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Maturità, Bianucci: “La scienza è creatività. Usate anche il vostro cellulare per scoprirlo”

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Il libro del giornalista, ex direttore del settimanale TuttoScienze, tra i temi della maturità: “Per rendere chiara una notizia scientifica spesso devi tradurla dall’italiano all’italiano: reinventare il modo di vedere una notizia permette di renderla più attraente e affascinante”
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“La scienza è creatività, sorpresa, colpo di scena. Il suo metodo assomiglia alla risoluzione di un giallo”. Piero Bianucci con il suo libro ripreso dalle tracce della maturità spiazza i ragazzi, e tutti coloro che considerano la scienza come una disciplina ingabbiata nelle regole e nel rigore.

Giornalista di Torino, 82 anni, ex direttore del settimanale TuttoScienze de La Stampa, scrittore, ma soprattutto appassionato, Bianucci non nasconde la sua gioia per essere finito sui banchi della maturità. “È stata una meteora che mi è piovuta in testa, ma una meteora felice”, racconta, rivelando la sua predilezione per l’astronomia.

Che messaggio voleva dare con quel libro Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire?

“È un lib…

“La scienza è creatività, sorpresa, colpo di scena. Il suo metodo assomiglia alla risoluzione di un giallo”. Piero Bianucci con il suo libro ripreso dalle tracce della maturità spiazza i ragazzi, e tutti coloro che considerano la scienza come una disciplina ingabbiata nelle regole e nel rigore.

Giornalista di Torino, 82 anni, ex direttore del settimanale TuttoScienze de La Stampa, scrittore, ma soprattutto appassionato, Bianucci non nasconde la sua gioia per essere finito sui banchi della maturità. “È stata una meteora che mi è piovuta in testa, ma una meteora felice”, racconta, rivelando la sua predilezione per l’astronomia.

Che messaggio voleva dare con quel libro Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire?

“È un libro del 2006, il primo volume della collana “chiavi di lettura” ideata da Zanichelli. Contiene delle dritte, scritte in modo amichevole, per farsi capire quando si scrive. Come diceva Piero Angela, per rendere chiara una notizia scientifica spesso devi tradurla dall’italiano all’italiano. Quello su cui punto nel brano scelto per la maturità è l’importanza dell’aspetto creativo della divulgazione. Reinventare il modo di vedere una notizia permette di renderla più attraente e affascinante”.

Ai ragazzi della maturità che consiglio amichevole darebbe per esempio?

“Prendete il vostro cellulare e usatelo in modo creativo. Se provate a misurare le vibrazioni a bordo di un treno con una app, scoprirete che state sperimentando un terremoto di quarto grado Richter. Il telefono che voi ragazzi avete in tasca è un piccolo laboratorio. Può farvi scoprire cose sorprendenti se trovate i suoi aspetti più creativi”.

Anche il giornalismo dovrebbe puntare di più sulla sorpresa?

“Ma no, la scienza è sexy di per sé, non ha bisogno di essere spettacolarizzata. Però ci si può sforzare di prendere una notizia e portarla nella vita di tutti i giorni. Di recente ho scritto un articolo sul numero di Avogadro, in occasione dei 250 anni dalla sua nascita. E’ una cifra molto grande, 10 alla 23, pari a dieci volte il numero delle stelle dell’universo. E’ difficile da spiegare in termini concreti. Se però ogni essere umano ricevesse un centesimo di euro moltiplicato per il numero di Avogadro diventeremmo tutti ricchissimi, e questa può essere una chiave di lettura accattivante. Lavorando con Piero Angela una volta ci siamo arrovellati per spiegare il valore di 2 alla 64. Lui provò a piegare un foglio in due, poi in quattro e in otto. Facendo i calcoli, abbiamo trovato che piegandolo 64 volte il suo spessore sarebbe diventato cento volte la distanza fra Terra e Sole”.

Che capitolo aggiungerebbe oggi al suo libro?

“Un capitolo sull’intelligenza artificiale. La mia passione più grande è l’astrofisica, ma oggi sono molto attratto dalle neuroscienze. Ieri per esempio mi occupavo del neurone di Jennifer Aniston. Un esperimento su un volontario mostrava che l’attività del cervello non emerge dall’analisi di un solo neurone o di un gruppo di neuroni isolati. Ci vuole l’insieme. Bisogna analizzare il cervello nella sua interezza, e questo mi sembra un bel messaggio per i ragazzi che oggi affrontano la maturità”.

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