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Legge per le piscine ferma in Senato, ecco perché non piace a hotel e agriturismi

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Federalberghi: 14 morti all’anno. Meloni scrive alla mamma che ha perso un figlio: “Accelererò sul ddl”
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Ogni anno nelle piscine d’Italia muoiono in 14 tra adulti e bambini, come emerge da un rapporto di Federalberghi. Per malore, perché al controllo dei genitori sfugge un figlio o per una manutenzione scarsa dell’impianto di aspirazione. Un dato allarmante che rinfocola il dibattito attorno alla sicurezza nelle piscine.

Un tema che fa discutere e crea scontento soprattutto dopo che il ddl piscine è stato approvato il 30 luglio 2025 in Consiglio dei ministri ed è ancora all’esame del Parlamento. Lo boccia la Conferenza delle Regioni perché “incostituzionale” e mette a rischio la sicurezza se i suoi provvedimenti verranno rivolti solo alle nuove piscine e non anche a quelle già esistenti. Confagricoltura e Agriturist lo ritengono inapplicabile per i costi troppo alti a carico dei gestori. Federalberghi, intanto, ricorda che la prima forma di prevenzione è saper nuotare e nell’intervento in audizione al Parlamento ha presentato alcune modifiche tra le quali l’inserimento delle piscine di c…

Ogni anno nelle piscine d’Italia muoiono in 14 tra adulti e bambini, come emerge da un rapporto di Federalberghi. Per malore, perché al controllo dei genitori sfugge un figlio o per una manutenzione scarsa dell’impianto di aspirazione. Un dato allarmante che rinfocola il dibattito attorno alla sicurezza nelle piscine.

Un tema che fa discutere e crea scontento soprattutto dopo che il ddl piscine è stato approvato il 30 luglio 2025 in Consiglio dei ministri ed è ancora all’esame del Parlamento. Lo boccia la Conferenza delle Regioni perché “incostituzionale” e mette a rischio la sicurezza se i suoi provvedimenti verranno rivolti solo alle nuove piscine e non anche a quelle già esistenti. Confagricoltura e Agriturist lo ritengono inapplicabile per i costi troppo alti a carico dei gestori. Federalberghi, intanto, ricorda che la prima forma di prevenzione è saper nuotare e nell’intervento in audizione al Parlamento ha presentato alcune modifiche tra le quali l’inserimento delle piscine di casi in locazione breve tra i destinatari del ddl. Mentre la premier Giorgia Meloni in una lettera a una mamma che ha perso il suo bambino il 9 aprile scorso, risucchiato dal bocchettone dell’idromassaggio, assicura: “Scriverò al presidente del Senato La Russa e al presidente della Camera Fontana, affinché si possano trovare le condizioni per accelerare l'iter di questo disegno di legge”.

Un disegno di legge per regole uguali in tutta Italia

Le disposizioni del ddl definiscono i requisiti di sicurezza per gli impianti futuri. Ma non prevedono obblighi di adeguamento a carico di quelli esistenti. Quest’ultimo punto è stato criticato dalla Conferenza delle Regioni. “Questo crea disuguaglianze nella tutela della salute”, è stato scritto in un comunicato dello scorso marzo. Le Regioni hanno posto all’attenzione del Governo una lunga lista di richieste di modifica al ddl piscine, il termine per la presentazione degli emendamenti scatta l’8 giugno. Negli articoli che riguardano la sicurezza nelle piscine vengono citati nel ddl alcuni dispositivi di protezione, come la barriera o la copertura di protezione invalicabile. Ma anche una copertura di sicurezza. Oltre alla predisposizione di un salvagente per ogni 100 metri quadrati dell’impianto. Nel ddl c’è anche una parte che riguarda la salute. La verifica sulla qualità dell’acqua e sulle condizioni igienico-sanitarie delle piscine, tramite prelievi e ispezioni, sarà a carico delle autorità sanitarie. Alle Regioni e alle Province autonome viene attribuita l’individuazione del numero massimo di frequentatori e di bagnanti oltre agli obiettivi di qualità delle acque e di sicurezza delle piscine.

