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Florindo, presidente Ingv: “Terremoti così profondi vengono sentiti lontano, ma sono poco dannosi”

Fabio Florindo, presidente Ingv 

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La scossa è avvenuta 250 chilometri sotto al suolo ed è stata percepita tra Lazio e Sicilia. “E’ la placca africana che si immerge sotto alla Calabria. Nessun legame diretto con il vulcano Marsili”
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I terremoti più distruttivi in Italia avvengono a profondità di pochi chilometri, intorno alla decina. Quello che stamattina ha colpito il Tirreno meridionale, una ventina di chilometri al largo delle coste di Amantea e Cosenza, è avvenuto invece a 250 chilometri di profondità.

Pur avendo un’intensità molto forte (magnitudo 6.1, più forte di quello di Amatrice del 2016, che era di magnitudo 6), non ha quindi causato danni. Fra 1999 e 2024, tra i 72 terremoti registrati in Italia, solo 3 avevano registrato magnitudo superiore a 6.

“Terremoti così profondi producono generalmente effetti meno intensi rispetto a terremoti di pari magnitudo ma più superficiali” spiega Fabio Florindo, presidente dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Allo stesso tempo però vengono percepiti in un’area molto più estesa”.

Cosa cambia quando un terremoto è così profondo?

“Le onde sismiche possono propagarsi per grandi distanze attraverso le rocce profonde della Terra, che tendono ad atte…

I terremoti più distruttivi in Italia avvengono a profondità di pochi chilometri, intorno alla decina. Quello che stamattina ha colpito il Tirreno meridionale, una ventina di chilometri al largo delle coste di Amantea e Cosenza, è avvenuto invece a 250 chilometri di profondità.

Pur avendo un’intensità molto forte (magnitudo 6.1, più forte di quello di Amatrice del 2016, che era di magnitudo 6), non ha quindi causato danni. Fra 1999 e 2024, tra i 72 terremoti registrati in Italia, solo 3 avevano registrato magnitudo superiore a 6.

“Terremoti così profondi producono generalmente effetti meno intensi rispetto a terremoti di pari magnitudo ma più superficiali” spiega Fabio Florindo, presidente dell’Ingv, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. “Allo stesso tempo però vengono percepiti in un’area molto più estesa”.

Cosa cambia quando un terremoto è così profondo?

“Le onde sismiche possono propagarsi per grandi distanze attraverso le rocce profonde della Terra, che tendono ad attenuarle meno rispetto agli strati più superficiali. La scossa viene anche avvertita in aree molto più vaste. Stamattina le segnalazioni di chi ha sentito il terremoto sono arrivate non solo dalla Calabria, ma anche da Campania, Basilicata, Puglia, Sicilia e Lazio”.

La mappa dell'Ingv con l'epicentro della scossa (ansa)

Sono terremoti inusuali per l’Italia?

“No, i terremoti profondi sono una caratteristica ben nota del Tirreno meridionale. Sono legati al processo di subduzione della litosfera ionica al di sotto dell’Arco Calabro. Vuol dire che la placca africana si immerge spingendo sotto alla Calabria. La placca in sprofondamento può generare eventi sismici anche a centinaia di chilometri di profondità”.

La roccia a 250 chilometri di profondità non è malleabile?

“A circa 250 chilometri ci troviamo già nel mantello terrestre superiore. Le temperature e le pressioni sono molto elevate, ma durante un terremoto i processi avvengono in tempi estremamente rapidi. Si può avere una rottura e un rilascio improvviso di energia. In passato c’è stato già un terremoto significativo in questa zona, il 2 ottobre 1743, con magnitudo stimata 5.1 ed epicentro localizzato nei pressi di Amantea”.

Sappiamo che in fondo al Tirreno si trova il vulcano più grande d’Europa, il Marsili, e che un suo smottamento potrebbe causare delle onde pericolose per Calabria e Sicilia. Un terremoto come quello di oggi può essere pericoloso in questo senso?

“Non esistono elementi che facciano pensare a una relazione diretta tra questo terremoto e l’attività vulcanica dell’area. Il contesto geologico è lo stesso, ma si tratta di fenomeni diversi”.

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