Carlo Petrini è morto ieri sera nella sua casa di Bra, nel Cuneese. Aveva 76 anni. Lo rende noto Slow Food, il movimento da lui fondato nel 1986 per promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti. L’abbraccio e il ricordo del mondo della cultura e della politica.
Per tutti era solo Carlin (all'anagrafe Carlo Petrini) e partendo da Bra, piccola cittadina delle Langhe in provincia di Cuneo, dove è nato nel 1949, ha cambiato l'idea del cibo in tutto il mondo, attribuendogli un valore politico.
Nel 2004 è stato nominato eroe europeo dalla rivista Time e, nel gennaio 2008, è stato l'unico italiano incluso nella lista del Guardian delle 50 persone che potrebbero salvare il mondo. Tra i suoi numerosi traguardi, anche la creazione dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Bra), la prima istituzione accademica al mondo a offrire un approccio interdisciplinare agli studi sul cibo, che farà da apripista a esperienze simili in altri atenei. Petrini è stato l'ideatore di Terra Madre nel 2004, una rete internazionale di comunità del cibo che riunisce piccoli produttori agricoli, pescatori, artigiani, cuochi, giovani, accademici ed esperti.
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Bernini: “Ha avuto la capacità di far capire che il prodotto è memoria condivisa”
"Carlo Petrini lascia un segno indelebile nella cultura italiana e nel modo in cui il mondo intero guarda al cibo e alla terra”, dice la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. “Ha avuto la capacità rara di far capire che un prodotto non è mai solo tale, ma il frutto di un lavoro di squadra, di una memoria condivisa, dell'identità di una comunità. Con determinazione - prosegue - ha portato questi temi anche dentro il mondo accademico, intuendo prima di molti altri che il cibo potesse diventare materia di studio, ricerca e formazione interdisciplinare. L'Università di Scienze Gastronomiche è stata una scelta controcorrente e insieme concretissima, un luogo nato per unire sapere scientifico, sostenibilità e territori. Un'intuizione che ha aperto una strada nuova anche per tante altre esperienze universitarie, apripista dell'Agritech Made in Italy. Ci lascia una persona che ha saputo costruire un movimento, una consapevolezza collettiva e soprattutto un caro amico. Alla sua famiglia, alla comunità di Slow Food e a tutti coloro che gli hanno voluto bene - conclude - rivolgo il mio commosso pensiero"
L’addio di Cia-Agricoltori Italiani a Carlo Petrini: “Perdiamo un visionario della terra”
Cia-Agricoltori Italiani esprime profondo cordoglio per la morte di Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e pioniere assoluto, nel mondo, di una visione lucida e innovativa dell’agricoltura, del cibo e dello sviluppo delle produzioni locali e dei territori rurali, un rivoluzionario contemporaneo della cultura agroalimentare italiana che ha dato nuova luce al valore della biodiversità e della sostenibilità. Uomo e intellettuale di rara sensibilità, sottolinea Cia, gli va riconosciuto il coraggio della schiettezza nell’attivare una nuova riflessione globale, rispetto al ruolo del comparto e alla centralità delle produzioni agricole.
L’ultimo saluto di Cia, nel commiato del suo presidente nazionale Cristiano Fini: “Il nostro addio a un padre della terra e precursore di futuro. Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando profondamente il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Ci lascia un testamento che è allo stesso tempo per noi l’invito a persistere nella missione che ci vede agricoltori custodi del territorio, in quella che è la sua accezione più piena ispirata dai pilastri di Petrini sul cibo buono, pulito e giusto”.
Petrini, sabato e domenica la camera ardente a Pollenzo, all’Università di Scienze Gastronomiche
Si terrà domani (sabato) e domenica all'Università di Scienze Gastronomiche a Pollenzo (Cuneo) la camera ardente di Carlo Petrini, secondo quanto si è appreso. La commemorazione avrà luogo domenica alle 11.30 nel quadrilatero dell'Università a Pollenzo.
