Un commissariamento di fatto. Teso a mettere in ordine i conti una volta per tutte, e così “rilanciare” l’ospedale creato da padre Pio. E’ quanto ha stabilito papa Leone XIV che ha creato ieri una “commissione di indirizzo e vigilanza” che controllerà la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo da ora fino a quando avrà “esaurito il suo compito” ed è composta da uomini di fiducia del Papa come il prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia e il presidente dell’Apsa.
Un ospedale speciale
L’ospedale di padre Pio non è una struttura sanitaria qualunque. E’, infatti, di proprietà diretta della Santa Sede, come l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e come il 50% dell’ospedale diagnostico Fatebenefratelli sull’isola Tiberina, sempre a Roma (l’altro 50% è di proprietà della fondazione Luxottica). A differenza di altri ospedali cattolici, i suoi problemi finanziari e gestionali ricadono sotto la diretta responsabilità vaticana.
Tagli e proteste
Croce …
Un commissariamento di fatto. Teso a mettere in ordine i conti una volta per tutte, e così “rilanciare” l’ospedale creato da padre Pio. E’ quanto ha stabilito papa Leone XIV che ha creato ieri una “commissione di indirizzo e vigilanza” che controllerà la fondazione della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo da ora fino a quando avrà “esaurito il suo compito” ed è composta da uomini di fiducia del Papa come il prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia e il presidente dell’Apsa.
Un ospedale speciale
L’ospedale di padre Pio non è una struttura sanitaria qualunque. E’, infatti, di proprietà diretta della Santa Sede, come l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma e come il 50% dell’ospedale diagnostico Fatebenefratelli sull’isola Tiberina, sempre a Roma (l’altro 50% è di proprietà della fondazione Luxottica). A differenza di altri ospedali cattolici, i suoi problemi finanziari e gestionali ricadono sotto la diretta responsabilità vaticana.
Tagli e proteste
Croce e delizia del Vaticano da molto tempo, l’ospedale, a lungo gestito dai frati francescani, attira ogni anno moltissimi pazienti, in particolare da tutto il sud Italia, con una gestione a tratti opaca che ha creato non pochi problemi economici. Ultimamente affrontati dal nuovo management con tagli e nuovi contratti che hanno suscitato però ansie e proteste di medici, infermieri e dipendenti amministrativi. “Stiamo tentando in tutti i modi di risolvere il problema e aiutare l’ospedale a uscire dalle difficoltà in cui si trova”, ha detto lo scorso gennaio il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin, che ha incontrato una rappresentanza sindacale, il Vaticano tiene presente “la preoccupazione dei lavoratori”. Tanto la Santa Sede quanto la Regione Puglia, con qui la struttura è convenzionata sono coinvolti. L’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Franco Moscone, è arrivato nei mesi scorsi a prospettare le proprie dimissioni da presidente della fondazione se non si fosse trovata una soluzione.
Nel bilancio vaticano
Gli interventi del Vaticano sull’ospedale di padre Pio nel corso degli anni non sono mancati. Indiretti, tramite la congregazione religiosa che lo ha fondato, o diretti, per coprire il deficit. Il cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato di Benedetto XVI, accarezzò l’idea di creare un polo sanitario cattolico, gestito direttamente da Roma, che avrebbe messo insieme l’ospedale di padre Pio, il Bambino Gesù, ma anche il San Raffaele di Milano e il policlinico Gemelli. Papa Francesco ha rimesso ordine nelle finanze vaticane affidandosi in particolare al gesuita spagnolo Juan Antonio Guerrero, che ha razionalizzato il bilancio allargandone il perimetro consolidato agli ospedali. Ora Leone, che da buon matematico sa leggere da solo un budget, ha fatto un passo in più.
Lo spettro del fallimento
Oltretevere è andata maturando la certezza che senza un intervento drastico l’ospedale sarebbe stato destinato al fallimento. Il deficit è strutturale e limitarsi a coprirlo ogni anno non risolve il problema che si ripropone l’anno successivo. La situazione patrimoniale resta difficile, c’è chi parla di un debito di oltre 100 milioni, e, in particolare, il pagamento dei fornitori è un tasto dolente. Da qui la decisione del Papa di prendere in mano la cosa.
Ampi poteri
Con un chirografo pubblicato oggi, il Papa matematico crea una struttura che ha ampi poteri gestionali ed è formata da un gruppo di suoi uomini di fiducia. La “commissione di indirizzo e vigilanza” ha il compito di: “Analizzare l’attuale situazione economica, patrimoniale, operativa e gestionale delle attività della Fondazione”; “individuare e sottoporre le soluzioni che, in base all’analisi svolta, consentano di migliorare l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità dell’attività della Fondazione, sia nel breve sia nel lungo periodo”; “dare esecuzione e portare a compimento le soluzioni così individuate”. Può modificare gli statuti, firmare contratti, interagire con le amministrazioni pubbliche italiane, chiamare consulenti e collaboratori esterni, accedere e acquisire, tutti i dati, documenti e informazioni relativi alla fondazione.
Una squadra di fiducia
Il presidente è Maximino Caballero Ledo, dal 2020 “ministro delle finanze” vaticano indicato dal gesuita Guerrero come suo successore, il coordinatore Fabio Gasperini, segretario dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica, e i membri della commissione sono il Sostituto agli affari generali della Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli, fedelissimo di Parolin, il prefetto dell’Apsa, monsignor Giordano Piccinotti, che con il Papa ha una notevole consuetudine, e monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino. Fanno infine parte del comitato tecnico Benjamín Estévez de Cominges, Gino Gumirato, Alessandro Ela Oyana. Come scrive Vatican News, Casa sollievo della Sofferenza “si prepara a una nuova stagione di rilancio”.