Maldive, la ricostruzione: “Sub ingannati dalla sabbia, finiti nel cunicolo cieco e rimasti senza ossigeno”
di Giacomo TalignaniIngannati da un maledetto dosso di sabbia che, unito alla poca aria rimasta, potrebbe essere stato fatale, intrappolandoli per sempre.
Ieri i sub finlandesi di Dan Europe hanno avvistato con ancor più chiarezza un dettaglio potenzialmente decisivo per la perdita di orientamento dei subacquei italiani. Tutto è legato alla morfologia della grotta e ai suoi cunicoli, dei “budelli” in cui se finisci dentro rischi di non uscire. La grotta vicino ad Alimathà è raggiungibile dopo un tuffo verso gli abissi di circa 50 metri: a quel punto si apre una prima grande caverna, molto luminosa. La base della grotta è un fondo sabbioso che si solleva se si pinneggia vicino ma si deposita anche velocemente. Alla fine di questa stanza c’è un corridoio, dove al contrario c’è poca luce ma la «visibilità, usando l’illuminazione artificiale, era ottima» dice Laura Marroni, ceo di Dan Europe.
Il corridoio è lungo quasi 30 metri e stretto 3: lo si può percorrere abbastanza velocemente per poi sbucare in quell…
Ingannati da un maledetto dosso di sabbia che, unito alla poca aria rimasta, potrebbe essere stato fatale, intrappolandoli per sempre.
Ieri i sub finlandesi di Dan Europe hanno avvistato con ancor più chiarezza un dettaglio potenzialmente decisivo per la perdita di orientamento dei subacquei italiani. Tutto è legato alla morfologia della grotta e ai suoi cunicoli, dei “budelli” in cui se finisci dentro rischi di non uscire. La grotta vicino ad Alimathà è raggiungibile dopo un tuffo verso gli abissi di circa 50 metri: a quel punto si apre una prima grande caverna, molto luminosa. La base della grotta è un fondo sabbioso che si solleva se si pinneggia vicino ma si deposita anche velocemente. Alla fine di questa stanza c’è un corridoio, dove al contrario c’è poca luce ma la «visibilità, usando l’illuminazione artificiale, era ottima» dice Laura Marroni, ceo di Dan Europe.
Il corridoio è lungo quasi 30 metri e stretto 3: lo si può percorrere abbastanza velocemente per poi sbucare in quella che è la seconda stanza della grotta. Parliamo di un “camerone” tondeggiante, spazioso ma oscuro, non arriva luce naturale. Prima di entrarci, quando si giunge alla fine del corridoio, c’è un dosso di sabbia creato dal movimento e dai vortici dell’acqua: in entrata ci si passa facilmente sopra così da sbucare nella seconda stanza che è più profonda, a circa 65 metri. Visitata la seconda stanza circolare per tornare indietro e uscire, bisogna poi riprendere lo stesso corridoio. Ed è qui che nasce l’inganno: dalla prospettiva dei sub, così come sperimentato anche dai finlandesi, a quel punto il dosso diventa fuorviante, sembra quasi una parete e non lascia intravedere con chiarezza che lì c’è il tunnel per andarsene. Al contrario, sulla sinistra, sempre in uscita dalla seconda grotta, c’è invece un altro corridoio ben delineato e col fondo piatto, lungo qualche decina di metri.
I corpi dei sub sono stati trovati tutti lì dentro, come se l’avessero scambiato per quello giusto, ma lì «non c’era via di uscita» racconta Marroni. Se, come emerge da una serie di dettagli, avessero preso quel passaggio per errore, scambiandolo per l’uscita, «allora sarebbe stato molto complesso ritornare, soprattutto con la poca scorta d’aria».
I subacquei stavano usando infatti bombole standard, da circa 12 litri. Ciò significa che, a quella profondità, avevano davvero poco tempo per la visita della seconda grotta. «Si parla di dieci minuti, forse anche meno» dice Marroni. Se poi avessero insistito lungo il corridoio sbagliato, il tempo sarebbe diminuito ancora: «Rendersi conto che la strada non è giusta e avere poca aria magari dopo aver fatto avanti indietro, terrorizza. Allora si respira velocemente e l’aria cala». Forse, ma siamo sempre nel campo delle ipotesi, questa teoria aiuta a comprendere anche la posizione in cui è stata ritrovata la guida, Gianluca Benedetti, recuperato nella prima stanza.
Spesso, la guida è la prima a imboccare l’uscita: se si fosse accorto che non era seguito potrebbe essere tornato indietro prima di ritornare verso la stanza d’uscita, rimanendo però ormai senz’aria. Sembra anche che lui e gli altri non fossero legati dal Filo d’Arianna, che non è stato trovato, ma solo da un terribile e triste destino.