Stefano Di Giacinto è stato svegliato in piena notte. Un video su Tik Tok segnalato all'associazione Penelope che lo assiste nelle ricerche delle sue figlie scomparse ormai da dieci giorni, due ragazzine che somigliano proprio ad Alisya e Sarah che si collegano e parlano, ma è una doccia fredda: non sono loro. Un falso allarme però più potente degli altri che si sono susseguiti in questi giorno di vane ricerche da un capo all'altro dell'Italia.
L’appello sulle segnalazioni
"Nella diretta di questa notte - spiega Alessia Natali di Penelope Abruzzo - si vedevano due ragazzine probabilmente minorenni che sembravano assomigliare ad Alisya e Sarah. Mi sono fatta inviare uno screenshot tramite WhatsApp e l’ho immediatamente sottoposto al pa…
Stefano Di Giacinto è stato svegliato in piena notte. Un video su Tik Tok segnalato all'associazione Penelope che lo assiste nelle ricerche delle sue figlie scomparse ormai da dieci giorni, due ragazzine che somigliano proprio ad Alisya e Sarah che si collegano e parlano, ma è una doccia fredda: non sono loro. Un falso allarme però più potente degli altri che si sono susseguiti in questi giorno di vane ricerche da un capo all'altro dell'Italia.
L’appello sulle segnalazioni
"Nella diretta di questa notte - spiega Alessia Natali di Penelope Abruzzo - si vedevano due ragazzine probabilmente minorenni che sembravano assomigliare ad Alisya e Sarah. Mi sono fatta inviare uno screenshot tramite WhatsApp e l’ho immediatamente sottoposto al padre per un riconoscimento. Purtroppo non si tratta delle sue figlie. Negli ultimi giorni ci sono arrivate diverse segnalazioni dall’Abruzzo e anche da altre regioni. Una in particolare è stata verificata anche dai carabinieri, ma purtroppo senza l’esito che tutti speravamo. Rinnoviamo quindi l’appello a inviare segnalazioni anche anonime ma corredate, quando possibile, da foto o video che consentano una verifica concreta. Le sole segnalazioni del tipo “le ho viste” o “mi hanno detto di averle viste”, pur animate dalle migliori intenzioni, non ci permettono di effettuare controlli efficaci".
La pista del fidanzato di Alisya
Al momento la pista più concreta resta quella indicata ai carabinieri da Joseph il fidanzatino egiziano di Alisya interrogato più volte dai carabinieri. Lui è convinto che le due sorelline possano essere al sicuro con qualcuno mandato dalla madre Valentina D'Acunto alla quale, pochi giorni prima della scomparsa delle due ragazzine, il tribunale di Cassino aveva confermato la decadenza della potestà genitoriale restituita invece al padre Stefano Di Giacinto.
"La madre aveva scritto una lettera ad Alisya e Sarah dicendo che un giorno sarebbe andata a prenderle anche con la forza - ha detto- loro avevano paura del buio, non sarebbero mai uscite da sole". Il ragazzo avrebbe anche parlato di una casa già pronta per ospitare le due ragazzine e ha ipotizzato che potessero anche avere un telefono cellulare sconosciuto. Per le loro comunicazioni all'esterno, infatti, le due sorelle dovevano utilizzare un telefono controllato messo a disposizione dalla Comunità di Civitella Alfedena dove erano ospiti da quasi due anni. Gli avvocati della mamma contestano “ogni rappresentazione che, senza base documentale, colleghi la madre alla scomparsa, ne deformi la posizione, ne riduca il ruolo a elemento suggestivo del racconto mediatico o confonda il pregresso contesto familiare con l’accertamento dei fatti verificatisi nella notte dell’allontanamento”.
I biglietti trovati nella stanza
Per questo i carabinieri, che ieri hanno trovato nella loro stanza dei bigliettini con un linguaggio incomprensibile tutto da decifrare, pensano che possa essere un codice utilizzato per comunicare con chi, all'esterno, probabilmente le attendeva la notte della fuga. Le due sorelle hanno portato via vestiti, trucchi, oggetti. Segno, per chi indaga, che la fuga era preparata. Ma fino ad ora le ricerche non hanno dato alcun esito ne nella zona del Parco nazionale d'Abruzzo né nella zona di Minturno di dove sono originarie e dove vivono, ormai divorziati da sette anni, sia il padre che la madre. Anche nelle case dei genitori le perquisizioni non hanno dato alcun esito.
Le ricerche
Le attività sul campo si concentrano lungo la direttrice di Passo Godi, una delle aree ritenute importanti dagli investigatori. Sul territorio sono impegnati forze dell'ordine, mezzi specializzati e unità cinofile, che stanno battendo sentieri, boschi e aree rurali alla ricerca di qualsiasi elemento utile a ricostruire il percorso seguito dalle due ragazze.
L'attenzione si concentra soprattutto sulle tre principali arterie che da Civitella Alfedena conducono verso Scanno, Castel di Sangro e Avezzano, considerate possibili vie di allontanamento dopo la fuga dalla struttura. Le verifiche interessano sia le strade di collegamento sia le zone limitrofe. Parallelamente alle ricerche, vanno avanti gli accertamenti investigativi coordinati dalla procura di Sulmona.