✕

Fine vita, iter bloccato al Senato. Schlein: la destra affossa la legge

(ansa)
Accolta la richiesta di FdI: il ddl torna in commissione. Forza Italia: non è una strategia dilatoria. Ma le opposizioni insorgono
2 minuti di lettura

Roma – Il disegno di legge sul fine vita arriva nell’emiciclo del Senato solo per qualche minuto. Nel giorno in cui un’altra persona, Lucia, sceglie il viaggio verso lo Svizzera per porre fine alle sue sofferenze, l’Aula di palazzo Madama vota a favore della richiesta presentata da Fratelli d’Italia per far tornare nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità il ddl a firma del senatore Pd Alfredo Bazoli e sostenuta da tutti i partiti di opposizione.

«L’obiettivo è tornare in Aula prima dell’estate con un testo condiviso, la richiesta di tornare in commissione non è una strategia dilatoria», garantisce la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi. All’esame della commissione ce n’è anche un altro, firmato dalla maggioranza e su cui gli azzurri hanno chie…

Roma – Il disegno di legge sul fine vita arriva nell’emiciclo del Senato solo per qualche minuto. Nel giorno in cui un’altra persona, Lucia, sceglie il viaggio verso lo Svizzera per porre fine alle sue sofferenze, l’Aula di palazzo Madama vota a favore della richiesta presentata da Fratelli d’Italia per far tornare nelle commissioni riunite Giustizia e Sanità il ddl a firma del senatore Pd Alfredo Bazoli e sostenuta da tutti i partiti di opposizione.

«L’obiettivo è tornare in Aula prima dell’estate con un testo condiviso, la richiesta di tornare in commissione non è una strategia dilatoria», garantisce la capogruppo di Forza Italia al Senato Stefania Craxi. All’esame della commissione ce n’è anche un altro, firmato dalla maggioranza e su cui gli azzurri hanno chiesto e ottenuto la riapertura dei termini per depositare gli emendamenti, entro il 9 giugno, e dunque modificarlo. Ed è su questo disegno di legge che i partiti di governo intendono lavorare, anche se un’intesa complessiva ancora non c’è.

Forza Italia ragiona su una proposta di modifica che prevede l’impiego su base gratuita e volontaria, includendo quindi l’obiezione di coscienza, di un dottore di medicina generale che somministri il farmaco del fine vita. Sarebbe questo il punto di caduta a cui lavorano gli azzurri, ma i dubbi tra gli alleati sono molti, compresi quelli di costituzionalità.

Tanto che il sospetto, tra i partiti di opposizione, è che la legge non sarà mai approvata. Almeno non in questa legislatura. «La maggioranza ha affossato la nostra proposta, la proposta di tutte le opposizioni», sottolinea Elly Schlein: «Questa destra non vuole una legge sul fine vita dignitoso, è vergognoso che la destra l’abbia affossata, tra l’altro nel giorno in cui Lucia, una donna di Trieste, è dovuta andare all’estero per avere risposte».

E la senatrice M5s, vicepresidente di palazzo Madama, Mariolina Castellone, rimarca che «quando non vuole prendere decisioni scomode, la maggioranza prende tempo». Su questa scia anche Marco Lombardo di Azione: «Uno stucchevole gioco al rimpallo delle responsabilità per non rimanere con il cerino in mano. Tutto questo mentre le persone continuano ad affrontare la morte davanti a malattie inguaribili in perfetta solitudine». Il fronte delle opposizioni è compatto. Anche Italia viva, con Annamaria Furlan, contesta «la scelta di bloccare il confronto parlamentare su una materia che riguarda diritti fondamentali della persona e che il Paese aspetta da troppo tempo». E Peppe De Cristofaro, capogruppo al Senato di Avs, ironizza: «Perché questo ennesimo rinvio, dopo mesi di ostruzionismo? Vorrei ricordare che l’ostruzionismo è una tecnica parlamentare a tutela delle opposizioni, non della maggioranza». Anche i capigruppo dem di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia, bollano il rinvio come un «espediente ed ennesima foglia di fico per una destra che non sa assumersi le proprie responsabilità di fronte al Paese».

I due firmatari del testo di maggioranza gettano acqua sul fuoco. Pierantonio Zanettin invita a non desistere: «Nessun intento ostruzionistico o dilatorio da parte del centrodestra. Semplicemente proseguirà il lavoro in commissione». Forza Italia presenterà degli emendamenti, assicura, «alla ricerca di una più ampia convergenza in conformità delle indicazione della Corte costituzionale». FdI, per bocca di Ignazio Zullo, è convinta che «tornare in commissione, con tempi più celeri possibili, sia una cosa giusta e utile» per migliorare il ddl. Tuttavia il timore resta. Filomena Gallo e Marco Cappato dell’associazione Luca Coscioni chiedono infatti che «questa ennesima falsa partenza non si traduca in un rinvio sine die».

Leggi i commenti