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Sorelle scomparse, sentito il fidanzato di Alisya: “Può sapere della fuga”

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Non è indagato. Ascoltati altri due amici del giovane egiziano. Il procuratore di Cassino: “Ipotizziamo che le due ragazze siano insieme a qualcuno”. La difesa del padre: “Sparite dopo che il tribunale ha tolto la responsabilità genitoriale alla madre”
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Nella caserma dei carabinieri di Villetta Barrea il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha ascoltato per sei ore Youssef, 18 anni, il fidanzato di Alisya, la ragazza di 16 anni sparita da quasi due settimane, insieme alla sorella dodicenne Sarah, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, paese in provincia dell'Aquila all’interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il giovane egiziano è arrivato da solo in bicicletta ed è entrato nella caserma senza rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Non è indagato. Nei giorni scorsi era già stato sentito dagli investigatori nell'ambito delle indagini sulla scomparsa delle due sorelle. Oggi è stato convocato come persona informata dei fatti.

L’ipotesi …

Nella caserma dei carabinieri di Villetta Barrea il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha ascoltato per sei ore Youssef, 18 anni, il fidanzato di Alisya, la ragazza di 16 anni sparita da quasi due settimane, insieme alla sorella dodicenne Sarah, dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, paese in provincia dell'Aquila all’interno del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise.

Il giovane egiziano è arrivato da solo in bicicletta ed è entrato nella caserma senza rispondere alle domande dei giornalisti presenti. Non è indagato. Nei giorni scorsi era già stato sentito dagli investigatori nell'ambito delle indagini sulla scomparsa delle due sorelle. Oggi è stato convocato come persona informata dei fatti.

L’ipotesi è che il fidanzato di Alisya conosca elementi di quella che ad oggi gli inquirenti ritengono, con buona probabilità, una fuga notturna delle due sorelle, una fuga volontaria e aiutata dall’esterno. Se così fosse, le ragazze sarebbero vive e nascoste.

"Abbiamo fatto verifiche dei luoghi, compresa la casa famiglia. Avevo necessità di risentire questa persona", ha detto il procuratore D’Angelo riferendosi a Youssef, “e dovevo sentirne altre della comunità, ospiti ed educatori. Questo significa solo che stiamo lavorando. Il giovane ha finito di lavorare e poi è stato sentito. “E’ una dimostrazione del fatto che non era urgente la sua testimonianza. Il giovane è regolarmente presente in Italia”.

Sono stati sentiti anche due amici, che vivono con Youssef da quando il giovane è uscito dalla casa famiglia. Anche loro sono stati ascoltati come persone informate dei fatti.

La tesi della fuga aiutata è abbracciata dal procuratore capo di Cassino, Carlo Fucci, che al Tg1 Rai ha detto: "E' probabile che siano con qualcuno. È evidente che è difficile ipotizzare un'autogestione da parte di due adolescenti quando passa un tempo così lungo”. Ha aggiunto, quindi: “E ciò porta logicamente ad ipotizzare che ci sia il supporto di altre persone".

Per quanto riguarda le perlustrazioni in corso, secondo il procuratore "è logico che si vada a cercare persone scomparse in tutti i territori in cui possono esserci dei punti di riferimento, supporto al fatto che si nascondono". Dopo il Lago di Barrea, ora la ricerca si concentra su tre punti a terra. A breve dovrebbe essere impiegato il "Life seeker", dispositivo utilizzato nelle attività di ricerca e soccorso per localizzare telefoni cellulari, anche spenti, e creare una rete temporanea di comunicazione nelle aree prive di copertura.

Il fermaglio di Sarah ritrovato lungo un sentiero 

 

La difesa del padre, Stefano Di Gacinto, ribadisce che la sparizione è avvenuta una settimana dopo l’ordinanza del Tribunale per i minorenni di Roma che ha tolto alla madre, Valentina D’Acunto, la potestà genitoriale. “Qualcuno ha aiutato Alysia e Sarah a fuggire”. E il padre fa sapere, attraverso l’Associazione Penelope Abruzzo: “Il mio cuore dice che stanno ancora bene”.

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