Per cercare refrigerio si potrebbe migrare al Cairo o a Tripoli, ieri più fresche di molte città italiane del Nord. I 37 gradi di Bologna, i 36 di Firenze, Milano e Torino sono valori che superano alcune metropoli africane e che si rincorrono da 8 giorni. Accompagneranno il nord della penisola per almeno un’altra settimana (fino a quando arrivano le previsioni), crescendo ancora fino a lambire i 40 gradi nelle città trasformate in isole di calore.
Questa ondata di aria torrida dal Marocco si sta rivelando una maratona con il traguardo ancora non in vista. «Per ora i pronto soccorso tengono, ma se le giornate di caldo continueranno, ci aspettiamo l’arrivo di più pazienti anziani e fragili» spiega Alessandro Riccardi, presidente di Simeu, la Società di medicina dell’emergenza.
«Come 118 registriamo un aumento delle chiamate del 15%» aggiunge Mario Balzanelli, presidente della Società Italiana Sistema (Sis) 118. «I problemi sono soprattutto collassi e svenimenti. Riguardano persone che h…
Per cercare refrigerio si potrebbe migrare al Cairo o a Tripoli, ieri più fresche di molte città italiane del Nord. I 37 gradi di Bologna, i 36 di Firenze, Milano e Torino sono valori che superano alcune metropoli africane e che si rincorrono da 8 giorni. Accompagneranno il nord della penisola per almeno un’altra settimana (fino a quando arrivano le previsioni), crescendo ancora fino a lambire i 40 gradi nelle città trasformate in isole di calore.
Questa ondata di aria torrida dal Marocco si sta rivelando una maratona con il traguardo ancora non in vista. «Per ora i pronto soccorso tengono, ma se le giornate di caldo continueranno, ci aspettiamo l’arrivo di più pazienti anziani e fragili» spiega Alessandro Riccardi, presidente di Simeu, la Società di medicina dell’emergenza.
«Come 118 registriamo un aumento delle chiamate del 15%» aggiunge Mario Balzanelli, presidente della Società Italiana Sistema (Sis) 118. «I problemi sono soprattutto collassi e svenimenti. Riguardano persone che hanno più di 60 anni, si sono idratate poco o hanno sfidato il sole negli orari più caldi».
A boccheggiare in realtà sono anche i bambini. La Francia ha reagito all’ondata di caldo chiudendo 1.800 scuole. L’Italia invece tiene aperti i suoi asili, anche senza condizionatori.
“Sauna” si leggeva ieri su un lenzuolo davanti a una scuola dell’infanzia a Milano. Nelle aule di alcuni nidi di Venezia la Cgil ha misurato 32 gradi. A Sassuolo gli istituti comunali hanno inviato una circolare alle famiglie: «Chi può si riprenda i bambini dopo pranzo». A Reggio Emilia l’uscita anticipata è accompagnata dallo sconto sulla retta.
Le città con il bollino rosso, secondo il Ministero della Salute, oggi sono 16, una in più rispetto a ieri e una in meno rispetto a domani. Ben 15, fra cui Torino, Roma, Milano, Firenze e Bologna, permangono da tre giorni nel massimo status di allerta, quello in cui, secondo il Ministero, «gli effetti negativi sulla salute possono farsi sentire anche su persone sane e attive e non solo sui gruppi a rischio come anziani, bambini piccoli e persone con malattie croniche. Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi».
Se le ordinanze per proteggere i lavoratori sono scattate in molte zone coperte dal bollino rosso (anche per gli impieghi che si svolgono al chiuso), non sempre vengono osservate dalle aziende o da chi lavora in proprio.
I fondi per la cassa integrazione poi sono stati dimezzati da 30 a 15 milioni. Alcune fabbriche hanno deciso di anticipare l’ingresso alle 6. Altre aziende in Friuli offrono ai dipendenti acqua, frutta e sali minerali. Fra i ristoratori c’è chi ha scelto di chiudere a pranzo, sia per il disagio dei clienti nei dehors sia per tutelare chi lavora fra i fuochi in cucina.
Il bilancio delle ondate di afa sulla salute però non è mai immediato. «Il caldo è un killer silenzioso» spiega Hans Kluge, direttore per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. «Negli ultimi 4 anni nel continente ha causato la morte di 200mila persone». Il conto emerge in genere dopo mesi, dai confronti con i dati medi sulla mortalità.
Al caldo di ieri però sono probabilmente attribuibili la morte di un turista pugliese di 83 anni sulla spiaggia di Montesilvano, in provincia di Pescara (città da bollino rosso ieri, oggi e domani) e quella di un trasportatore di 64 anni che caricava il camion in un’azienda di Vigevano.
Ieri in provincia di Verona è comparso anche il primo caso dell’anno di West Nile, virus tropicale trasmesso dalle zanzare che nell’estate 2025 ha causato circa 500 contagi e 33 decessi.
In coincidenza con l’inizio dell’ondata di calore, poi, i consumi elettrici in Italia sono aumentati di quasi il 20%. I picchi giornalieri, secondo i dati di Terna, sono passati dai 44 gigawatt il 15 giugno ai 55 di ieri.
A Milano lunedì i cali di tensione avevano interrotto perfino il Consiglio Comunale. Ieri i blackout hanno costretto i vigili del fuoco a intervenire per molti ascensori bloccati. E per una ventina di minuti è rimasto al buio anche Palazzo Civico a Torino, sede del municipio.
«È inaccettabile» è sbottato il sindaco Stefano Lo Russo. «Da settimane facciamo i conti con semafori spenti, ascensori fermi, negozi e ristoranti in difficoltà. Questi fenomeni climatici non possono più essere considerati eccezionali. Bisogna riuscire ad adeguarsi».