Al via il Concistoro in Vaticano, il Papa: “Risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie”
di Iacopo ScaramuzziTra le perplessità appena dissimulate dei più conservatori, prende avvio oggi in Vaticano il secondo Concistoro straordinario di papa Leone, dopo quello di gennaio, una riunione a porte chiuse dei cardinali di tutto il mondo per discutere di questioni come la pace, la guerra, l’intelligenza artificiale.
Il format, che il Papa nato a Chicago intende convocare periodicamente, non è chiamato a prendere decisioni ma serve a Prevost per coinvolgere collegialmente il collegio cardinalizio che lo ha eletto e tastare il polso della situazione della Chiesa nei diversi continenti. Sono presenti 178 cardinali su 241.
Guerra e pace
Occorre "risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche", ha detto il Papa nell'omelia della messa di questa mattina nella basilica di San Pietro. "Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana", ha osservato.
“Ho bis…
Tra le perplessità appena dissimulate dei più conservatori, prende avvio oggi in Vaticano il secondo Concistoro straordinario di papa Leone, dopo quello di gennaio, una riunione a porte chiuse dei cardinali di tutto il mondo per discutere di questioni come la pace, la guerra, l’intelligenza artificiale.
Il format, che il Papa nato a Chicago intende convocare periodicamente, non è chiamato a prendere decisioni ma serve a Prevost per coinvolgere collegialmente il collegio cardinalizio che lo ha eletto e tastare il polso della situazione della Chiesa nei diversi continenti. Sono presenti 178 cardinali su 241.
Guerra e pace
Occorre "risolvere i conflitti da esseri umani e non da bestie, magari dotate di armi iper-tecnologiche", ha detto il Papa nell'omelia della messa di questa mattina nella basilica di San Pietro. "Mentre invitiamo tutti i popoli alla fede, nella quale siamo davvero liberi, tensioni internazionali e conflitti feriscono gravemente la famiglia umana", ha osservato.
“Ho bisogno di franchezza e lealtà”
"Il ministero che il Signore mi ha affidato non può essere vissuto da solo”, ha detto il Papa ai cardinali nel discorso introduttivo che ha pronunciato nell’aula delle udienze: “Esso ha bisogno della vostra esperienza, della vostra sapienza pastorale, della vostra conoscenza delle Chiese e dei popoli che vi sono affidati. Conto su di voi perché mi aiutiate a discernere ciò che lo Spirito dice oggi alla Chiesa. Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli”.
Quattro giorni
I cardinali oggi sono 241, e 117, ossia meno della metà, hanno meno di ottant’anni. Già all’ultimo Concistoro straordinario non tutti erano presenti. Già si sa che a questa riunione non saranno presenti per motivi di salute i cardinali Peter Erdo, arcivescovo di Budapest, Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, e Zen Ze-kiun, arcivescovo emerito di Hong Kong, tutti conservatori, ma anche altre defezioni sono state discretamente annunciate. Il programma ufficiale prevede che dopo una messa celebrata a San Pietro dal Papa in persona questa mattina alle 7.30 i porporati si riuniranno in quattro sessioni di lavoro, oggi e domani, che saranno concluse da un discorso dello stesso Leone. Dopo la domenica libera, infine, è previsto che i cardinali tornino in Vaticano per partecipare, lunedì mattina, alla messa presieduta dal Pontefice in occasione dei santi Pietro e Paolo con gli arcivescovi metropoliti che ha nominato nel corso dell’anno.
Agenda mutante
Il programma è andato cambiando nel corso dei mesi. In una lettera dello scorso 12 aprile ai cardinali Leone indicava tra le priorità “la necessità di rilanciare Evangelii gaudium”, l’esortazione apostolica programmatica di papa Francesco, dal forte impianto evangelico e riformista, “per verificare con onestà che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato, in modo particolare va prestata attenzione alla necessaria riforma dei percorsi di iniziazione cristiana”. Tale riferimento è poi sparito nelle comunicazioni successive. Una lettera al collegio cardinalizio del cardinale decano Giovanni Battista Re, a inizio giugno, indicava come testo di riferimento l’enciclica di Leone, Magnifica humanitas, e tra i temi all’ordine del giorno la riflessione sul “superamento della teoria della ‘guerra giusta’, troppo spesso invocata a giustificare qualsiasi guerra”.
Interrogativi generici
Riferimento a sua volta assente dall’agenda finale del Concistoro, che si limita a indicare alcuni interrogativi piuttosto generici su cui i cardinali saranno sollecitati, come: “Quali sofferenze, tensioni e interrogativi attraversano oggi con maggiore forza i popoli e le comunità ecclesiali affidate alla Sua cura?”, “In che modo le tensioni, le divisioni e i conflitti che attraversano il mondo toccano oggi la vita delle nostre Chiese e dei nostri popoli?”, o ancora “Quali attese e quali domande emergono dalle persone e dai popoli che la Chiesa è chiamata ad ascoltare e che forse non ascoltiamo abbastanza?”. Dal Concistoro, però, non sono esclusi né i conciliaboli, né i colloqui a tu per tu con il Papa né – è l’ultima sessione, sabato pomeriggio – domande al Pontefice svincolate dall’agenda ufficiale.