Le critiche dai gestori di agriturismi: “Costi troppo alti”

Dopo la conferenza delle Regioni anche Confagricoltura e Agriturist hanno espresso le loro perplessità sul ddl. E hanno presentato alla commissione Affari sociali un documento di proposte, affiancato da una lettera ai ministri per la Protezione civile e le politiche del mare e della Salute.“Pur riconoscendo l’esigenza di una disciplina organica per garantire sicurezza e igiene, il disegno di legge introduce obblighi difficilmente sostenibili per gli agriturismi. Alcune misure determinerebbero infatti un aumento dei costi incompatibile con la gestione del servizio, con il rischio di ridurre l’offerta e penalizzare un segmento rilevante dell’ospitalità rurale, si evidenzia in un comunicato di metà maggio. È quindi necessario prevedere norme che tengano conto delle specificità del comparto, assicurando elevati standard di sicurezza senza imporre oneri gestionali, tecnici e amministrativi sproporzionati.

I dati di Federalberghi

Il Centro studi di Federalberghi ha presentato nei giorni scorsi la fotografia delle tragedie nelle piscine d’Italia. Il report ha rilevato 63 annegamenti avvenuti nel periodo compreso tra il primo gennaio 2022 e il 31 maggio 2026, con una media di circa 14 casi per anno. Il dato è più che dimezzato rispetto alla media di 30-40 annegamenti per anno rilevata dall'Istituto Superiore di Sanità nel quinquennio precedente (2016-2021), ricorrendo a un'analoga metodologia. L'indagine ha riguardato tutte le tipologie di piscine: quelle annesse alle abitazioni, gli impianti aperti al pubblico e le piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive.

Le vittime sono soprattutto bambini

Il 57% degli annegamenti (36) riguarda i bambini, con 17 casi tra i piccolissimi (sino a 4 anni di età) e 19 nella fascia tra 5 e 14 anni. La principale causa di annegamento è il malore in acqua, con 28 casi su 63 (44,4%). Seguono, con 23 casi (36,5%), gli episodi in cui un minore è sfuggito al controllo degli adulti. Il 44,4% degli annegamenti (28) è avvenuto in piscine aperte al pubblico, quali i centri sportivi (12), i parchi acquatici (7), le piscine comunali (5), gli stabilimenti termali (2) e le piscine delle strutture ricettive aperte anche al pubblico esterno (2). Il 28,6% dei casi (18) si è verificato in piscine private di case in proprietà o in affitto. Un ulteriore 27% (17) è avvenuto in piscine riservate agli ospiti delle strutture ricettive, tra cui 9 in strutture extralberghiere (agriturismi, bed and breakfast, campeggi, etc.) e 8 in strutture alberghiere.

Un allarme a bordo piscina per i soccorsi

Il direttore generale di Federalberghi Alessandro Nucara riferisce che il ddl “tenta di mettere ordine e di fornire una normativa più uniforme”. Ma ricorda che “la prima misura di prevenzione è il saper nuotare e nel ddl non si fa menzione all’educazione natatoria”. Dalla prevenzione alle raccomandazioni. “Innanzitutto – esorta Alessandro Nucara – sarebbe buona prassi che chi non sa nuotare resti nella parte più bassa delle piscine”. È per quest’estate, già nel vivo, e anche per le future che la federazione degli albergatori ha presentato una serie di raccomandazioni, fatte proprie anche da Assopiscine e Federcamping.

Tra i suggerimenti più sentiti c’è sicuramente quello di assicurare una manutenzione periodica al sistema di aspirazione degli impianti, una delle cause degli ultimi incidenti mortali. “Il ddl sul punto fa un riferimento generale alle buone costruzioni”, fa notare Nucara. Tra le maggiori cause di annegamento, poi, c’è quella del malore. Federalberghi propone ai gestori di munirsi di un pulsante di allarme ai bordi delle piscine, lì dove non si può assicurare la presenza assidua del bagnino. Anche il ddl menziona un sistema di allarme certificato. “Ma – si chiede Nucara – certificato da chi?”. Un altro rischio è legato ai tuffi e ai giochi in apnea che, per evitare altre vittime, secondo Federalberghi sarebbero da abolire.

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