✕

Il casale nel bosco di Vicovaro e l’escalation della violenza. “Mobilitiamoci per Cospito”

Ascolta l'audio

Tra i temi anche la Palestina indicata come “trainante”. L’idea di colpire sempre più bersagli e infrastrutture
2 minuti di lettura

Uno insegna come costruire un ordigno. Un altro studia come funziona la rete ferroviaria italiana. Quando ieri mattina gli investigatori sono entrati nelle case degli anarchici (arrivando così all’arresto di altre due persone, Andrea Toniolo a Roma e Pietro Rossetti a Bologna) hanno trovato due manuali che raccontano meglio di ogni altro elemento la direzione verso cui il gruppo stava andando secondo la procura di Roma. Da una parte le istruzioni per realizzare esplosivi artigianali. Dall’altra un testo tecnico dedicato all’infrastruttura ferroviaria nazionale. Perché la sfida che la cellula al centro dell’inchiesta stava per lanciare era proprio questa: il tentativo di costruire una campagna più ampia fatta di nuovi bersagli, nuove competenze e nuovi obiettivi. Il sabotaggio, secondo l’accusa, non rappresenta il punto di arrivo ma il primo passo. Negli atti firmati dal gip Rosalba Liso ricorre, non a caso, più volte un’espressione: «escalation di violenza». Non contro persone. Ma con…

Uno insegna come costruire un ordigno. Un altro studia come funziona la rete ferroviaria italiana. Quando ieri mattina gli investigatori sono entrati nelle case degli anarchici (arrivando così all’arresto di altre due persone, Andrea Toniolo a Roma e Pietro Rossetti a Bologna) hanno trovato due manuali che raccontano meglio di ogni altro elemento la direzione verso cui il gruppo stava andando secondo la procura di Roma. Da una parte le istruzioni per realizzare esplosivi artigianali. Dall’altra un testo tecnico dedicato all’infrastruttura ferroviaria nazionale. Perché la sfida che la cellula al centro dell’inchiesta stava per lanciare era proprio questa: il tentativo di costruire una campagna più ampia fatta di nuovi bersagli, nuove competenze e nuovi obiettivi. Il sabotaggio, secondo l’accusa, non rappresenta il punto di arrivo ma il primo passo. Negli atti firmati dal gip Rosalba Liso ricorre, non a caso, più volte un’espressione: «escalation di violenza». Non contro persone. Ma contro obiettivi capaci di attirare l’attenzione (e dunque infrastrutture strategiche) o di avere una forte capacità evocativa, e quindi le multinazionali delle armi o più in generale i simboli della globalizzazione.

Il primo obiettivo sono state le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina. Non è un caso che l’azione del 14 febbraio venga rivendicata con un documento dal titolo «Comunicato di rivendicazione per il sabotaggio della linea ferroviaria contro le Olimpiadi Milano-Cortina 2026». Nel testo gli autori scrivono: «Fuoco alle Olimpiadi! Oggi non si viaggia». E ancora: «La notte del 13 febbraio in diversi punti e snodi ferroviari abbiamo incendiato e danneggiato i cavi lungo i binari provocando il blocco di diverse linee dell’alta velocità».

Accanto al fronte olimpico c’è poi quello che gli anarchici considerano il tema politico prioritario: Alfredo Cospito, l’anarchico al 41 bis. Durante il raduno del luglio 2025 nel casolare di Vicovaro, si legge negli atti, «dalle 14 di sabato è stato affrontato il tema della mobilitazione in favore di Cospito, concentrando la discussione su quali modalità adottare per rilanciare il fronte di lotta». Per la polizia giudiziaria, in quella sede vengono condivisi «i possibili target da prendere di mira per creare una escalation di violenza capace di condizionare gli organi deputati a decidere sul rinnovo del 41 bis». La questione del carcere duro diventa il filo conduttore di una campagna destinata a durare nel tempo. Uno degli indagati spiega che una futura assemblea nazionale servirà «per riportare l’attenzione su Cospito» e che «tutto sarà incentrato su Alfredo e sarà così per diversi mesi».

Ma nelle riunioni di Vicovaro il gruppo discute anche di quello che potrebbe venire dopo. Uno dei temi è la Palestina. Per gli investigatori non è un caso: nelle conversazioni viene indicata come una possibile «tematica trainante», cioè una battaglia capace di raccogliere adesioni anche fuori dall’area anarchica. «Se Israele ha questo e fa questo, studiamo una campagna di azione e poi la mettiamo in pratica, contro questo e questo», dice Micol Marino. Francesco Benedetti risponde: «Ci sono proprio una lista di tutte le ditte che collaborano con loro». Nelle stesse ore compaiono riferimenti a grandi aziende considerate simboli dell’industria militare e tecnologica. Leonardo è uno dei nomi che ricorrono nelle conversazioni. Così come altre società ritenute dagli indagati parte dell’apparato industriale che sostiene guerre, controllo e sicurezza. Non manifestazioni o presìdi, dunque. Ma l’individuazione di possibili bersagli da inserire all’interno di una futura campagna di azione.

È in questo contesto che il gip colloca anche le discussioni sugli esplosivi. Gli indagati parlano di condividere il «know how per la realizzazione artigianale di ordigni esplosivi». Discutono di una «prova pratica». «Stavamo a dì di fare una prova pratica», dice uno di loro. Poco prima si era parlato di «portare le cosettine» e di reperire il materiale necessario. La Polizia ha però fatto in modo che si fermassero al pensiero.

Leggi i commenti