Dichiarazione obbligatoria dei viaggiatori e regole per i voli, pubblicata l’ordinanza anti Ebola
di Michele BocciObbligo di comunicare l’arrivo in Italia e per i vettori di invitare i passeggeri a compilare i moduli per le Asl. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del ministero alla Salute su Ebola. Il documento è stato definito ieri, giorno in cui la premier Giorgia Meloni ha chiesto all’Europa di organizzare un controllo alle frontiere comuni per intercettare eventuali casi di persone infette.
La dichiarazione da firmare
L’ordinanza si applica a tutti coloro che arrivano in Italia e nei 21 giorni precedenti (che equivalgono alla durata dell’incubazione) sono stati nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda. Questi soggetti “sono tenuti a effettuare, immediatamente e comunque non oltre ventiquattro ore dall'ingresso, un'apposita dichiarazione firmata, sotto la propria responsabilità, al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria locale di residenza o domicilio”. È previsto anche che il cittadino si rechi direttamente alla Asl. Le Regioni devono poi inviare i …
Obbligo di comunicare l’arrivo in Italia e per i vettori di invitare i passeggeri a compilare i moduli per le Asl. È stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale l’ordinanza del ministero alla Salute su Ebola. Il documento è stato definito ieri, giorno in cui la premier Giorgia Meloni ha chiesto all’Europa di organizzare un controllo alle frontiere comuni per intercettare eventuali casi di persone infette.
La dichiarazione da firmare
L’ordinanza si applica a tutti coloro che arrivano in Italia e nei 21 giorni precedenti (che equivalgono alla durata dell’incubazione) sono stati nella Repubblica Democratica del Congo o in Uganda. Questi soggetti “sono tenuti a effettuare, immediatamente e comunque non oltre ventiquattro ore dall'ingresso, un'apposita dichiarazione firmata, sotto la propria responsabilità, al Dipartimento di prevenzione dell'Azienda sanitaria locale di residenza o domicilio”. È previsto anche che il cittadino si rechi direttamente alla Asl. Le Regioni devono poi inviare i moduli al ministero.
Le norme per i vettori
Le compagnie aeree o marittime hanno anche loro degli obblighi. Tutti quelli che arrivano in Italia “avvisano, anche in lingua inglese, i rispettivi passeggeri che le persone che provengono, direttamente o indirettamente, dalle aree indicate e accedono al territorio nazionale sono soggette alla disciplina stabilita dalla presente ordinanza e devono compilare e sottoscrivere il modulo”. Chi arriva dai due Paesi direttamente o dopo uno scalo, è scritto nell’ordinanza, “assicurano che a tutti i passeggeri in ingresso nel territorio dello Stato sia distribuito l'apposito modulo allegato al presente provvedimento, da compilarsi prima dell'accesso nel territorio nazionale”.
Il passeggero con i sintomi
Se uno dei passeggeri ha sintomi compatibili con la malattia, va immediatamente isolato sull’aereo o sulla nave. “Una volta giunto a terra – è scritto nel testo pubblicato in gazzetta –è collocato in isolamento temporaneo presso locali specificamente individuati dai gestori aeroportuali e dalle autorità di sistema portuale a tale finalità destinati ed è sottoposto senza indugio a valutazione sanitaria da parte del personale competente degli Uffici Usmaf (i medici di frontiera, ndr) e delle Aziende sanitarie locali, che adotta le ulteriori misure sanitarie e precauzionali ritenute necessari”. L’ordinanza, alla quale ieri pomeriggio la Corte dei conti ha chiesto venissero fatte delle modifiche, richiama poi la circolare su Ebola già fatta dalla Prevenzione del ministero guidato dal Orazio Schillaci, dove sono classificati i casi sospetti, quelli accertati, i contatti a rischio e così via.
MSF: “La chiusura delle frontiere ostacola gli aiuti”
Intanto sta bene la dottoressa di Medici Senza Frontiere in quarantena allo Spallanzani di Roma per aver avuto contatti con alcuni casi quando si trovava in Repubblica Democratica del Congo. Dalla sua associazione fanno sapere che a 2 settimane dalla dichiarazione dell’epidemia nella provincia di Ituri “il numero di casi cresce rapidamente, centinaia di campioni restano non analizzati e la risposta è ancora insufficiente”. Dopo la visita del direttore generale dell’Oms a Bunia, Msf denuncia gravi ritardi nell’arrivo di aiuti e personale medico. “Mai prima d’ora un’epidemia di Ebola aveva registrato così tanti casi a così poco tempo dalla sua dichiarazione. Nessuno conosce la reale portata e gravità di questa epidemia”, dice Alan Gonzalez, vicedirettore delle operazioni di MSF. L’epidemia, spiegano dall’associazione, si sta sviluppando in un contesto in cui i bisogni medici erano già estremamente elevati, e ora esiste un rischio concreto di un’intensificazione silenziosa di altri gravi problemi sanitari che le persone affrontano ogni giorno.
Per Gonzales «questa epidemia di Ebola coinvolge il virus Bundibugyo, per il quale non esistono vaccini approvati né trattamenti specifici, e che è particolarmente difficile da diagnosticare a causa della limitata capacita di effettuare test. La realtà oggi è che nessuno conosce la reale portata e gravità di questa epidemia. Nuovi casi sospetti vengono segnalati ogni giorno, ma centinaia di campioni restano ancora non analizzati. Allo stesso tempo, gravi limitazioni, tra cui la chiusura delle frontiere e degli aeroporti, continuano a ritardare l'arrivo di forniture mediche essenziali, aiuti umanitari e personale specializzato. Sappiamo per esperienza che queste misure ostacolano pesantemente la risposta all'epidemia e isolano paesi che hanno urgente bisogno di supporto internazionale”.