partire dalle competenze delle due professioniste scelte per la perizia dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila: “La dottoressa Simona Ceccoli ha precisato di non svolgere l’attività di psichiatra presso la struttura nella quale lavora, ma di svolgere non meglio specificati compiti amministrativi. Alla nostra ulteriore domanda di specificare le sue competenze in ordine ai minori, la dottoressa Ceccoli eludeva la risposta”.

La memoria psichiatrica ricorda, poi, l’esperienza contenuta della testista, Valentina Garrapetta, e ricorda contemporaneamente i suoi post su Facebook che mostravano, in verità in modo sobrio, la sua difesa delle scelte dei magistrati minorili.

La controperizia evidenzia. ancora, “severi errori metodologici” nelle omissioni nel rapporto genitori-figli e nella stessa somministrazione dei test: “La batteria dei test è stata scelta dall’ausiliaria Garrapetta, sulla base della dichiarata propria incompetenza linguistica e non delle esigenze di una valutazione peritale completa”. Eccessiva, sostengono i periti della difesa, è stata la rilevanza data ai test grafici, “con scarsa forza probatoria scientifica”.

La contestazione del lavoro centrale del procedimento in corso in tribinale, sostiene che nessun rilievo sia stato offerto agli effetti “dello sradicamento dei minori dalla famiglia” e, dicono Cantelmi-Aiello, c’è una confusione sostanziale tra lo stile di vita della coppia anglo-australiana e le loro inclinazioni psichiatriche, e quindi le loro attitudini genitoriali.

Si critica, infine, il ricorso “a fonti clinicamente non qualificate”, non aver preso in considerazione gli sviluppi abitativi, le vaccinazioni avviate, l’intervento di una pediatra per i bambini.

L’autodichiarazione dei coniugi

In questa demolizione sistematica della controparte, il passaggio più importante è quello che ricorda come i coniugi Trevallion-Birmingham –entrambi – abbiano firmato un’autodichiarazione al Comune di Palmoli nella quale certificano “di aver individuato, presso il medesimo Comune, una soluzione abitativa temporanea” (che ieri hanno occupato) per il periodo di ristrutturazione dell’immobile di proprietà; di aver dato quindi seguito alla scelta dell’istruzione parentale mediante la predisposizione del programma didattico già elaborato; di aver aderito al progetto psicoeducativo attivato dal Comune, comprensivo della presenza di un’insegnante e della frequenza di corsi pomeridiani finalizzati anche all’ampliamento della socializzazione tra pari”. E qui parliamo dei tre figli e dell’accusa rivolta ai genitori di averli mantenuti in un isolamento pernicioso.

Pillon: “I genitori faranno un percorso parentale”

L’avvocato della coppia, Simone Pillon, questa mattina ha avuto un lungo incontro con la responsabile dei servizi sociali che si occupano del caso e l’équipe di neuropsichiatria infantile del presidio di Atessa. Il legale conferma che la coppia ora è, finalmente, disponibile a intraprendere un percorso di supporto parentale “anche per essere aiutati a meglio sostenere i loro figli nella situazione che stanno vivendo”.

L’avvocato Pillon ha reso esplicite “la differenti vedute” con il gruppo dell’assistente Veruska D’Angelo e ha sottolineato come questa storia necessiti “di un accurato lavoro di mediazione che si svolge soprattutto fuori dalle aule di giustizia”.

La lettera ai giudici di Nathan e Cate

Nella relazione tecnica Cantelmi-Aiello si allegana anche un testo scritto ai giudici dagli stessi genitori, sette pagine in cui dicono: “Offriamo ai nostri figli gli elementi fondamentali della società italiana, tra cui la centralità della famiglia, la priorità dei legami affettivi profondi, la lealtà intensa e il sostegno intergenerazionale, rispetto all’individualismo”. Sulla scuola, “abbiamo scelto di educare mediante l’istruzione parentale (homeschooling) in conformità con la legge. In due occasioni ci siamo recati a Castiglione per incontrare gli insegnanti e informarli delle nostre scelte educative e del programma adottato. La nostra figlia maggiore ha sostenuto il suo primo esame annuale a Castiglione il 14 giugno 2024. È stata esaminata da quattro docenti, che l’hanno ritenuta competente per la sua età e idonea, avendo superato con esito positivo tutte le parti previste della valutazione. Tutti e quattro gli insegnanti hanno inoltre sottolineato la sua intelligenza. Dopo aver discusso l’intenzione di coinvolgere anche i nostri gemelli nello stesso percorso in futuro, gli insegnanti ci hanno confermato l’appropriatezza di tale scelta per i nostri figli e siamo rimasti molto soddisfatti del rapporto positivo instaurato con i docenti e con l’istituto in vista delle future valutazioni. Come le altre circa 10.000 famiglie in Italia che praticano con competenza l’istruzione parentale, perseguiamo un approccio educativo che valorizzi l’unità familiare, garantisca un apprendimento individualizzato di elevata qualità e sostenga lo sviluppo emotivo, mentale e fisico dei nostri figli”.

