Caldo, l’allarme dell’Oms: “È un killer silenzioso, 1300 morti in sette giorni”
di Elena Dusi«Il caldo è un killer silenzioso». La definizione arriva dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Malori improvvisi e malattie croniche che precipitano con l’afa, infatti, mostrano raramente l’impronta digitale dell’assassino. Né sulle cartelle cliniche sono citate le temperature del giorno. Ecco allora che i primi bilanci dell’ondata di caldo record che sta colpendo l’Europa dal 18 giugno assumono confini variabili.
«Dal 21 giugno sono stati registrati più di 1.300 decessi supplementari legati alle alte temperature in Europa» ha scritto ieri l’Oms tramite un post su X del suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Poco prima il ministero della Salute francese aveva calcolato «circa mille decessi supplementari dal 24 giugno». Il silenzio delle lunghe giornate di afa ha portato «a un aumento del 40% dei decessi in casa, soprattutto di persone con più di 65 anni».
Questo dettaglio offerto da Parigi fa intuire che il calcolo sarà aggiornato all’insù nei prossimi giorni. Non è de…
«Il caldo è un killer silenzioso». La definizione arriva dall’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità. Malori improvvisi e malattie croniche che precipitano con l’afa, infatti, mostrano raramente l’impronta digitale dell’assassino. Né sulle cartelle cliniche sono citate le temperature del giorno. Ecco allora che i primi bilanci dell’ondata di caldo record che sta colpendo l’Europa dal 18 giugno assumono confini variabili.
«Dal 21 giugno sono stati registrati più di 1.300 decessi supplementari legati alle alte temperature in Europa» ha scritto ieri l’Oms tramite un post su X del suo direttore, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Poco prima il ministero della Salute francese aveva calcolato «circa mille decessi supplementari dal 24 giugno». Il silenzio delle lunghe giornate di afa ha portato «a un aumento del 40% dei decessi in casa, soprattutto di persone con più di 65 anni».
Questo dettaglio offerto da Parigi fa intuire che il calcolo sarà aggiornato all’insù nei prossimi giorni. Non è detto che si raggiunga la cifra più estrema — 12mila morti in tre giorni, tra 24 e 26 giugno — calcolata dal settimanale Economist usando un algoritmo della London School of Hygiene & Tropical Medicine. «Ma anche se non arriveremo mai alla cifra esatta, una stima attorno alle diverse migliaia di vittime in Europa è molto verosimile» spiega Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’università di Milano.
Il calcolo dei morti per il caldo nasce da un’elaborazione statistica. Per questo contiene una sua arbitrarietà. «Analizzare le cartelle cliniche delle vittime durante le ondate di caldo richiede anni di lavoro. La causa del decesso che viene riportata infatti è spesso crisi cardiorespiratoria o renale. Per arrivare a una stima si procede allora confrontando il numero complessivo dei decessi di ciascuna giornata. Se siamo all’interno di un’ondata di calore e le vittime hanno superato la media del periodo, l’eccesso viene attribuito alle temperature elevate» spiega La Vecchia.
La Spagna, che usa un sistema di monitoraggio di questo tipo chiamato MoMo, affidato all’Instituto de Salud Carlos III, ha attribuito alle temperature torride dell’ultima settimana 533 decessi. Il gruppo di La Vecchia, a giugno dell’anno scorso, aveva calcolato il bilancio di un’ondata di calore che a Milano aveva fatto crescere i decessi del 5%, causando fra i 50 e i 60 morti.
«L’ondata di oggi è molto più lunga e intensa rispetto agli anni passati e ha colpito paesi meno abituati ad affrontare le alte temperature» prosegue l’epidemiologo. La Francia la settimana scorsa ha subito la saturazione degli ospedali. Mercoledì i servizi di emergenza hanno registrato il quadruplo delle crisi cardiache. A Londra il servizio delle ambulanze ha ricevuto il 50% in più di chiamate. «In Europa del nord l’aria condizionata è quasi inesistente e le case sono costruite per resistere al freddo, non al caldo» spiega La Vecchia.
«È verosimile che lì l’eccesso di mortalità arrivi al 10%, o probabilmente di più. Visto che in Europa si contano ogni giorno 10mila morti, il clima torrido ha probabilmente provocato tra mille e duemila vittime al giorno. In Italia, dove la pressione sugli ospedali è stata inferiore, potrebbero essercene diverse centinaia, concentrate nella Pianura Padana e nelle città del centro-nord».
L’estate più letale risale al 2024 (l’anno più caldo mai registrato). È costata all’Europa 62.775 morti, 19mila dei quali in Italia. Lo ha calcolato uno studio ben dettagliato pubblicato da Nature Medicine a settembre del 2025, quando ormai la notizia aveva perso di attualità. Anche oggi l’indeterminatezza dei dati non aiuta a percepire il peso del cambiamento climatico sulla nostra salute. Ma Ghebreyesus incalza: «L’Europa si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del pianeta. Circa 150 milioni di persone hanno vissuto in condizioni di caldo estremo. Case, luoghi di lavoro e scuole non sono costruite per queste temperature».