VILLETTA BARREA (L’AQUILA) – Tre telefoni e trecento auto e una ricerca che, ogni giorno che passa, si fa sempre più difficile. I carabinieri che indagano sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto seguono le tracce di tre cellulari che la notte della fuga delle due ragazze dalla comunità di Civitella Alfedena e nei tre giorni successivi hanno agganciato le celle della zona interessata ma poi si sono spenti.
Uno di loro potrebbe essere quello che - secondo Yussuf, il fidanzato di Alisya - le ragazze potrebbero avere avuto a disposizione, consegnato loro di nascosto proprio da chi ha organizzato la fuga. Le due sorelline infatti, per comunicare normalmente con i genitori, dovevano usare i telefoni messi a disposizione dagli operatori della struttura.
VILLETTA BARREA (L’AQUILA) – Tre telefoni e trecento auto e una ricerca che, ogni giorno che passa, si fa sempre più difficile. I carabinieri che indagano sulla scomparsa di Alisya e Sarah Di Giacinto seguono le tracce di tre cellulari che la notte della fuga delle due ragazze dalla comunità di Civitella Alfedena e nei tre giorni successivi hanno agganciato le celle della zona interessata ma poi si sono spenti.
Uno di loro potrebbe essere quello che - secondo Yussuf, il fidanzato di Alisya - le ragazze potrebbero avere avuto a disposizione, consegnato loro di nascosto proprio da chi ha organizzato la fuga. Le due sorelline infatti, per comunicare normalmente con i genitori, dovevano usare i telefoni messi a disposizione dagli operatori della struttura.
Il presidente della Ohf Hope Maurizio Volpini, iscritto nel registro degli indagati della procura di Sulmona per abbandono di minore dopo la denuncia del padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, si difende: “Alisya e Sarah non avevano mai dato segnali di malessere o di voler fare una cosa del genere. Anche noi siamo convinti che doveva esserci qualcuno ad aspettare fuori, non sarebbero mai uscite da sole di notte. La porta comunque era chiusa, saranno uscite dalla finestra”.
Le sette telecamere del paese dalla sera di sabato 6 giugno alla mattina successiva hanno inquadrato circa 300 macchine su cui sono in corso accertamenti. Così come i carabinieri stanno verificando le dichiarazioni del fidanzato di Alisya che si dice sicuro che le ragazze siano con qualche parente o amico dal lato materno nascoste in una casa in montagna che era già stata preparata per accoglierle.
Il ragazzo è sempre stato a Villetta Barrea, il borgo vicino Civitella dove abita e lavora. Poche ore prima della scomparsa delle ragazze era uscito con loro. Gli inquirenti non escludono neanche l'ipotesi che il ragazzo possa sapere di più e avere fatto da tramite con chi ha portato via Alisya e Sarah. Mentre, chiusa nella sua casa di Minturno, la mamma delle ragazze attraverso i suoi legali ribadisce di non avere nulla a che fare con la loro scomparsa e respinge qualsiasi illazioni.