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Dietro l’attentato al cronista Cappellari l’ombra di una faida di paese. “Non è stata la camorra”

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A Enego, Vicenza, alzata la sorveglianza intorno al giovane nel mirino: denunciò fondi pubblici finiti su conti personali
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Paura e incredulità: un attentato esplosivo sotto casa, in un piccolo paese di montagna, è un fatto gravissimo e senza precedenti. Impensabile però un collegamento con la camorra: chi ha appiccato le fiamme e lanciato la lettera di minacce si è mosso da perfetto conoscitore di posto e vittima. L’elemento che scuote di più la comunità è la pianificazione del terrore». A sintetizzare lo shock collettivo di Enego, sull’altopiano di Asiago nel Vicentino, è il sindaco Marco Frison. Nulla è più come prima dalle 23.30 di sabato, quando un’esplosione seguita da un incendio ha scosso il centro del paese: conseguenze tragiche, se qualcuno fosse passato di lì.

Obiettivo dell’attentato, il giornalista Adriano Cappellari, 20 anni, collaboratore de…

Paura e incredulità: un attentato esplosivo sotto casa, in un piccolo paese di montagna, è un fatto gravissimo e senza precedenti. Impensabile però un collegamento con la camorra: chi ha appiccato le fiamme e lanciato la lettera di minacce si è mosso da perfetto conoscitore di posto e vittima. L’elemento che scuote di più la comunità è la pianificazione del terrore». A sintetizzare lo shock collettivo di Enego, sull’altopiano di Asiago nel Vicentino, è il sindaco Marco Frison. Nulla è più come prima dalle 23.30 di sabato, quando un’esplosione seguita da un incendio ha scosso il centro del paese: conseguenze tragiche, se qualcuno fosse passato di lì.

Obiettivo dell’attentato, il giornalista Adriano Cappellari, 20 anni, collaboratore del quindicinale L’Altopiano e del Giornale di Vicenza. Per tre anni è stato iscritto a FdI ed è un affezionato di Atreju, la kermesse della destra di Giorgia Meloni. Per lui la solidarietà di istituzioni e dell’intero governo. A esplodere davanti al cancello della casa dove il cronista vive con i genitori, in vacanza in Svizzera, alcune bombolette di gas e due taniche di benzina e alcol. Altro materiale esplosivo non è scoppiato. La presenza dei vicini, appena arrivati nelle loro seconde case di montagna, ha evitato che le fiamme si estendessero ad altri edifici. Pochi istanti prima del boato uno sconosciuto con una pistola in mano ha lanciato nel cortile di Cappellari l’ennesima lettera minatoria contro di lui, contro il parroco anticamorra di Caivano, don Maurizio Patriciello, e contro la premier Giorgia Meloni.

Le telecamere di sorveglianza dell’abitazione hanno ripreso tutto e sono nelle mani dei carabinieri di Bassano del Grappa e della procura di Vicenza. Nelle immagini si vede un uomo alto e massiccio, con il volto nascosto da un passamontagna: agisce sicuro e con tranquillità, sembra non avere fretta e non si cura di essere ripreso. Il contenuto della lettera, sempre scritta in rosso e con lo stesso carattere di stampa, ricalca quello di altre quattro recapitate a partire da novembre: minacce di morte, insulti, l’intimazione a smetterla di scrivere. Adriano Cappellari, da corrispondente locale, non si è mai occupato di camorra, mafia e criminalità organizzata. Sabato era rincasato da pochi minuti, dopo mezz’ora passata a parlare con i vicini in strada, a dieci metri dal luogo dello scoppio. Il responsabile dell’agguato ha atteso nel buio. La colpa del cronista è aver scritto un articolo di solidarietà a don Patriciello, pubblicata su L’Altopiano lo scorso novembre. «In realtà Adriano non segue casi scottanti — dice la direttrice Stefania Longhini — Dubitiamo ci sia un nesso tra lui e le minacce contro il parroco del Parco Verde, o tra Enego e Caivano. In passato il paese si è diviso piuttosto su questioni politiche locali e Cappellari si è esposto anche in tivù. Qualcuno può aver perso la testa».

Il riferimento è a un’inchiesta di Report, andata in onda su RaiTre nel gennaio 2025. Le telecamere di Sigfrido Ranucci salirono in paese per raccontare che l’ex sindaco Ivo Boscardin e l’ex vice Stefania Simi avevano versato sui propri conti correnti i 40 mila euro dei ristori pubblici stanziati a loro favore per minacce, insulti e danni subiti in passato. «Escludo che i due — dice Adriano Cappellari — siano responsabili dell’esplosione dell’altra notte. Io mi ero limitato a denunciare che, sfumata la rielezione, avevano trattenuto i soldi: nessun reato, ma avevano promesso di destinarli al tavolo per la legalità del paese. L’avevo segnalato alle autorità e avevo scritto a Report, che mi ha coinvolto: Ranucci mi ha appena inviato la sua solidarietà».

Per chi indaga, nessuna pista è esclusa. Le minacce contro Cappellari sono iniziate dopo l’articolo pro-Patriciello. Un’amicizia nata a Enego nel 2024, dove aveva parlato di legalità su invito dell’ex parroco, don Federico Meneghel. Da allora, prima di quella dell’altra sera, quattro lettere: l’ultima con tre proiettili nella busta e le foto cerchiate anche di parroco anticamorra e premier. «Dopo quella del 16 febbraio — dice Cappellari — don Patriciello ha denunciato. Prima, su invito della polizia, si era tenuto il caso riservato per agevolare le indagini: mi avevano però invitato a installare le telecamere».

Massimo riserbo sull’inchiesta che segue la pista locale: in questo caso l’enfasi sulla camorra sarebbe usato come depistaggio. Nessuna sottovalutazione però di «collegamenti nazionali». A Vicenza, ieri mattina, una riunione tecnica di coordinamento, guidata dal prefetto Filippo Romano e alla presenza del questore Dario Sallustio, dei comandanti provinciali di carabinieri e Finanza. Deciso un «innalzamento delle misure di sorveglianza» di Cappellari: non attivata la scorta personale. Riunito a Napoli il comitato provinciale straordinario per l’ordine e la sicurezza pubblica. «L’accaduto — dice il prefetto Michele di Bari — desta particolare preoccupazione. C’è la necessita di tutelare chi opera per la libera informazione e di proteggere don Patriciello». A rilanciare il collegamento tra Enego e Caivano, proprio il prete anti-clan. «Giovedì 4 giugno — conferma — sarò a Bassano del Grappa, da tempo invitato dai giovani di un’associazione cattolica. Sono inquieto e non capisco: con me ci sarà anche Adriano, un giovane che non va lasciato solo».

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