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Caldo, aule roventi e ancora dieci giorni di scuola. L’allarme dell’Ocse: “Studenti a rischio”

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Le temperature tropicali di questi giorni mettono a dura prova alunni e insegnanti, perché in Italia non esistono, in pratica, scuole refrigerate. “Va modificato il calendario scolastico”
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La scuola italiana è impreparata ad affrontare le ondate di calore imposte dai cambiamenti climatici. E l’Ocse lancia l’allarme. In questi giorni, il Belpaese è stretto dalla morsa dell’anticiclone africano con temperature che superano abbondantemente i 30 gradi. Si arriva a 35 gradi a Torino e Milano, con temperature percepite ancora più elevate a causa dell’elevato tasso di umidità relativa. E gli alunni italiani sono alle prese con gli ultimi giorni di scuola. Alla chiusura dell’anno scolastico mancano ancora dieci giorni. I primi a terminare le lezioni saranno gli alunni veneti, emiliani, campani e marchigiani il 6 giugno prossimo, gli ultimi a lasciare le classi saranno studenti e bambini liguri, l’11 giugno.

L’allarme

A occuparsi delle ripercussioni dei cambiamenti climatici sull'apprendimento degli alunni, in questo caso il caldo afoso, è stato l'Ocse, che con una sua recentissima pubblicazione pone l'accento proprio su questo aspetto: "Quali saranno i probabili impatti dell'a…

La scuola italiana è impreparata ad affrontare le ondate di calore imposte dai cambiamenti climatici. E l’Ocse lancia l’allarme. In questi giorni, il Belpaese è stretto dalla morsa dell’anticiclone africano con temperature che superano abbondantemente i 30 gradi. Si arriva a 35 gradi a Torino e Milano, con temperature percepite ancora più elevate a causa dell’elevato tasso di umidità relativa. E gli alunni italiani sono alle prese con gli ultimi giorni di scuola. Alla chiusura dell’anno scolastico mancano ancora dieci giorni. I primi a terminare le lezioni saranno gli alunni veneti, emiliani, campani e marchigiani il 6 giugno prossimo, gli ultimi a lasciare le classi saranno studenti e bambini liguri, l’11 giugno.

L’allarme

A occuparsi delle ripercussioni dei cambiamenti climatici sull'apprendimento degli alunni, in questo caso il caldo afoso, è stato l'Ocse, che con una sua recentissima pubblicazione pone l'accento proprio su questo aspetto: "Quali saranno i probabili impatti dell'aumento delle temperature sugli studenti e come si stanno adattando i vari Paesi?" è il titolo del dossier. Il nostro paese, da almeno tre anni a questa parte, si trova a gestire estati lunghissime che iniziano a fine maggio e si protraggono fino a settembre/ottobre con temperature che raramente scendono al di sotto dei trenta gradi. E la scuola? "Gli studenti nei paesi Ocse – scrivono gli esperti Ocse – saranno esposti a un numero maggiore di giornate calde a scuola entro il 2050. Si prevede che Bulgaria e Cile si uniranno a Colombia, Costa Rica e Stati Uniti nell'elenco dei paesi in cui oltre un quarto degli studenti delle scuole primarie frequenterà scuole con più di 60 giorni caldi all'anno".

Gli effetti sullo studio

"Le temperature elevate – continuano da Parigi – influiscono sull'apprendimento degli studenti sia direttamente, influenzando il loro benessere e il loro rendimento scolastico, sia indirettamente, attraverso interruzioni del loro percorso scolastico". Paesi come Bulgaria, Ungheria e Francia, in Europa, ma anche tanti paesi dell'America del sud si stanno interrogando sul da farsi per fronteggiare l'aumento medio delle temperature e per attenuare le ripercussioni sull'apprendimento degli alunni.

Le contromisure

“I paesi – si legge nel dossier – stanno già adattando i loro sistemi scolastici all'aumento delle temperature, sia modificando il calendario scolastico, investendo in sistemi di raffreddamento nelle scuole o rendendo gli ambienti esterni dei bambini più adatti alle temperature elevate". "Gli adattamenti alle alte temperature comportano compromessi. L'ammodernamento delle infrastrutture migliora le condizioni di apprendimento, ma è costoso. Adattare il calendario scolastico e le attività scolastiche può essere più economico e rapido da implementare, ma deve essere ben pianificato per evitare perdite di tempo di lezioni".

Sperimentazioni e desideri italiani

In Italia, da anni si parla di adattare il calendario scolastico alle esigenze delle famiglie e del turismo. Un paio di settimane fa, il ministero dell’Istruzione e del merito ha stanziato 300 milioni per il Piano estate, con attività rivolte agli alunni e alle loro famiglie. Mentre in Emilia-Romagna partirà una sperimentazione: le scuole primarie accoglieranno i bambini con due settimane di anticipo, dal 31 agosto al 14 settembre, per "conciliare i tempi di vita e di lavoro delle famiglie, con un’offerta qualificata e calibrata sulle esigenze delle alunne e degli alunni". Laboratori, sport, musica e gioco al centro di queste due settimane iniziali. E al superiore, gli esami di riparazione si svolgono ormai nell’ultima settimana di agosto. Ma gli edifici scolastici sono pronti ad accogliere gli alunni in condizioni climatiche accettabili?

La situazione italiana

Secondo i dati forniti dal ministero dell'Istruzione e del Merito, in Italia, l'89% degli edifici scolastici di cui si hanno a disposizione i dati comunicati dagli enti locali (circa il 68% degli oltre 39mila edifici censiti) sono sprovvisti di impianto di condizionamento dell'aria. E anche quell’11% di edifici con impianti di raffrescamento o condizionamento dell’aria non deve trarre in inganno. Perché, sovente, a essere climatizzati sono soltanto alcuni ambienti (segreterie, presidenza e qualche aula). Ma quasi mai l’intero edificio scolastico. E la maturità, che prenderà il via il prossimo 18 giugno con la prova scritta di Italiano, è dietro l’angolo.

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