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Sorelle ritrovate a casa dello zio, in carcere madre, compagno e nonno: l’accusa è di sequestro

Il blitz all’alba poche ore dopo il ritrovamento delle ragazzine. Indagata l’anziana che le ha ospitate nell’appartamento
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All’alba di oggi, poche ore dopo il ritrovamento delle due sorelle scomparse dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, è scattato il blitz delle forze dell’ordine nei confronti della madre, Valentina Dacunto, del suo compagno, Vincenzo Esposito, e del padre della donna, Marco Dacunto. L’accusa è sequestro di persona aggravato in concorso. I due uomini sono stati trasferiti nel carcere di Sulmona, mentre la madre delle ragazze è stata portata nella casa circondariale di Teramo. È invece indagata a piede libero l'anziana nel cui appartamento di Formia sono state ritrovate le due sorelle, la donna sarebbe una lontana parente della madre delle ragazze. "Vogliamo stare con la mamma", avrebbero detto le sorelle quando i carabinieri si sono presentati lì dopo averle rintracciate. Soprattutto la piccola sembra fosse restia a seguire i militari e solo dopo l'arrivo di un'assistente sociale si sarebbe convinta a lasciare la casa della parente della mamma a Formia, nel Basso Lazio.

Il ritrovamento

Le ragazze A. e S., 12 e 16 anni, erano scomparse nella notte tra il 6 e 7 giugno e sono state rintracciate ieri sera a Formia (Latina) a casa di una lontana parente della madre, una anziana ottantenne, grazie a un'operazione congiunta dei carabinieri del comando provinciale dell'Aquila, di Latina e dei reparti speciali, coordinati dal Procuratore capo della Repubblica di Sulmona (L'Aquila), Luciano D'Angelo, presente nel corso dell'operazione. A. e S. stanno bene e sono state affidate al sindaco di Formia in attesa di essere portate in una nuova casa famiglia.

(ansa)

I dettagli dell'operazione e il grado di parentela tra le persone coinvolte saranno illustrati alle ore 11.45 di oggi nel corso di una conferenza stampa in procura a Sulmona da parte della procura della Repubblica e della polizia giudiziaria. Entro i termini previsti dalla legge, precisamente entro 48 ore, si potrà provvedere a richiedere la convalida del fermo al giudice, lasso di tempo in cui gli indagati avranno la possibilità di espletare tutte le loro difese.

La svolta grazie a un familiare

Dopo ore un familiare ha parlato. Messo alle strette dagli investigatori, spaventato da possibili ripercussioni. Così ieri tra le case popolari di Rio Fresco-Scacciagalline a Formia (Latina) è scattato il blitz dei carabinieri mettendo fine a quindici giorni di angoscia e tensione.

Un rifugio, sospettano gli investigatori, che potrebbe essere stato utilizzato fin dall'inizio della scomparsa delle due minorenni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (L'Aquila). Secondo fonti investigativi, la zia delle due sorelline avrebbe farfugliato qualcosa ed è stata portata in caserma assieme ad altri componenti del nucleo familiare, compresa la mamma delle due adolescenti.

Il padre delle due ragazze, Stefano di Giacinto, alla notizia del ritrovamento è corso nella caserma dei carabinieri per riabbracciare le figlie. Quando le ha viste è stato colto da malore. Sul posto sono intervenuti gli operatori del 118. Le adolescenti sono state subito trasferite in una nuova struttura protetta. Il procuratore D'Angelo, le ha sentite al telefono per tranquillizzarle.

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