Non questioni interne
"Non siamo qui anzitutto per riflettere sulla vita interna della Chiesa”, ha detto il Papa aprendo il Concistoro nell’aula delle udienze: “Tutti i temi che affronteremo — lo sguardo sul mondo, la pace, il bene comune, la sinodalità — convergono in un'unica domanda: come possiamo aiutare oggi le nostre Chiese ad annunciare il Vangelo con maggiore fedeltà, libertà e credibilità? La missione non è uno dei molti compiti della Chiesa. È la sua ragione di esistere e, proprio per questo, diventa anche il criterio che orienta il nostro discernimento”.
Giovani, guerre, fake news
La sala stampa vaticana ha riferito che tra i temi emersi durante la discussione ci sono le crescenti polarizzazioni all’interno delle società e comunità, generatrice di tensioni politiche e di violenza, e alimentata dalle fratture sociali, come dall’uso di informazioni false e da una comunicazione diffusa che non favorisce l’incontro; si è sottolineato come la polarizzazione renda difficile la governabilità e la convivenza, come cresca la violenza come mezzo di risoluzione delle controversie, sfociando in antagonismi personali, aggressività, o, a livello internazionale, nelle guerre e nei conflitti. Si è parlato dei problemi affrontati dalle minoranze religiose e etniche, e, in alcuni luoghi, dalla stessa Chiesa; del fenomeno migratorio e della necessità di integrare gli stranieri; molto si è parlato dei giovani, anche nel contesto delle crisi economiche, finanziarie, del mercato del lavoro, di un diffuso senso di sfiducia, di fatalismo, di impotenza verso le istituzioni, la democrazia e il futuro, legate anche al calo delle nascite, alla crescita di gruppi criminali, della delinquenza giovanile, del narcotraffico. "Se non siamo ciechi, è vero che c'è tanta sofferenza”, ha commentato il Papa, spronando la Chiesa a prmuovere la comunione, non solo aprendo le chiese e celebrando i sacramenti, ma creando occasioni e esperienze di incontro.
Conservatori perplessi
L’impostazione stessa della riunione ha suscitato nel settore più conservatore del collegio cardinalizio, così come tra alcuni dei curiali, qualche mal di pancia, per ora rimasto dietro le quinte. A risvegliare l’apprensione che si era già affacciata al precedente Concistoro del 7-8 gennaio sono diversi dettagli: buona parte dei lavori si svolge in modalità “sinodale”, con i cardinali divisi in 20 gruppi linguistici e disposti democraticamente attorno ad altrettanti tavoli (allo stesso tavolo di lingua inglese, ad esempio, siedono il cardinale ultraconservatore Raymond Leo Burke, il cardinale Arthure Roche, prefetto per la Liturgia, e il cardinale Timothy Radcliffe, considerato da molti progressista); gli interventi sono contingentati a 3 minuti; ogni tavolo deve elaborare una sintesi che frustra l’esuberanza dei singoli; e vi è una netta distinzione tra, da una parte, i cardinali ultraottantenni e i curiali, e, dall’altra, i cardinali che vengono da fuori Roma, con il preciso intento di permettere al Papa di ascoltare meglio i secondi che i primi (che può incontrare più facilmente nel corso dell’anno). Il tema della liturgia, inoltre, molto caro ai tradizionalisti – una piccola minoranza tra i cardinali – per il secondo Concistoro di fila non è all’ordine del giorno.
Quei quattro cardinali
E infine Leone ha scelto per introdurre i lavori quattro cardinali, tutti scelti da Francesco, che possono essere annoverati tra i riformisti: il polacco Grzegorz Ryś, arcivescovo di Cracovia, l’argentino Victor Manuel Fernandez, prefetto della Dottrina della fede, il sudafricano Stephen Brislin, arcivescovo di Johannesburg, e infine il maltese Mario Grech, segretario generale di quel Sinodo che per i conservatori è come il fumo negli occhi. Per chi sperava che papa Leone avrebbe disfatto quel che Francesco aveva fatto, una brutta notizia.
“Un modo non abituale”
“Desidero perciò incoraggiarvi a vivere con convinzione il lavoro nei gruppi”, ha detto il Papa nel discorso introduttivo ai cardinali: “So bene che, per molti di noi, non è il modo abituale di svolgere un Concistoro. Eppure anche questo fa parte del cammino lungo il quale il Signore ci sta conducendo. Naturalmente rimarrà spazio anche per gli interventi personali e, come sempre, ciascuno potrà farmi pervenire liberamente osservazioni o riflessioni riservate. Ma vi chiedo di entrare con fiducia in questo esercizio ecclesiale. Anche noi impariamo la sinodalità praticandola, impariamo insieme a crescere nella comunione. Vi ringrazio fin d'ora per la vostra disponibilità, per la vostra libertà interiore e per il vostro amore alla Chiesa”.
Silenzio stampa
“Vi chiedo così di accompagnarmi non soltanto in questi giorni di lavoro, ma anche nel servizio quotidiano alla comunione della Chiesa universale”, ha detto Leone ai cardinali. “Aiutatemi ad ascoltare ciò che emerge nelle Chiese, a riconoscere i segni di speranza che spesso crescono nel silenzio, ma anche a non ignorare le fatiche, le incomprensioni e le resistenze che possono rallentare il cammino. Ho bisogno della vostra libertà, della vostra franchezza e della vostra lealtà. Un consiglio sincero è sempre un atto di comunione”. La sala stampa vaticana ha diffuso nei giorni scorsi una nota nella quale si precisa che “è richiesto ai cardinali di mantenere la riservatezza sui lavori e di non rilasciare dichiarazioni alla stampa durante lo svolgimento del Concistoro, in modo da conservare un clima di fraterno confronto”.