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La giungla dei monopattini: “Servono più controlli, le targhe sono figurine”

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Controlli blandi, poche multe. Un caos alimentato anche dai troppi decreti ministeriali intervenuti dal 2019 in poi. Stefano Zerbi, portavoce di Codacons: “Non far rispettare le regole alimenta il senso di impunità”
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Non servono statistiche per descrivere la giungla di regole disattese da parte di chi sale su un monopattino. Basta fermarsi dieci minuti sul ciglio di una strada e osservare. C’è chi guida in controsenso, chi fa salire a bordo un secondo passeggero, in molti non hanno il casco, il semaforo rosso viene rispettato da pochi, in tanti salgono sui marciapiedi per accorciare i tempi.

L’ultima tragedia, a Milano, dove è morto un ragazzo di 19 anni, passeggero di un monopattino, impone una riflessione su regole, controlli, educazione stradale e rinfocola le polemiche. Il caos si alimenta anche dei tanti, forse troppi, decreti ministeriali che sono intervenuti dal 2019 in poi sull’utilizzo del monopattino. L’ultimo provvedimento del ministero dei Trasporti prevede l’obbligo, dal 17 maggio scorso, della targa. Mentre dal 16 luglio scatterà quello di stipulare l’assicurazione (collegata al targhino e al possessore).

Non servono statistiche per descrivere la giungla di regole disattese da parte di chi sale su un monopattino. Basta fermarsi dieci minuti sul ciglio di una strada e osservare. C’è chi guida in controsenso, chi fa salire a bordo un secondo passeggero, in molti non hanno il casco, il semaforo rosso viene rispettato da pochi, in tanti salgono sui marciapiedi per accorciare i tempi.

L’ultima tragedia, a Milano, dove è morto un ragazzo di 19 anni, passeggero di un monopattino, impone una riflessione su regole, controlli, educazione stradale e rinfocola le polemiche. Il caos si alimenta anche dei tanti, forse troppi, decreti ministeriali che sono intervenuti dal 2019 in poi sull’utilizzo del monopattino. L’ultimo provvedimento del ministero dei Trasporti prevede l’obbligo, dal 17 maggio scorso, della targa. Mentre dal 16 luglio scatterà quello di stipulare l’assicurazione (collegata al targhino e al possessore).

I controlli e le vittime

Nel far west anche i controlli non sono ancora serrati come dovrebbero, le multe sono poche. Lo denunciano le associazioni dei consumatori. “Le multe nei confronti dei trasgressori sono poche e senza l’applicazione delle sanzioni, qualsiasi divieto rimane sulla carta e non viene rispettato", dice il presidente di Assoutenti, Gabriele Melluso. “Per questo riteniamo necessario aprire subito un tavolo di confronto tra istituzioni, enti locali, operatori del settore, imprese assicuratrici e associazioni dei consumatori per individuare soluzioni volte a garantire il rispetto delle disposizioni sui monopattini e incrementare la sicurezza sulle strade”. Proprio il tema della sicurezza stradale è stato al centro della decisione del comune di Firenze, ad esempio, di dire no allo sharing. Aggiunge Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo: “Ci vorrebbero più pattuglie dedicate ai controlli dei monopattini. I guidatori si sentono impuniti e nessuno ha paura delle violazioni”.

I dati forniti dalle forze dell’ordine, comunque, mettono in luce quanti sono gli irregolari sui mezzi fermati per i controlli. Repubblica ha scelto tre città per comprendere cosa succede alla guida dei monopattini: Milano, Roma e Palermo. Nel capoluogo lombardo si calcola che sono irregolari tre persone fermate su cinque. Dal 17 maggio - giorno in cui è scattato l’obbligo per la targa - al 7 giugno, la polizia locale ha controllato 800 tra possessori e utenti dello sharing: 500 le violazioni, tra queste 280 per il casco e 200 per la mancanza di targa. Si tratta del 62,5 per cento dei conducenti dei monopattini.

A Roma i sanzionati da parte dei carabinieri, nello stesso periodo, sono stati 192 su 357, oltre il 60 per cento. Al primo posto delle sanzioni c’è sempre il mancato utilizzo del casco (111), poi la mancata targa (45), il trasporto del secondo passeggero (25), il mancato rispetto del semaforo rosso e la guida contromano (11). Nella capitale le contravvenzioni sono state 400 su mille persone controllate dalla polizia locale nella prima settimana dell’obbligo della targa. A Palermo, infine, la polizia municipale da inizio anno ha multato 400 persone senza casco sul monopattino e 80, nell’ultimo mese, per la mancata esposizione della targa.

A confermare l'allarme delle regole non rispettate sono anche i numeri delle vittime: un morto al mese dall'inizio dell’anno. Secondo i dati dell'Osservatorio Sapidata-Asaps, i morti di incidenti che hanno coinvolto monopattini sono già arrivati a sei nel 2026. Dal 2020 a oggi i decessi sono stati 97.

La targa adesiva

Il nuovo targhino è un adesivo rettangolare, con tre caratteri alfabetici e tre numerici, prodotto dal poligrafico dello Stato tramite la motorizzazione. “La verità è che è una figura Panini. Si stacca con facilità”, polemizza Andrea Giaretta, general manager per l’Italia di Dott, startup che si occupa di sharing in 25 comuni in Italia e 450 in Europa.

Giaretta denuncia anche che “alcuni concessionari vendono monopattini con omologazioni difformi alle norme e che sfrecciano a 25 chilometri orari”. Il limite di velocità, secondo un decreto del 2022, è stato fissato a 20 chilometri orari sulle strade urbane dove il limite è 50. Mentre è di 6 chilometri orari nelle aree pedonali. “I monopattini sono stati equiparati a tutti gli effetti agli altri mezzi di trasporto che circolano sulle strade, e sono quindi soggetti in tutto e per tutto alle regole del Codice della strada – dice Stefano Zerbi, portavoce di Codacons -. Non si capisce perché se un motociclista circola senza indossare il casco viene immediatamente fermato e sanzionato, ma la stessa severità non viene riservata ai conducenti dei monopattini elettrici. Non serve a nulla varare nuove regole e inasprire le sanzioni se poi non si è in grado di far rispettare le disposizioni del Codice, perché questo porta ad un generalizzato senso di impunità che ha effetti negativi sulla sicurezza stradale".

Le proposte: un sensore rileva la presenza del passeggero

Ma cosa si può fare per cercare di mettere ordine in questa confusione? L’educazione stradale è al primo posto per Luigi Gabriele, presidente del movimento Consumerismo: “Il monopattino è pericoloso perché viene utilizzato in modo improprio e i cittadini non sono educati all’utilizzo corretto perché le amministrazioni derubricano il monopattino a un giocattolo”. Una delle proposte di Consumerismo è quella di abbassare la velocità tra i 12 e i 15 chilometri orari nelle strade urbane. “Potrebbe essere la soluzione al casco non indossato che non si può introdurre nello sharing per timore che venga rubato”, aggiunge Luigi Gabriele. Grazie alla collaborazione tra Consumerismo e lo sharing Dott è stato inserito nei monopattini a noleggio un sensore che rileva la presenza del passeggero e fa bloccare la marcia del mezzo. “Si tratta di una tecnologia che non permette al monopattino di partire”, conclude Gabriele.

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