Dalla scuola alla polizia, il governo vara il decreto IA. Piantedosi: “Non sarà un Grande fratello”
di Alessandra ZinitiIl governo vara una normativa organica in materia di intelligenza artificiale, ne autorizza e regolamenta l'uso anche per le forze di polizia e introduce un nuovo reato per punire chi, proprio con l'utilizzo distorto dell'Ia, metta in pericolo la sicurezza delle persone o dello Stato. I decreti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri prevedono l’uso dell’Ia anche nel mondo della scuola e dell’università, nel lavoro, nella sanità e nella giustizia. Un miliardo di euro la cifra prevista per la formazione.
"La scelta di fondo – dice una nota di Palazzo Chigi – è
promuovere l'innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: l'IA può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana nè comprimere i diritti fondamentali”
Le forze dell’ordine e l’IA
Le forze dell'ordine potranno dunque utilizzare sistemi di intelligenza artificiale sia in fase di prevenzione dei reati che a reato commesso ma, assicura il ministro dell'Int…
Il governo vara una normativa organica in materia di intelligenza artificiale, ne autorizza e regolamenta l'uso anche per le forze di polizia e introduce un nuovo reato per punire chi, proprio con l'utilizzo distorto dell'Ia, metta in pericolo la sicurezza delle persone o dello Stato. I decreti attuativi approvati dal Consiglio dei ministri prevedono l’uso dell’Ia anche nel mondo della scuola e dell’università, nel lavoro, nella sanità e nella giustizia. Un miliardo di euro la cifra prevista per la formazione.
"La scelta di fondo – dice una nota di Palazzo Chigi – è
promuovere l'innovazione, ma governarla dentro una cornice antropocentrica: l'IA può sostenere decisioni, servizi, formazione e competitività, ma non sostituire la responsabilità umana nè comprimere i diritti fondamentali”
Le forze dell’ordine e l’IA
Le forze dell'ordine potranno dunque utilizzare sistemi di intelligenza artificiale sia in fase di prevenzione dei reati che a reato commesso ma, assicura il ministro dell'Interno Piantedosi, "con le dovute garanzie". "Non sarà un Grande fratello – ha puntualizzato Piantedosi nella conferenza stampa che ha fatto seguito all'approvazione del provvedimento in Consiglio dei ministri – non ci sarà alcun sistema di sorveglianza di massa, è vietato l'utilizzo di grandi banche dati biometriche e ogni utilizzo dell'intelligenza artificiale per la sicurezza dovrà essere sottoposto a revisione e sorveglianza umana qualificata e garantire la tutela dei dati personali e sensibili".
L’uso anche in fase di prevenzione dei reati
Ma in concreto, come potrà essere utilizzata l'Ia, soprattutto in fase di prevenzione dei reati? Sicuramente l'identificazione dei dati biometrici delle persone sarà il primo campo operativo. Ma – ha sottolineato il ministro dell'Interno – "solo in casi eccezionali, in casi di pericolo, minacce gravi e specifiche". Ad esempio, nel caso dovesse giungere notizia di minacce terroristiche, “l'Ia applicata ai dati biometrici di soggetti noti potrebbe portare all'identificazione in tempo reale di possibili attentatori”. Altro campo di applicazione “la ricerca di latitanti, di persone scomparse, o di presunti autori di vittime di tratta, sequestro o sfruttamento sessuale”.
L'utilizzo sarà comunque sempre regolato “dall'autorizzazione dell'autorità giudiziaria che dovrà vagliare la richiesta del questore”. Dunque le forze di polizia dovranno chiedere il permesso al procuratore della Repubblica che a sua volta dovrà avere il via libera dal Gip.
Previsti anche meccanismi di valutazione di impatto sui diritti fondamentali prima dell'uso e anche meccanismi di notifica dei criteri di utilizzo al Garante della privacy. Vietato l'utilizzo di banche dati biometriche create con "raccolta massiva e generalizzata di dati dal web".
Giustizia: nuovo reato e risarcimenti civili
All’istituzione del nuovo reato che punisce i deepfake e chiunque faccia un uso distorto dei sistemi di intelligenza artificiale provocando rischio per le persone e per la sicurezza dello Stato, con pene aumentate che prevedono la reclusione fino a cinque anni, i decreti prevedono anche risarcimenti civili per chi ne viene danneggiato. “C’è una disciplina veramente innovativa sulla responsabilità civile che tiene conto della specificità della materia e della difficoltà di raggiungere la prova in sede giudiziaria quando vi è un rapporto abbastanza squilibrato fra i litiganti: chi gestisce un sistema di Intelligenza artificiale è in una posizione di notevole vantaggio rispetto a chi assume davanti al giudice di aver ricevuto un danno dall'utilizzo distorto del sistema", sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. Prevista anche la formazione obbligatoria per magistrati e funzionari amministrativi.
IA nelle scuole e all’università
L'utilizzo dell'Ia viene regolamentato anche nelle scuole e nel mondo del lavoro. Ed entra innanzitutto nel curriculum formativo per i licei, mentre per le scuole elementari sono previsti solo cenni per abituare il bambino al linguaggio dell'Intelligenza artificiale, spiega il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara. Prevista anche l'apposita formazione dei docenti. "Per saper insegnare i rischi legati all'Intelligenza artificiale e per insegnare l'IA come disciplina è evidente che occorre formare i docenti. Per questo abbiamo stanziato 100 milioni di euro", ha aggiunto Valditara.
Le disposizioni affidano poi al sistema dell’università, della ricerca e dell’alta formazione un ruolo centrale nello sviluppo dell’ecosistema italiano dell’intelligenza artificiale e pongono le basi per uno sviluppo dell’innovazione tecnologica che mantenga la supervisione umana.In particol are, le norme di competenza del MUR, su indicazione del ministro Anna Maria Bernini, si muovono lungo due direttrici: da un lato il rafforzamento delle competenze e della formazione sull’intelligenza artificiale, dall’altro la valorizzazione della ricerca, del trasferimento tecnologico e della sperimentazione per favorire lo sviluppo e l’utilizzo responsabile delle nuove tecnologie.
No ai licenziamenti decisi dagli algoritmi
Anche nel mondo del lavoro l'utilizzo dell'Ia vieta decisioni automatizzate che possano incidere nei processi di assunzione, licenziamento, carriere delle persone. Il decreto legislativo sull'Ia "introduce il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate: non potrà avvenire che decisioni che incidono sul rapporto di lavoro come l'assunzione, la modifica delle condizioni contrattuali, il licenziamento, le sanzioni disciplinari siano adottate esclusivamente da un sistema automatizzato", assicura la ministra del lavoro Calderone.
Il Pd: “Norme da Stato di polizia distopico”
"Le nuove norme del governo su Ia e Sicurezza sembrano Majority Report: uno Stato di Polizia distopico". Filippo Sensi avverte così che "il cattivismo di questi quattro anni ora approda sul digitale. Robocop non ha niente a che vedere con uno Stato di diritto". "Manganello elettronico, niente per la sicurezza dei cittadini", conclude, al di là dell'ironia, il senatore Pd.