Uscendo dall’aula del sinodo padre Brendan McGuire, parroco nella Silicon Valley, un passato da ingegnere cibernetico, usa una metafora bellica. «Vengo dall’Irlanda», dice, «quando c’era la guerra chiunque parlasse con il nemico diventava a sua volta nemico. Penso fosse sbagliato: se vuoi raggiungere la pace devi dialogare con quello che percepisci come il nemico». Leone XIV ha appena presentato di persona la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, una lettera che non fa sconti alla concentrazione di potere delle big tech, e sul palco ha voluto accanto a sé, oltre ai cardinali Parolin, Fernandez e Czerny e a due professoresse esperte della materia, proprio uno dei volti noti della Silicon Valley, il cofondatore di Anhtropic Chris Olah.
Il nodo di Anthropic
La scelta non è scontata né casuale. Anthropic ha rifiutato un danaroso contratto con il Pentagono ed è stata bollata da Donald Trump come «un’azienda radicale di sinistra e woke». Una realtà più etica di altre ma non per questo i…
Uscendo dall’aula del sinodo padre Brendan McGuire, parroco nella Silicon Valley, un passato da ingegnere cibernetico, usa una metafora bellica. «Vengo dall’Irlanda», dice, «quando c’era la guerra chiunque parlasse con il nemico diventava a sua volta nemico. Penso fosse sbagliato: se vuoi raggiungere la pace devi dialogare con quello che percepisci come il nemico». Leone XIV ha appena presentato di persona la sua prima enciclica, Magnifica Humanitas, una lettera che non fa sconti alla concentrazione di potere delle big tech, e sul palco ha voluto accanto a sé, oltre ai cardinali Parolin, Fernandez e Czerny e a due professoresse esperte della materia, proprio uno dei volti noti della Silicon Valley, il cofondatore di Anhtropic Chris Olah.
Il nodo di Anthropic
La scelta non è scontata né casuale. Anthropic ha rifiutato un danaroso contratto con il Pentagono ed è stata bollata da Donald Trump come «un’azienda radicale di sinistra e woke». Una realtà più etica di altre ma non per questo immacolata. Al Vaticano l’ambiguità non sfugge, ma la presenza di Olah è la riprova che non c’è pregiudizio ideologico verso il progresso tecnologico, e che, comunque, la strada da percorrere è il dialogo. «Abbiamo qui una delle più grandi società tecnologiche dell’intelligenza artificiale», spiega a Repubblica il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, «sarà di valido aiuto a aiutare a costruire ponti con tutti loro».
La mano tesa
E così quando alla fine della mattinata Leone prende la parola, si sofferma a ringraziare proprio il cofondatore di Anthropic per avere accettato l’invito, e «a mia volta», prosegue alzando lo sguardo dal foglio, «a nome della Chiesa, accetto il suo invito a camminare insieme, ad ascoltare e a parlare insieme per trovare il cammino per l’umanità in questo tempo dell’intelligenza artificiale». Olah, da parte sua, aveva espresso gratitudine «a Sua Santità e alla Chiesa» per aver intrapreso un «lavoro di discernimento»: «Abbiamo bisogno di critici informati che segnalino ai laboratori quando stanno fallendo».
“Conseguenze perfino più grandi”
Leone XIV ha scritto la sua enciclica ispirandosi a quel Leone XIII che pubblicò la Rerum Novarum, nel 1891, per schierare la Chiesa con i lavoratori (e non lasciare la questione operaia a socialisti e comunisti) all’epoca della rivoluzione industriale. «Oggi ci troviamo di fronte a una trasformazione di dimensioni simili», ha detto, «con conseguenze forse perfino più grandi».
Concentrazione di potere
Il Papa nato a Chicago e laureato in matematica non demonizza il progresso tecnologico, ma, scrive, bisogna «disarmare» l’Intelligenza artificiale, e «restare umani». Non serve, spiega, «un’IA più morale, se questa morale è decisa da pochi». Non li chiama per nome, ma è evidente che ha in mente le big tech della Silicon Valley, che stanno sacrificando l’umanità sull’altare della «idolatria del profitto». Si tratta di «piccoli gruppi molto influenti» che «possono orientare informazione e consumi, condizionare processi democratici e incidere sulle dinamiche economiche a proprio vantaggio, contraddicendo la giustizia sociale e la solidarietà tra i popoli». Sembra di riconoscere i progetti futuristici di Elon Musk o di Peter Thiel quando Prevost prende di mira «transumanesimo» e «postumanesimo» che finiscono per «far pagare ai più fragili il prezzo di una presunta ottimizzazione della specie».
Scontro e dialogo
Non vuole lo scontro con la Silicon Valley – dove peraltro l’ambasciatore statunitense presso la Santa Sede Brian Burch, ieri presente nell’aula del sinodo, vuole invitarlo nel 2027 – ma non teme di formulare critiche circostanziate, come non ha cercato lo scontro con Trump ma non è stato timido a criticare le guerre della Casa Bianca o le deportazioni degli immigrati. Fermo, ma aperto al confronto. Come dice padre McGuire, «questo non significa che siamo d’accordo. Loro vengono criticati per il fatto che parlano con noi tanto quanto noi veniamo criticati perché parliamo con loro. E’ un rischio reciproco, ma penso che il rischio più grande sia rinunciare a confrontarsi».