Nel nuovo passo verso la Luna ci sarà un’importante impronta italiana. Il veterano dello spazio Luca Parmitano, 50 anni a settembre, è stato scelto per partecipare alla missione Artemis III, tappa fondamentale per testare l’allunaggio previsto con Artemis IV. Come ha annunciato la Nasa, Parmitano sarà il pilota collaudatore di una missione spaziale prevista nel 2027 che testerà le operazioni di attracco in orbita terrestre. Insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ci saranno il comandante Randy Bresnik e gli esperti Frank Rubio e Andre Douglas. Con oltre 2.000 ore di volo e 366 giorni nello spazio alle spalle, il primo italiano a compiere una passeggiata spaziale (nel 2013) si è detto totalmente «onorato» per l’opportunità offerta dalla Nasa che, con la collaborazione di Esa e Asi (Agenzia spaziale italiana), sebbene con continui ritardi sulla tabella di marcia, sta progettando il ritorno dell’essere umano sulla Luna e testando missioni per il futuro approccio a Mart…
Nel nuovo passo verso la Luna ci sarà un’importante impronta italiana. Il veterano dello spazio Luca Parmitano, 50 anni a settembre, è stato scelto per partecipare alla missione Artemis III, tappa fondamentale per testare l’allunaggio previsto con Artemis IV. Come ha annunciato la Nasa, Parmitano sarà il pilota collaudatore di una missione spaziale prevista nel 2027 che testerà le operazioni di attracco in orbita terrestre. Insieme all’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ci saranno il comandante Randy Bresnik e gli esperti Frank Rubio e Andre Douglas. Con oltre 2.000 ore di volo e 366 giorni nello spazio alle spalle, il primo italiano a compiere una passeggiata spaziale (nel 2013) si è detto totalmente «onorato» per l’opportunità offerta dalla Nasa che, con la collaborazione di Esa e Asi (Agenzia spaziale italiana), sebbene con continui ritardi sulla tabella di marcia, sta progettando il ritorno dell’essere umano sulla Luna e testando missioni per il futuro approccio a Marte.
Commosso, scusandosi in anticipo per l’emozione, Parmitano ha descritto così la sua visione: «Per me la piattaforma di lancio è l’Italia, che mi ha dato gli strumenti professionali necessari e il primo volo per mettere alla prova quelle skill. L’Esa per me è come la “launch tower”. Connette mondi diversi, costruendo ponti e connessioni. Il razzo è la Nasa, che mi ha permesso di essere parte di questo gruppo incredibile di persone. Il carburante è proprio qui: Maia, Sarah, Marta (le due figlie e la moglie, ndr): voi siete l’energia che alimenta la mia anima e il vostro amore è la scintilla».
Sopravvissuto a un pericoloso incidente quando, durante una seconda uscita spaziale nel 2013 si accumulò all’improvviso acqua nel suo casco, l’astronauta siciliano ha definito la nuova missione «un sogno». Come pilota collaudatore aiuterà a «testare i sistemi e a sviluppare le procedure affinché i futuri equipaggi possano spingersi più lontano e riportare l’umanità sulla Luna».
Il Piemonte sulla Luna, Parmitano: “Scienza ed ispirazione, serve la collaborazione di tante figure”
Nel dettaglio l’equipaggio di cui fa parte proverà le operazioni di attracco in orbita terrestre bassa (a 463 chilometri di quota) tra la capsula con l’equipaggio Orion della Nasa e uno dei moduli di atterraggio lunare. In caso di successo di Artemis III, la missione seguente porterà altri astronauti vicino al polo sud lunare entro la fine del 2028.
Già nei prossimi giorni Parmitano inizierà l’addestramento con quel «profondo senso di umiltà» che ha dichiarato di provare raccontando di essere «desideroso di imparare dai miei colleghi e di contribuire il più possibile nel mio ruolo». La missione affidata al terzo europeo e primo italiano in assoluto al comando della Stazione spaziale internazionale è un motivo di «grande orgoglio, con lui l’Italia è protagonista nella nuova corsa alla Luna», ha aggiunto Adolfo Urso, ministro con delega allo Spazio. Sempre l’Italia, con la collaborazione di Prada, “firmerà” anche le nuove tute spaziali che saranno indossate per la missione annunciata da Houston dall’amministratore capo della Nasa Jared Isaacman spiegando come la nuova iniziativa «dimostrerà la forza dell’innovazione americana e della cooperazione internazionale mentre testeremo complesse operazioni di rendez-vous e attracco e faremo progredire le tecnologie che un giorno ci porteranno ancora più lontano nel Sistema Solare». Con gli occhi colmi di gioia, prima di salutare tutti, “AstroLuca” ha detto un grande «grazie» rivolto al mondo intero. Curiosamente, quando ha saputo della notizia, non poteva invece nemmeno parlare: «Ero in treno e talmente incredulo che ho chiesto al mio capo di ripetere esattamente quello che aveva detto. In quel momento ero circondato da persone. Non potevo dire nulla ad alta voce: sono semplicemente rimasto senza parole».