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Sorelle ritrovate, la madre dal carcere: “Le mie figlie vogliono stare con me”

(ansa)

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E il padre rivela: “Un mese fa ho visto la più grande, mi ha detto: ‘Scusa per quello che ti ho fatto, eravamo comandate’”
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ROMA – "Voglio rivedere le mie figlie al più presto, voglio stare con loro, loro vogliono stare con me". È quanto ha detto Valentina D'Acunto, la mamma delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate domenica sera a Rio Fresco, a Formia, incontrando in carcere, a Teramo, la garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera. La garante definisce la donna come "provatissima", ma sottolinea che "ha tanta solidarietà attorno" ed è "circondata dalle altre detenute che la supportano e non la lasciano mai da sola".

La garante Scalera ha sottolineato: "Quando ci sono nuovi arrivati, introdotti all'improvviso in carcere, la situazione va assolutamente monitorata. La direttrice della struttura …

ROMA – "Voglio rivedere le mie figlie al più presto, voglio stare con loro, loro vogliono stare con me". È quanto ha detto Valentina D'Acunto, la mamma delle due sorelle scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena e ritrovate domenica sera a Rio Fresco, a Formia, incontrando in carcere, a Teramo, la garante dei detenuti della Regione Abruzzo, Monia Scalera. La garante definisce la donna come "provatissima", ma sottolinea che "ha tanta solidarietà attorno" ed è "circondata dalle altre detenute che la supportano e non la lasciano mai da sola".

La garante Scalera ha sottolineato: "Quando ci sono nuovi arrivati, introdotti all'improvviso in carcere, la situazione va assolutamente monitorata. La direttrice della struttura sta facendo un ottimo lavoro. La mia idea è che non abbia contezza della gravità dei fatti che le vengono contestati. Mi ha chiesto 'mi aiuti come può, se può, faccia tutto quello che può, mi aiuti'".

Dall’altra parte il padre, Stefano Di Giacinto, a Storie italiane (Rai 1), ha rivelato: "Ho ricevuto tante offese in tutti questi anni, ho sempre sorvolato andando avanti a testa alta: pianti, finzioni. Oggi vorrei dire una cosa che non ho mai detto, ho aspettato che le mie figlie fossero messe in sicurezza per poterlo dire, dato che la mia ex suocera dice che non volevano né vedermi né sentirmi. Mia figlia grande aveva chiesto ai servizi sociali di potermi incontrare e hanno dato il consenso".

Ha spiegato Di Giacinto: “Non lo voleva dire né alla sorellina più piccola né alla mamma, ha chiesto espressamente di vedermi senza farlo sapere a nessuno. Il 22 maggio scorso ci siamo visti a Cassino in un incontro che è durato più di due ore. Dopo sei anni e mezzo ci sono stati abbracci, coccole, carezze, ci siamo presi mano nella mano e abbiamo pianto insieme, mi ha chiesto scusa di tutto quello che aveva fatto nei miei confronti, dicendo che purtroppo era stata gestita e comandata a fare tutto ciò. Non eravamo soli, c'era la curatrice delle ragazze, l'assistente sociale, il fidanzatino di mia figlia Youssef: è stato il momento più bello della mia vita, è durato due ore, ho sognato quelle due ore, e poi mi è caduto di nuovo il mondo addosso, però non mi perdo d'animo".

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