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In arrivo 40 gradi sull’Europa, ma El Niño per ora non c’entra. Ecco le zone più calde

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Colpa dell’aria calda dall’Africa, che farà alzare le temperature. In Italia atteso il picco fra martedì e mercoledì. Lo shock termico mette a rischio coltivazioni e olivi
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Non è l’estate in anticipo, ma la prima delle tante possibili situazioni estreme alle quali, da ora in poi, ci troveremo davanti. In queste ore l’Europa, a causa di potenti anticicloni, ha iniziato ad essere colpita da un'ondata di calore con temperature decisamente bollenti per il periodo: anche +10 gradi. Parliamo di possibili 40 gradi e oltre quando manca ancora oltre una settimana alla fine di maggio.

Già ieri la Spagna e la Francia hanno sperimentato l’arrivo di aria calda proveniente dal Marocco: a Badajoz si è arrivati a 37,7 gradi, in Francia vicino a Hossegor a 35. Soprattutto questi due territori, e anche il Portogallo, sperimenteranno da ora in poi quasi otto giorni consecutivi di estremo calore. Anche in Italia, così come in Germania, Paesi Bassi, parte delle Alpi e zone della Scandinavia, le temperature passeranno da quelle classiche primaverili a quelle che in media sperimentiamo in luglio.

Non è l’estate in anticipo, ma la prima delle tante possibili situazioni estreme alle quali, da ora in poi, ci troveremo davanti. In queste ore l’Europa, a causa di potenti anticicloni, ha iniziato ad essere colpita da un'ondata di calore con temperature decisamente bollenti per il periodo: anche +10 gradi. Parliamo di possibili 40 gradi e oltre quando manca ancora oltre una settimana alla fine di maggio.

Già ieri la Spagna e la Francia hanno sperimentato l’arrivo di aria calda proveniente dal Marocco: a Badajoz si è arrivati a 37,7 gradi, in Francia vicino a Hossegor a 35. Soprattutto questi due territori, e anche il Portogallo, sperimenteranno da ora in poi quasi otto giorni consecutivi di estremo calore. Anche in Italia, così come in Germania, Paesi Bassi, parte delle Alpi e zone della Scandinavia, le temperature passeranno da quelle classiche primaverili a quelle che in media sperimentiamo in luglio.

I picchi di calore

“Tra venerdì e domenica sulle nostre regioni centro-settentrionali e dell'Europa centrale raggiungeremo temperature tipiche di fine giugno e, la prossima settimana, probabilmente valori tipici di luglio” sostiene il meteorologo e ricercatore Giulio Betti del Cnr-Lamma che, sui suoi social, ha raccontato nello specifico come potrebbe risentirne il nostro Paese. In Italia si parla, dal weekend in poi, di temperature alte soprattutto al centro nord e per le zone interne della Pianura Padana dove si registreranno dai 28 sino ai 32 gradi. Da lunedì e fino a mercoledì, sempre al Nord ma anche nelle isole come la Sardegna, la colonnina di mercurio salirà ancora. Stimate punte di 35 gradi in Piemonte, Lombardia occidentale ed Emilia.

L’effetto dell’anticiclone e dell’aria calda africana riguarderanno soprattutto la parte alta del Paese, al sud invece e anche sul versante adriatico le punte di caldo saranno meno intense, ma intorno a martedì e mercoledì in Puglia si toccheranno comunque i trenta gradi. Al contrario Calabria e Sicilia resteranno più “fredde”, con possibili rovesci sulla Calabria e Ionio. In generale, ricordano i meteorologi, nel Nord Italia sono attesi valori superiori alle medie del periodo anche di +8 gradi, mentre in altre zone dell’Europa potrebbero arrivare appunto a +12 e si stima che diversi record di maggio saranno battuti un po' ovunque.

Coltivazioni a rischio

Questa nuova condizione termica che colpirà Europa e Italia preoccupa soprattutto per le coltivazioni: si passerà infatti in molte zone da un precedente periodo di freddo a temperature elevate, uno shock termico potenzialmente letale per alcune coltivazioni e che potrebbe compromettere anche gli olivi. Già da ieri alcuni presidi locali della Coldiretti hanno iniziato a diffondere note di allerta. Coldiretti Pavia ha ricordato il passaggio da “temporali al caldo anomalo” per cui serviranno, per esempio nella gestione dell’acqua, misure di sostegno e prevenzione per gli agricoltori.

Super El Niño

La necessità di prepararsi è però legata ora a un contesto ancor più amplio: se quella che sperimenteremo sarà una prima ondata di calore decisamente impattante per la primavera, è da fine luglio-inizio agosto che con la possibilità dell’arrivo del Super El Niño le cose si complicano. In queste ore i modelli meteo hanno infatti iniziato a mostrare chiaramente le anomalie delle temperature dei mari del Pacifico equatoriale, anomalie che indicano il rapido evolversi del fenomeno naturale di El Niño che, essendo particolarmente potente, quest’anno potrebbe configurarsi come Super El Niño: tra giugno e luglio sono attesi i primi impatti nel mondo in zone come Australia, Sud America, India e sud est asiatico che potrebbero tradursi in ondate di calore così come siccità o forti alluvioni. Zone, come l'India, dove già ora si stanno sfiorando in determinate aree i 50 gradi. L’Europa e l’Italia subiranno invece un effetto indiretto del Super El Niño ma le temperature potrebbero comunque crescere notevolmente da agosto e fino a novembre. Questo avverrà soprattutto in termini di surriscaldamento dei mari che, tradotto, significa più energia e potenziali eventi meteo estremi sui nostri territori. Un motivo in più per farsi trovare pronti davanti a potenziali emergenze.

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