Nathan e Catherine spiegano perché avrebbero interrotto il percorso scolastico: “l’intervento dei servizi sociali nella nostra vita a partire dal 28 settembre 2024, unitamente alla campagna allarmistica tuttora in corso, ha significativamente compromesso il nostro valido programma educativo e il rapporto positivo che avevamo costruito con la scuola di Castiglione. A seguito del contatto dei servizi sociali con la scuola, l’istituto di Castiglione, di cui avevamo piena fiducia, ha improvvisamente interrotto ogni rapporto con noi, negandoci la possibilità di sostenere future valutazioni presso la stessa”. I dirigenti dell’istituto scolastico e i decisori che oggi ruotano intorno alla famiglia offrono una differente ricostruzione dei fatti.

Citando esperti dell’homeschooling, i due genitori anglo-australiani assicurano: “Laddove non siamo in grado di fornire direttamente determinate conoscenze o competenze, ci avvaliamo attivamente del supporto di professionisti, amici, membri della comunità e risorse educative online. I nostri figli possono sviluppare autonomia, immaginazione e resilienza, spesso in collaborazione con fratelli e coetanei. Nathan e io abbiamo apportato significativi cambiamenti alle nostre vite per essere presenti per i nostri figli durante questi anni di formazione. Il nostro obiettivo è crescere giovani equilibrati, riflessivi, empatici e motivati, capaci di contribuire positivamente alla società, nonché garantire il loro benessere fisico, mentale ed emotivo a lungo termine nella vita adulta”.

Ancora: “Abbiamo protetto i nostri figli dal bullismo scolastico, dal cyberbullismo, dalla depressione infantile, dall’ansia e, purtroppo, dal suicidio minorile, fenomeni che a livello globale rappresentano un rischio in aumento per i giovani studenti. Esistono migliaia di studi italiani basati su evidenze scientifiche in questo ambito”.

Sul piano delle relazioni con l’esterno, la coppia segnala: “Nathan e io abbiamo un piano di socializzazione che stiamo attuando con i nostri tre figli sin dal nostro arrivo a Palmoli. Abbiamo consapevolmente creato un ricco contesto di esposizione sociale positiva, sia con coetanei sia con modelli adulti positivi. vedono ogni settimana, dicono, amici che hanno figli piccoli: “Cuciniamo insieme e realizziamo strutture nella nostra proprietà. L’ultimo progetto realizzato con il contributo di tutti i bambini è stata la costruzione della nostra legnaia”. In alcuni casi i bimbi restavano a dormire da una coppia di amici, dove apprendevano “competenze di vita, tra cui la conservazione degli alimenti, le costruzioni ecologiche e il consolidamento della lingua italiana. I nostri figli interagiscono liberamente, giocano, socializzano e collaborano per raggiungere obiettivi che implicano creatività, immaginazione, problem solving e ingegno. I nostri figli dispongono di una ricca e costante interazione quotidiana reciproca. Aiutare, condividere, confortare, cooperare, offrire e manifestare empatia, ovvero, tutte le competenze sociali necessarie”.

infine, la coppia afferma: “Siamo sempre stati aperti e disponibili nei confronti dei servizi offerti dal sistema sanitario italiano. Non siamo mai stati contrari agli interventi medici, né abbiamo mai evitato intenzionalmente le cure. Fortunatamente, non abbiamo avuto necessità frequente di assistenza medica grazie al buono stato di salute dei nostri tre figli”. Nel passato, anche recente, le affermazioni su cure e vaccinazioni sono state ben diverse.

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