Federalimentare: “Grave perdita, da lui l’industria ha colto ispirazione”
"Il presidente di Federalimentare Paolo Mascarino e tutta la federazione esprimono un sincero e profondo cordoglio per la grave perdita di Carlo Petrini. Fondatore di Slow Food e di Terra Madre, Petrini ha rivoluzionato il concetto di alimentazione elevandolo a patrimonio culturale e identitario. Ha valorizzato le comunità agricole locali esaltando la filiera corta e la sostenibilità degli alimenti, la biodiversità, le produzioni locali e il cibo facendolo diventare un elemento distintivo dell'italianità nel mondo. I suoi insegnamenti hanno dato tanto al mondo agroalimentare e anche l'industria ha colto ispirazione dalla sua visione. La Federazione si unisce al dolore della famiglia, degli amici e della sua comunità".
La comunità di Sant’Egidio: “Petrini ha sognato un mondo in cui ci fosse cibo buono per tutti”
La Comunità di Sant'Egidio esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini ricordandone "la tenace visione di una tavola che fosse per tutti e dove si potesse trovare, al tempo stesso, cibo buono, giusto e sostenibile. In un'amicizia di tanti anni, il fondatore di Slow Food ha sostenuto diverse iniziative solidali di Sant'Egidio, a cominciare dai pranzi di Natale con i poveri, a cui inviava i celebri agnolotti piemontesi". Petrini, che ha condiviso con Papa Francesco una grande sensibilità per la cura del creato, si era anche impegnato, con la Comunità, nella realizzazione di orti slow food in Malawi, uno dei paesi più poveri e più rurali dell'Africa.
Renzi: “Più di altri ha saputo attribuire valore politico al cibo, ciao Carlin”
“E’ morto Carlin Petrini, l'italiano che più di ogni altro ha saputo attribuire valore politico al cibo. Anzi Politico con la P maiuscola". Lo scrive il leader di Iv e ispiratore di Casa Riformista, Matteo Renzi, nella sua Enews. "Porto nel cuore i ricordi di tanti incontri e l'alto onore di essere a Pollenzo agli albori del suo progetto accademico universitario - aggiunge - E naturalmente non posso dimenticare che se l'Expo Milano 2015 è stato il successo che tutti oggi ricordano è stato anche grazie a lui. Ciao Carlin".
Slow Food: “Siamo custodi di un grande tesoro”
"Oggi sentiamo fino in fondo il valore, la potenza delle idee, dell'intelligenza, della creatività che stanno dietro alla nostra chiocciola. E allora possiamo dirlo a voce alta, mettendo da parte qualunque ritrosìa: oggi salutiamo un genio". Così, l'associazione Slow Food saluta il suo fondatore Carlin Petrini, scomparso ieri sera all'età di 76 anni nella sua casa a Bra, nel Cuneese. "Era uno degli intellettuali più vivaci e visionari della nostra epoca - spiega Slow Food - capace di dialogare con un re, un Papa, un contadino, una pastora, un pescatore o uno studente senza mai cambiare registro. Capace di comunicare in tutte le lingue del mondo senza saperle. Capace di seminare gioia, entusiasmo e speranza in ogni angolo del pianeta. Ognuno di noi, in questi giorni, reagisce a modo suo - prosegue l'associazione - perché ognuno ha la sua storia, personale e all'interno dell'associazione. Ma la cosa più importante che possiamo e dobbiamo fare tutti, per onorare la memoria di Carlo, è ritrovare subito la bussola e, come ci ha detto lui, restare uniti e tenere la barra dritta. Perché siamo custodi di un grande tesoro. E il futuro di questo nostro bel movimento è il minimo che dobbiamo a Carlo. Ciao Carlin, ti vogliamo bene.
