Ia, il Papa: “Inciderà più della rivoluzione industriale”. E traccia un parallelo con il nucleare
di Iacopo ScaramuzziL’intelligenza artificiale porterà “conseguenze forse ancora maggiori” della rivoluzione industriale di fine Ottocento. Lo ha detto papa Leone XIV nel corso della presentazione ufficiale della sua enciclica Magnifica Humanitas in Vaticano di fronte ad una platea di ambasciatori, accademici, rappresentanti della Curia romana e giornalisti. È la prima volta che il Pontefice in persona presenta una sua lettera.
Come a fine Ottocento
Leone XIV ha preso le mosse dall’enciclica che Leone XIII scrisse nel 1891: “135 anni fa, il mio venerabile predecessore Leone XIII osservò la situazione degli operai, le loro famiglie sradicate e le nuove forme di povertà generate dalla rapida trasformazione industriale”, ha detto. “Capì che la Chiesa non po…
L’intelligenza artificiale porterà “conseguenze forse ancora maggiori” della rivoluzione industriale di fine Ottocento. Lo ha detto papa Leone XIV nel corso della presentazione ufficiale della sua enciclica Magnifica Humanitas in Vaticano di fronte ad una platea di ambasciatori, accademici, rappresentanti della Curia romana e giornalisti. È la prima volta che il Pontefice in persona presenta una sua lettera.
L’enciclica di Papa Leone: “Disarmiamo l’IA e restiamo umani”. Su Big Tech: “Troppo potere di pochi”
Come a fine Ottocento
Leone XIV ha preso le mosse dall’enciclica che Leone XIII scrisse nel 1891: “135 anni fa, il mio venerabile predecessore Leone XIII osservò la situazione degli operai, le loro famiglie sradicate e le nuove forme di povertà generate dalla rapida trasformazione industriale”, ha detto. “Capì che la Chiesa non poteva rimanere distante. In un momento di svolta epocale che minacciava la dignità umana, l'enciclica Rerum Novarum pronunciò la sua parola evangelica e sociale sulle cose nuove in atto. Oggi ci troviamo di fronte a una trasformazione di simile portata, con conseguenze forse ancora maggiori".
Il parallelo col nucleare
La Chiesa, ha detto il Papa, “si impegna da tempo per il disarmo nucleare, consapevole che ogni grande potenza tecnologica può incidere sulla vita delle persone e deve quindi essere accompagnata da un adeguato discernimento morale e da un controllo pubblico. Il disarmo nucleare rimane un servizio alla pace e alla dignità della famiglia umana. Analogamente, anche l'intelligenza artificiale esige di essere disarmata, liberata dalle logiche che la trasformano in strumento di dominio, esclusione o morte. Come l'energia nucleare, deve essere al servizio di tutti e del bene comune”.
Nell’aula del Sinodo
Nell’aula del sinodo, in Vaticano, sono intervenuti i cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ha introdotto e moderato l’incontro, Victor Manuel Fernandez, prefetto del dicastero per la Dottrina della fede, Michael Czerny, prefetto del dicastero per la Promozione dello sviluppo umano integrale, le professoresse Leocadie Lushombo, congolese, e Anna Rowlands, britannica, e Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic, che papa Leone ha ringraziato espressamente: “Accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare, e insieme a trovare una via per l’umanità in questo tempo di intelligenza artificiale. Che grande segno di speranza il fatto che, pur nelle nostre differenze, riusciamo ad ascoltarci a vicenda”.
"Scoperte inquietanti”
Nel suo intervento Olah ha ammesso che “ogni laboratorio di intelligenza artificiale all’avanguardia — inclusa Anthropic — opera all’interno di un insieme di incentivi e vincoli che a volte possono entrare in conflitto con il fare la cosa giusta”. Ecco perché, ha proseguito, “se vogliamo che questa tecnologia funzioni bene, è di fondamentale importanza che esistano persone al di fuori di quegli incentivi — persone che abbiano a cuore il buon esito delle cose, che osservino attentamente, che siano disposte a dire verità difficili, che siano disposte a essere nostri critici sinceri e riflessivi. È attraverso il dialogo e l’impegno reciproco, attraverso questa dinamica di confronto e collaborazione, che l’umanità riuscirà a realizzare grandi cose. Questo è ciò che vedo in Magnifica Humanitas, ed è per questo che sono grato a Sua Santità e alla Chiesa per aver intrapreso questo lavoro di discernimento”. E se gli stessi programmatori dei modelli informatici continuano a trovare “cose misteriose, persino inquietanti”, Olah ha detto: “Abbiamo bisogno di critici informati che segnalino ai laboratori quando stanno fallendo. Abbiamo bisogno di voci morali che gli incentivi non possano piegare”.