È il giorno dei rifugi climatici. Per affrontare i 40 gradi e oltre attesi tra oggi e domani in buona parte dell’Italia, Emilia Romagna e Toscana con temperature che potrebbero arrivare fino ai 42 percepiti, i Comuni aprono le porte a qualsiasi ambiente possa offrire riparo soprattutto ai più fragili, anziani, bambini, persone meno abbienti. E allora musei e piscine pubbliche gratis, biblioteche disponibili anche di domenica, centri civici, chiese e portici con erogatori di acqua potabile.
A Bologna, 24 i rifugi che oggi saranno disponibili, a partire dalla biblioteca più grande della città, Salaborsa. A Roma cannone nebulizzatore al Colosseo per i turisti che sfideranno il caldo e diciassette piscine gratuite, a Napoli tre chiese destinate ad ospitare i senzatetto con acqua e berretti per tutti, a Palermo unità di soccorso in strada rafforzate e 35mila ventagli da distribuire.
È il giorno dei rifugi climatici. Per affrontare i 40 gradi e oltre attesi tra oggi e domani in buona parte dell’Italia, Emilia Romagna e Toscana con temperature che potrebbero arrivare fino ai 42 percepiti, i Comuni aprono le porte a qualsiasi ambiente possa offrire riparo soprattutto ai più fragili, anziani, bambini, persone meno abbienti. E allora musei e piscine pubbliche gratis, biblioteche disponibili anche di domenica, centri civici, chiese e portici con erogatori di acqua potabile.
A Bologna, 24 i rifugi che oggi saranno disponibili, a partire dalla biblioteca più grande della città, Salaborsa. A Roma cannone nebulizzatore al Colosseo per i turisti che sfideranno il caldo e diciassette piscine gratuite, a Napoli tre chiese destinate ad ospitare i senzatetto con acqua e berretti per tutti, a Palermo unità di soccorso in strada rafforzate e 35mila ventagli da distribuire.
Lunedì picco dell’afa e bombe d’acqua
È l’atteso picco a cavallo tra domenica e lunedì (che dovrebbe essere il giorno peggiore), con tutta l’Italia raggiunta da questa straordinariamente lunga ondata di calore. Alla quale però, già tra stasera e domani, dovrebbero far seguito le non meno temute supercelle temporalesche, che possono dar vita a precipitazioni violentissime, enormi chicchi di grandine e vere e proprie trombe d’aria in grado di sollevarsi improvvisamente dal mare. Un mare che da giorni, ormai, restituisce in superficie temperature così alte da non far scendere il termometro sotto i trenta gradi neanche la notte.
Firenze la città più bollente
Anche oggi, come ieri, sono diciotto le città con il bollino rosso, che corrisponde al livello più alto di allerta: Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo. Firenze, dove già ieri alle 13 il termometro era oltre i 40 gradi, è la città che dovrebbe mantenere il record del caldo, ma ai 38 gradi dovrebbero arrivare anche Torino e Milano, mentre Roma dovrebbe fermarsi a 37. Leggermente sotto, con bollino arancione, Cagliari, Campobasso, Civitavecchia, Napoli, Palermo e Trieste.
Temperature record anche in alta quota
Neanche la montagna offrirà refrigerio: quella appena trascorsa, a Bolzano, è stata la notte più rovente dal 1956, quando sono cominciate le misurazioni meteorologiche: la temperatura minima non è scesa mai sotto i 25,4 gradi. E l’afa opprime anche ad alta quota: 32 gradi ai 1200 metri di Courmayeur, 28 gradi ai 1600 di Cogne e anche a Cervinia, prossima ai 2.000 metri, ieri si sono registrati 25 gradi. Lo zero termico è salito ai 4.700 metri di quota. Non si sta meglio in spiaggia: anche ieri un anziano, un turista romano di 82 anni, è morto per un malore improvviso (che potrebbe anche essere attribuibile al caldo) subito dopo essere uscito dall’acqua a Marina di Grosseto. Inutili i tentativi di rianimarlo.
Allarme per la vendemmia
Temperature estreme che mettono a rischio anche la vendemmia, a cominciare dal Prosecco. Quella che si preannunciava come una delle migliori annate degli ultimi trent’anni, secondo Sandro Bottega, ad di Bottega Spa, potrebbe essere rovinata da «questa lunga ondata di calura estrema, con un rallentamento del processo di maturazione con il rischio che i profumi dell’uva si alterino o quantomeno non si sviluppino adeguatamente».
Loredana Berté annulla il concerto
E protezione civile mobilitata in giro per l’Italia anche per i concerti, dove in assembramenti di migliaia di persone si rischia una raffica di malori. Distribuzione straordinaria di acqua e presìdi sanitari mobili. Ma c’è anche chi, come Loredana Bertè, ha preferito dare forfait. Ha voluto annunciare lei stessa ai fan l’annullamento della tappa prevista stasera a Bergamo. «Il mio staff medico e il mio management sono concordi, e io con loro: esibirmi in queste condizioni metterebbe concretamente a rischio la mia salute. Di fronte a questo, non si discute».