Petrini, Schlein: “Addolorati per la scomparsa, lascia un segno profondo”
"La scomparsa di Carlin Petrini addolora profondamente. Con la sua visione, la sua intelligenza e la sua ostinazione gentile ha cambiato il modo di parlare di cibo, di terra, di clima e di comunità. Ha dato voce a un'idea più giusta e più umana del rapporto tra persone, ambiente e territorio, lasciando un segno profondo ben oltre il nostro Paese. E questa idea che ha seminato per tutta la vita continuerà a germogliare per un futuro più giusto. A noi ha insegnato tantissimo, come ho potuto dirgli nell'ultimo incontro avuto qualche mese fa. Alla sua famiglia, alla comunità di Slow Food e Terra Madre e a tutte le persone che gli hanno voluto bene va il mio pensiero di vicinanza più sincero e quello di tutto il Pd". Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
Lollobrigida: “Non è da tutti lasciare un’impronta sulla Terra”
"Lessi con attenzione le parole cristalline sulla sovranità alimentare subito dopo aver rinominato il ministero dell'agricoltura”, ricorda il ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “Le parole di un uomo che nella vita si era battuto per il diritto al cibo di qualità, per la libertà dei popoli, per la difesa dei più deboli e della terra madre cancellarono in un attimo ogni bassa polemica suscitata da quella scelta. Poteva permettersi, per storia e autorevolezza, di esprimere il suo pensiero ricordando a tutti, e tra tutti c'ero anche io, il peso e la responsabilità di perseguire quegli obiettivi. Dopo pochi giorni ebbi la possibilità di incontrarlo, quando accettò il mio invito al ministero. Gli occhi parlavano più rapidamente delle parole e non hanno mai perso vigore, nonostante tutto. L'entusiasmo con cui affrontava ogni progetto, iniziativa o esperienza risultava coinvolgente, e l'intelligenza delle sue riflessioni sapeva sempre aprire prospettive nuove. Sapevo bene che il suo percorso politico non era il mio, ma questo non mi ha mai impedito di ascoltare, capire e apprendere. Scherzava sul fatto di essere 'un comunista amico dei papi e dei re', ricordando con affetto la stima di papa Francesco e di re Carlo d'Inghilterra. Era proprio questa apertura al dialogo a renderlo ancora più forte nella capacità di affermare le proprie convinzioni. Ascoltava senza pregiudizi, valutava le persone e sosteneva le azioni che riteneva giuste. Come avvenne per la candidatura della cucina italiana patrimonio Unesco. Non ho mai saputo dire di no alle sue proposte perché lavorava per sostenere la qualità del cibo, della vita e della solidarietà. È stato uomo della tradizione e dell'innovazione. Della riflessione e della sfida. Dell'approfondimento, senza mai permettere che questo diventasse un alibi per restare fermi. Si arrabbiava un po’ quando lo chiamavo professore per aver immaginato e creato Pollenzo. Ma credo, e spero, abbia apprezzato il titolo di primo maestro della gastronomia italiana che ho voluto fosse lui a ricevere. Lascia una grande responsabilità alla comunità di slow food, che avrà l'onore e l'onere di proseguire nella strada che ha tracciato. Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Grazie, maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti".
Pichetto: “Le sue idee resteranno un prezioso patrimonio comune”
"Con la scomparsa di Carlo Petrini l'Italia perde un grande innovatore che, prima di altri, ha saputo connettere le sfide globali dell'alimentazione con l'impegno per un'agricoltura di qualità e il rispetto dell'ambiente. Le sue idee hanno sempre elevato il dibattito, anche oltre i nostri confini, e resteranno un prezioso patrimonio comune. Alla famiglia rivolgo le mie più sentite condoglianze. Ci lascia un grande italiano e un grande piemontese". Lo dichiara il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto.
La Russa: “Ha saputo trasformare tema cibo in impegno civile e culturale”
"Esprimo cordoglio per la scomparsa di Carlo Petrini, figura centrale della cultura alimentare italiana e fondatore di Slow Food. Con passione, visione e amore per la terra ha saputo trasformare il tema del cibo in un impegno civile, culturale e sociale riconosciuto in tutto il mondo. Alla sua famiglia e ai suoi cari giungano le più sentite condoglianze, mie personali e del Senato della Repubblica".
Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.
Don Ciotti: “Visionario e costruttore, capace di andare controvento”
"Carlo è stato un visionario e un costruttore: di relazioni, di progetti, di riflessioni. Ma per noi è stato prima di tutto un grande amico. Due cose di lui mi hanno sempre colpito. La capacità di andare controvento: ad esempio elaborando una filosofia della lentezza e della prossimità delle scelte, proprio mentre esplodevano i consumi globalizzati, dentro la società della fretta. E poi la sua fiducia nelle buone idee. Carlo non era un credente, ma credeva profondamente in ciò che faceva, e nella possibilità di convincere e coinvolgere altri. La sua passione per il cibo come nutrimento non solo del corpo, ma anche dello spirito e dei rapporti fra le persone, aveva qualcosa di intrinsecamente spirituale". Così in una nota il presidente di Libera Don Luigi Ciotti ricorda Carlo Petrini.
