Bimbi nel bosco, la perizia finale: consulenti del Tribunale senza pregiudizi. La parola ai giudici
di Corrado ZuninoROMA – Ecco l’ultimo atto del lungo viaggio del procedimento che riguarda la famosa famiglia nel bosco: è la redazione finale della perizia psichiatrica, depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli questa mattina. Più che tirare le conclusioni di un percorso complesso, travagliato, durissimo nel confronto tra le parti, quest’ultimo testo ribadisce ciò che la difesa ha messo in discussione più volte, in particolare con la controperizia del professor Tonino Cantelmi e della psicologa Simona Aiello: siamo preparate, dice la perizia finale, riferendosi alla psichiatra Ceccoli e alla psicologa Valentina Garrapetta, godiamo della fiducia del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e, quindi, la nostra perizia resta l’atto principale su cui i giudici prenderanno le decisioni a proposito della sorte della famiglia Trevallion-Birmingham e, in particolare, dei tre figli.
ROMA – Ecco l’ultimo atto del lungo viaggio del procedimento che riguarda la famosa famiglia nel bosco: è la redazione finale della perizia psichiatrica, depositata dalla psichiatra Simona Ceccoli questa mattina. Più che tirare le conclusioni di un percorso complesso, travagliato, durissimo nel confronto tra le parti, quest’ultimo testo ribadisce ciò che la difesa ha messo in discussione più volte, in particolare con la controperizia del professor Tonino Cantelmi e della psicologa Simona Aiello: siamo preparate, dice la perizia finale, riferendosi alla psichiatra Ceccoli e alla psicologa Valentina Garrapetta, godiamo della fiducia del Tribunale per i minorenni dell’Aquila e, quindi, la nostra perizia resta l’atto principale su cui i giudici prenderanno le decisioni a proposito della sorte della famiglia Trevallion-Birmingham e, in particolare, dei tre figli.
La perizia definitiva – che si aggiunge alle 196 pagine iniziali e alle oltre 300 della controperizia di Cantelmi-Aiello - ricorda come la dottoressa Ceccoli, psichiatra dell’Aquila, sia iscritta all’Albo dei consulenti tecnici d’ufficio e lavori con i tribunali dal 2010. E, ancora, come la dottoressa si occupi sia di adulti che di adolescenti. Il professor Cantelmi, da questo punto di vista, aveva contestato la preparazione specifica della collega, chiamata a valutare insieme al padre Nathan Trevallion e alla madre Catherine Birmingham anche tre bambini di 7 e 9 anni. Ceccoli, si legge, ha avuto 47 incarichi da quattro tribunali abruzzesi e in diverse occasioni il suo lavoro la chiamava a valutare minori e soggetti in età evolutiva.
Curriculum psicologa dei test è in ordine
La perizia finale sottolinea, quindi, il percorso professionale della dottoressa Valentina Garrapetta, la figura che ha offerto e gestito i test psico-personologici nelle sei sedute dell’Aquila e di Vasto. Viene ricordata la laurea magistrale in Psicologia e il master specialistico in Psicologia giuridica e forense. Sul piano degli incarichi, anche la dottoressa Garrapetta – “iscritta all’albo da quattro anni” – si è dedicata a testare minorenni. E, sostiene ancora la perizia finale, i cinque anni, indicati come necessari dalla difesa, sono in realtà un’affermazione impropria rispetto al lavoro chiesto alla psicologa testista.
"Abbiamo operato in maniera neutrale”
Nel testo si torna alle contestazioni avanzate a proposito dei tre commenti scritti su Facebook sulla vicenda da Valentina Garrapetta. E si ricorda come già il 5 marzo scorso il giudice Roberto Ferrari abbia respinto l’ennesima istanza di ricusazione dei precedenti avvocati, Marco Femminella e Danila Solinas. “La Ctu ha operato in maniera neutrale, in scienza e coscienza, senza alcun pregiudizio nei confronti della coppia genitoriale”.
Il nuovo atto dettaglia le modalità di valutazione, la tipologia dei test e la modalità espressiva in cui la prima perizia è stara resa. Tutto questo era stato messo in discussione dalla controparte, Intanto, nella perizia si ricorda che – a fronte dell’accusa di un atteggiamento pregiudiziale nei confronti dei genitori, in particolare della madre Catherine Birmingham, il concetto di “radicalismo dei comportamenti” è stato espresso anche dai servizi sociali dell’Usl di Bologna ed è stato lo stessoNathan Trevallion, appunto il padre, a esplicitare la volontaria solitudine della famiglia: “Ha espresso l’idea che preferiscono vivere da soli piuttosto che in ecovillaggi rurali dove possono esserci persone che la pensano diversamente da loro”. Come periti del Tribunale, “noi ci siamo limitati a ricostruire la storia della famiglia”, scrive la Ctu Ceccoli.
