Romano Prodi, un’antica amicizia incrinata, ma non spezzata, dalle divergenze politiche, arriva in basilica in anticipo con lo sguardo corrucciato. Il cardinale Tarcisio Bertone, che con lui duellò vigorosamente all’epoca di Benedetto XVI, si muove ormai in carrozzina. Ci sono quasi tutti i suoi successori, alla guida della Cei e del Vicariato di Roma, i cardinali Bagnasco, Bassetti, Zuppi, De Donatis, Reina, manca solo Agostino Vallini, che non sta tanto bene. A San Pietro è l’ultimo saluto al cardinale Camillo Ruini, morto martedì sera a 95 anni di età. Celebra Leone XIV in persona, concelebrano cardinali e arcivescovi. C’è qualche politico (oltre a Prodi, Marcello Pera, Pier Ferdinando Casini, Eugenia Roccella, Maurizio Gasparri, e per il governo Alfredo Mantovano), un gruppetto di ambasciatori, parecchi preti e suore. Alcune delle sedie di fronte all’altare della Cattedra sono vuote, dietro le transenne si assiepa una piccola folla di turisti che quando arriva il feretro, e poi il…
Romano Prodi, un’antica amicizia incrinata, ma non spezzata, dalle divergenze politiche, arriva in basilica in anticipo con lo sguardo corrucciato. Il cardinale Tarcisio Bertone, che con lui duellò vigorosamente all’epoca di Benedetto XVI, si muove ormai in carrozzina. Ci sono quasi tutti i suoi successori, alla guida della Cei e del Vicariato di Roma, i cardinali Bagnasco, Bassetti, Zuppi, De Donatis, Reina, manca solo Agostino Vallini, che non sta tanto bene. A San Pietro è l’ultimo saluto al cardinale Camillo Ruini, morto martedì sera a 95 anni di età. Celebra Leone XIV in persona, concelebrano cardinali e arcivescovi. C’è qualche politico (oltre a Prodi, Marcello Pera, Pier Ferdinando Casini, Eugenia Roccella, Maurizio Gasparri, e per il governo Alfredo Mantovano), un gruppetto di ambasciatori, parecchi preti e suore. Alcune delle sedie di fronte all’altare della Cattedra sono vuote, dietro le transenne si assiepa una piccola folla di turisti che quando arriva il feretro, e poi il corteo funebre col Papa, tirano fuori gli smartphone per riprendere la scena.
"Pastore saggio e sollecito”
Nell’omelia il Papa ricorda «il nostro fratello cardinale Camillo Ruini, pastore saggio e sollecito del gregge di Cristo. Per molti anni», dice, «ha servito la Chiesa svolgendo con la stessa dedizione sia gli incarichi più umili sia quelli più gravidi di responsabilità che il Signore ha voluto affidargli. Moltissimo gli deve la Chiesa in Italia», scandisce il Papa, «che ha servito per circa diciassette anni come presidente della Conferenza Episcopale, come pure la diocesi di Roma, in cui per altrettanto tempo ha svolto il ministero di Vicario del Santo Padre».
I quattro Papi
Il Papa ricorda tra l’altro le «intuizioni e iniziative che hanno lasciato un segno profondo nel cammino della Comunità ecclesiale e anche di quella civile» del «cardinale Camillo», l’impegno «profuso nel promuovere l’apporto del mondo cattolico nei più diversi ambiti della vita religiosa, civile e politica italiana». Ma sottolinea anche la sua «preghiera, semplice, accorata, fresca negli anni più teneri e poi maturata nel corso del tempo, fino alla stagione della fragilità e della malattia». Se la scarsissima sintonia con Francesco non è un segreto, , e aveva qualche riserva sulle capacità di governo diBenedetto XVI, «il cardinale Camillo Ruini», ha sottolineato Leone, «ha avuto la grazia di conoscere personalmente e di lavorare con alcuni grandi Santi dei tempi recenti, quali San Paolo VI e San Giovanni Paolo II, e in particolare, del suo rapporto con Papa Wojtyła, del quale per tanti anni è stato collaboratore, ha scritto: “In Giovanni Paolo II ho sperimentato la tua presenza, Signore, ho potuto toccare con mano l’unione nella preghiera, l’inseparabilità di preghiera, vita e apostolato, il coraggio della fede che guida la storia, la capacità di amare e di perdonare”». Tratti che, secondo Prevost, «possiamo ritrovare anche in lui», e «penso che tale consonanza di sentimenti», ha aggiunto il Papa, «possa animare anche noi nel nostro cammino».
Chi gli è stato vicino
A fine messa il feretro viene portato via, verrà trasportato nella sua Reggio Emilia, dove questo pomeriggio l’arcivescovo Giacomo Morandi presiederà una seconda celebrazione. La salma di Ruini sarà sepolta accanto alla sorella nella tomba di famiglia al cimitero di Dinazzano. Il Papa, da parte sua, ha tenuto a concludere l’omelia senza nominare espressamente la sua perpetua, Pierina, ma ringraziando «chi gli è stato vicino fino all’ultimo con devota dedizione».