Lo Russo: “Addio a voce unica capace di parlare davvero al mondo”
Così il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo: “La scomparsa di Carlo Petrini mi addolora profondamente. La sua era una voce unica, capace di parlare davvero al mondo partendo dalle nostre radici. Per me incontrarlo era sempre un piacere, e ogni confronto con lui un'occasione per vedere le cose da un altro punto di vista. Con Slow Food e con Terra Madre - aggiunge - ha costruito molto più di un movimento: ha creato un'idea nuova di comunità, mettendo insieme culture, territori, contadini, giovani e amministratori attorno a un principio semplice e rivoluzionario insieme, che il cibo racconta chi siamo e il mondo che vogliamo costruire".
Mattarella: “Profondo cordoglio, lascia un grande vuoto”
"La scomparsa di Carlo Petrini lascia un grande vuoto non soltanto nel mondo della scienza enogastronomica, ma anche nell'intera società e non solo in Italia". Lo dice il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Le sue intuizioni e le sue costanti sollecitazioni sulla sostenibilità, sulla necessità di preservare le tradizioni, sulla valorizzazione delle culture locali, sul rispetto dell'ambiente, hanno generato una nuova consapevolezza della cultura del cibo e della sua produzione, ispirata a criteri di qualità, di genuinità, di eticità. Esprimo il mio profondo cordoglio ai familiari e a tutte le persone che hanno lavorato con lui".
Zaia: “Era un amico, ha cambiato il nostro modo di guardare "
Carlo Petrini, "per tutti Carlin, non è stato soltanto il fondatore di Slow Food: è stato una delle grandi coscienze civili del nostro paese, un uomo capace di cambiare il modo in cui guardiamo al cibo, alla terra, ai prodotti, ai territori e alle comunità che li custodiscono". Lo dichiara il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia.
Zaia sottolinea che petrini è stato tra i primi a parlare, "con linguaggio moderno e forza internazionale, di identità dei territori, biodiversità, produzioni locali, sostenibilità, dignità dei piccoli produttori. Era un profondo conoscitore dei prodotti tipici italiani e delle storie che stanno dietro a quei prodotti. Ha avuto il merito enorme di far riscoprire agli italiani, e in molti casi di far scoprire per la prima volta, il valore autentico di ciò che avevano sotto gli occhi: le campagne, le colline, le malghe, le vigne, i mercati, le cucine, i saperi contadini".
Fontana: “Ha difeso la centralità della persona e le identità territoriali”
"Esprimo il mio cordoglio per la scomparsa di Carlo 'Carlin' Petrini, fondatore di Slow Food e figura che ha saputo dare valore alle identità territoriali, alla cultura del cibo e all'arte del saper fare. Ha promosso una visione legata alla centralità della persona, al valore delle comunità, al rispetto delle tradizioni. Alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene rivolgo la mia vicinanza". Così il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana.
Coldiretti: “Una vita spesa a difesa del cibo e del territorio”
"La scomparsa di Carlo Petrini rappresenta una perdita per l'Italia, per il mondo agricolo e per tutti coloro che, come Coldiretti, hanno dedicato la propria vita alla difesa del cibo, della biodiversità e delle comunità locali. Con lui se ne va una figura che, con passione, ha saputo parlare in maniera trasversale di alimentazione, territorio e identità". Così a nome di tutta Coldiretti, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e presidente Ettore Prandini esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia, a Slow Food e a tutti coloro che "hanno condiviso con lui un percorso straordinario".
"Ci siamo confrontati negli anni per dare dignità al lavoro dei contadini e creare una relazione profonda tra cittadini e agricoltori, partendo dal rispetto della terra e delle persone", dichiara il segretario generale di Coldiretti Vincenzo Gesmundo. "Insieme a Carlo Petrini abbiamo spesso portato al centro del dibattito pubblico il valore del cibo non solo come prodotto, ma come simbolo di cultura. Ha saputo costruire un pensiero che ha lasciato un segno", dichiara il presidente di Coldiretti Ettore Prandini.
Mazzi: “La sua visione ha rivoluzionato l’approccio al cibo”
"Apprendo con grande tristezza della scomparsa di Carlo Petrini, fondatore di 'Slow Food'. La sua visione ha rivoluzionato il nostro approccio al cibo, promuovendo un sistema alimentare sostenibile e giusto. La sua eredità vivrà attraverso il movimento che ha ispirato milioni di persone nel mondo e anche la nostra azione per il riconoscimento della cucina italiana a patrimonio dell'umanità.