"Osservazioni della controparte riduttive”
Anche l’ultima relazione conviene che i test psicodiagnostici non possono essere considerati strumenti definitivi, ma, piuttosto, “forniscono ipotesi interpretative che devono essere integrate”. A questi, infatti, sono stati affiancati colloqui clinici, dati di anamnesi e altri cinque tra atti e risultanze. Come da letteratura e linee guida. "La convergenza di dati omogenei provenienti da diversi canali osservativi rappresenta uno dei maggiori criteri di attendibiltà”. Le osservazioni, critiche, della controparte “sono metodologicamente riduttive”.
Non è vero, poi, che ci si è affidati ai test grafici perché l’ausiliaria, la dottoressa Garrapetta, non conosceva l’inglese e, quindi, avrebbe faticato in un’osservazione basata su domande e risposte. “Abbiamo scelto strumenti a basso carico linguistico per non sovraccaricare bambini in età evolutiva inseriti in un contesto emotivo, linguistico e relazionale complesso”. La scelta di test grafici non offre conclusioni autonome, assolute e autosufficienti, ma viene inserita “in una valutazione complessiva e integrata”. Il dato grafico, quindi, può essere utilizzabile, anche se “con prudenza”. E’ del tutto inesatto, si conclude, che il dato grafico “sia stato utilizzato in termini negativi e patologizzanti”.
"Risposte dei genitori non autentiche”
I test “vero-falso” somministrati ai coniugi, peraltro, erano nella versione inglese, per evitare l’ostacolo linguistico, “e i soggetti hanno dato risposte non autentiche, ma, piuttosto, che cercassero di metterli in buona luce”. Pertanto, “la mancata conoscenza linguistica della dottoressa Garrapetta non ha nulla a che fare con la validità dei test”.
Una delle contestazioni, comprensibili, della difesa è lo stato emotivo di Nathan e Catherine il giorno 6 marzo scorso, quando la madre fu allontanata dalla struttura protetta di Vasto e, insieme al marito, sottoposta a valutazione. Secondo la Ctu Ceccoli, ogni test ha al suo interno elementi di stress e condizionamento e, della particolarità di quella giornata, si è tenuto conto nella fase finale della valutazione e, quindi, “i test devono essere ritenuti validi”.
"Un rientro a casa nel benessere”
Nella perizia appendice, che risponde alle quindici considerazioni critiche di Cantelmi-Aiello, si ricorda come lo stile di vita dei coniugi anglo-australiani abbia causato danni ai tre bambini, si rammentano le immaturità neuropsicologiche dei fratelli e come questo elemento non sia riconducibile alla vita in struttura “ma pre-esistente”. Si scrive anche: “Si auspica che possano realizzarsi quanto prima le condizioni necessarie per un rientro a casa dei bambini compatibile con il loro benessere”.
Ancora, la Ctu contesta le considerazioni sul trauma dei fanciulli per la separazione dalla madre avanzate da un Cantelmi che fino al 6 marzo non aveva mai visto i piccoli. Inoltre, qui si contesta la sovraesposizione mediatica dello stesso.
Le pagine aggiuntive della relazione finale ribadiscono: “Nell’ambito della consulenza non viene effettuata una valutazione dello stile di vita dei genitori in sé, bensì viene analizzata l’eventuale incidenza che il loro stile educativo può avere sul crescere psicologico, educativo, affettivo e relazionale dei minori”
Entro un mese la decisione
Ecco, le parti – una psichiatra e una psicologa – che hanno costruito la perizia psico-personologica sulla famiglia Travellion-Bimingham difendono il loro lavoro, contrattaccano con moderazione e chiudono i sei mesi di valutazione di adulti e bambini. Ora i giudici dell’Aquila presieduti da Nicoletta Orlandi hanno tutto ciò che è necessario per riprendere in mano il caso e decidere il futuro della famiglia e dei tre bambini, tutt’oggi ospiti della casa accoglienza di Vasto. E’ possibile che questo avvenga tra la fine di giugno e l’inizio di luglio.
Il professor Tonino Cantelmi, ascoltati colleghi esterni alla scena, dice: “Non si vuole affrontare, neppure con quest’ultimo atto, il cuore del problema, ovvero: si sono definiti due genitori incapaci di crescere dei figli su basi non dimostrate, nell’assenza di conclusioni scientifiche”.