Addio, Carlo. Grazie per il tuo straordinario contributo". Così il ministro del Turismo, Gianmarco Mazzi.
Lo Russo: “Grazie per averci indicato la strada, continueremo a percorrerla”
"La scomparsa di Carlo Petrini mi addolora profondamente. La sua era una voce unica, capace di parlare davvero al mondo partendo dalle nostre radici. Per me incontrarlo era sempre un piacere, e ogni confronto con lui un'occasione per vedere le cose da un altro punto di vista". Lo scrive sui social il sindaco di Torino Stefano Lo Russo.
"Con Slow Food e con Terra Madre - aggiunge - ha costruito molto più di un movimento: ha creato un'idea nuova di comunità, mettendo insieme culture, territori, contadini, giovani e amministratori attorno a un principio semplice e rivoluzionario insieme: che il cibo racconta chi siamo e il mondo che vogliamo costruire. Vicinanza e condoglianze sincere a chi ha voluto bene a una persona straordinaria, alla sua famiglia e a tutta la comunità di Slow food. E grazie Carlin, per averci indicato la strada: continueremo a percorrerla tenendo vivo il tuo ricordo".
Tajani: “L’Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni”
"Con commozione apprendo della scomparsa di Carlo Petrini, uomo di visione che ha saputo trasformare il cibo in cultura, identità, rispetto della terra e solidarietà tra i popoli", ha scritto su X Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Con Slow Food e Terra Madre ha dato voce alle comunità locali, difeso la biodiversità e promosso nel mondo un modello di sviluppo più umano, sostenibile e giusto. Attraverso l'università di Scienze gastronomiche di Pollenzo ha inoltre formato generazioni di giovani provenienti da ogni parte del mondo, facendo della cultura gastronomica italiana uno strumento di dialogo internazionale, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio agroalimentare", ha ricordato.
"L'Italia perde un grande ambasciatore delle sue tradizioni, del dialogo tra culture e di quel legame profondo tra uomo, territorio e qualità della vita che rende unico il nostro Paese. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a tutta la comunità di Slow Food rivolgo il mio più sincero cordoglio", ha concluso.
Appendino: “Petrini ha dato lustro all'Italia”
"La scomparsa di Carlin Petrini è un lutto che colpisce l'intera comunità, perchè era una di quelle persone speciali che cambiano davvero il modo in cui guardi il mondo. Non con l'arroganza di chi si impone, ma con la gentilezza disarmante di chi ti invita a vedere quello che già c'è, e che tu non sapevi riconoscere. Carlin aveva capito prima e meglio di tantissimi che il cibo non è mai solo cibo. È
identità, è giustizia, è cura della terra, è comunità. È politica, nel senso più nobile del termine. In un'epoca in cui la velocità sembrava l'unico valore, lui ha dato lustro all'Italia insegnando a rallentare e a scegliere con consapevolezza. Il Guardian lo aveva inserito - unico italiano - tra le 50 persone che potevano cambiare il mondo. E aveva ragione. Ma quello che mi ha sempre colpito di più era la capacità di far diventare il suo pensiero concreto e accessibile a tutti. Dai contadini del Kenya agli chef stellati, dai bambini delle scuole ai delegati di Slow Food di tutto il mondo che ogni due anni riempivano Torino di sapori e storie durante Terra Madre. "Chi semina utopia, raccoglie realtà", diceva. Allora grazie, Carlin. Per aver seminato con una generosità e una lungimiranza che pochissimi hanno avuto". Lo ha scritto la deputata M5S, Chiara Appendino, in un post sui suoi canali social.
Urso: “Ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo”
"Con la scomparsa di Carlo Petrini perdiamo una figura straordinaria e visionaria che ha saputo dare voce e dignità al mondo agricolo italiano, trasformando un sapere antico in una coscienza moderna e universale. Con la sua capacità di guardare al futuro, ha insegnato che la tutela della terra, delle tradizioni e delle comunità rurali non riguarda soltanto l'ambiente, ma rappresenta un valore economico, sociale e culturale fondamentale. Un'eredità preziosa che ci ricorda come l'agroalimentare resti una colonna portante del nostro sistema produttivo e una delle cinque 'a' del made in italy, riconosciuta nel mondo per qualità, identità e innovazione". Lo scrive su x il ministro delle Imprese e del Made in italy, Adolfo Urso.
Martina: “Ciao Carlin, che fortuna averti conosciuto”
"'Il cibo resta e resterà la migliore forma di diplomazia della pace tra i popolì. Ciao carlin, che fortuna averti conosciuto. Fai buon viaggio". Lo scrive su x Maurizio Martina, vice direttore generale della Fao.
Cirio: “Uomo straordinario, ha cambiato cultura agricola del mondo”
"Con la scomparsa di Carlo Petrini se ne va un uomo straordinario che ha cambiato la cultura agricola del nostro Paese e del mondo intero. Innamorato della terra, con la sua intelligenza, la sua visione e la sua capacità di guardare lontano ha insegnato a tutti noi che la sostenibilità e il rispetto della natura sono un atto politico, civico e umano prima che ambientale; che quella contadina non è un'attività, ma una cultura che deve essere giusta e avere dignità ovunque la si pratichi. Pensatore acuto, mai banale, instancabile studioso, curioso del mondo e degli uomini, ha saputo essere uno stimolo prezioso per tutti coloro che ha incontrato sulla strada, e sono stati tantissimi. Per il nostro Piemonte, la sua perdita è ancora più dolorosa, perché con Slow Food, Terra Madre, l'Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo importante di ciò che oggi sono il Piemonte e la sua eccellenza agricola e enogastronomica. Per me, poi, se ne va un caro amico, con il quale ho avuto il piacere e l'onore di confrontarmi molte volte e da cui ho imparato tanto. Alla sua famiglia, agli amici e a tutta la comunità di Slow Food, l'abbraccio mio e della Regione Piemonte. Grazie Carlin, ci hai reso tutti un po' migliori e ci mancherai moltissimo". Così il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.
Crosetto: “Il mondo ha perso un sognatore vero”
"Ho conosciuto Carlin quando ancora non era il Mito che poi è diventato negli anni, all'Osteria Boccon Divino a Bra". Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ricorda su X Carlo Petrini, il fondatore di Slow Food, morto nella tarda serata di ieri a 76 anni. "Nello scorrere del tempo - racconta il ministro - diventammo amici e gli diedi una mano a costruire L'Università del Gusto, la Banca del Vino e ciò che ruota intorno a Pollenzo. Abbiamo 'visitato' insieme decine di ristoranti e cantine e, davanti a un piatto o un bicchiere, abbiamo spaziato con la mente in ogni pensiero ci venisse. Negli ultimi anni l'avevo perso di vista ma ci sentivamo ogni tanto per un saluto veloce e per lamentarci del tempo che passava e di come fossimo diventati prigionieri di traiettorie di vita che non ci lasciavano più spazio per la spensieratezza di un tempo. Questa notte mi sono tornati nitidi i ricordi di risate, discussioni, sogni. Tutti in rigoroso dialetto piemontese. Perchè quella è sempre stata la 'lingua ufficiale' dei nostri dialoghi. Il mondo ha perso un sognatore vero. Buon viaggio, Carlin".
Zingaretti: “Ciao Carlo, visionario gentile”
"Ciao Carlo, visionario gentile che hai spiegato al mondo quanto fosse sbagliato vivere solo per consumare la vita e il mondo. Grazie per essere stato vicino agli ultimi della Terra con passione. Con le tue idee concrete hai indicato una strada migliore di quella che lo sviluppo aveva preso: il bene comune, il rispetto e l'amore per la terra sono rivoluzionari e cambiano in meglio le cose. Carlo, grazie per quelle bellissime chiacchierate, per la passione che travolgeva. Avevi ragione su tutto, gli altri sono arrivati dopo". Lo scrive Nicola Zingaretti, capodelegazione Pd al Parlamento europeo, sui suoi social.
Bonelli: “Ha trasformato le sue idee in patrimonio collettivo”
"Addio a Carlin Petrini, innovatore e visionario che ha trasformato le sue idee in un patrimonio collettivo. Ha insegnato che il cibo, la natura, la qualità dell'alimentazione, la difesa del pianeta e i diritti dei contadini sono tutti profondamente legati tra loro". Lo scrive sui social Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde, ricordando il fondatore di Slow food.
"Grazie per tutto", conclude bonelli nel messaggio pubblicato sui suoi profili social.