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Il Papa ai cardinali: la violenza non avrà l’ultima parola

(ansa)

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Prevost al secondo Concistoro punta sulle “sofferenze del mondo” L’argentino Fernandez cita Libano e Gaza
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Leone XIV ha concluso un Concistoro straordinario di due giorni, il secondo del pontificato, che ha presieduto con 178 cardinali (su 242) da tutto il mondo. Il Papa non ha voluto concentrare i lavori sui temi interni alla Chiesa — liturgia, morale sessuale, organigramma della Curia romana — ma sulle «sofferenze» del mondo.

«Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo», ha detto Prevost chiudendo ieri sera la riunione prima di una cena con i cardinali: «Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola». Rigorosamente a porte chiuse, l’attualità ha fatto più volte incursione: Papa e cardinali hanno pregato per le vittime del terremoto in Venezuela, tra i temi emersi, come riepilogato dallo stesso Leone, «le sofferenze provocate dalle guerre, dalle violenze, dalle povertà e dalle tante ingiustizie che segnano la vita dei popoli», l’importanza del multilateralismo, il ruolo della famiglia, la disperazione dei giovani, «a volte fino alla d…

Leone XIV ha concluso un Concistoro straordinario di due giorni, il secondo del pontificato, che ha presieduto con 178 cardinali (su 242) da tutto il mondo. Il Papa non ha voluto concentrare i lavori sui temi interni alla Chiesa — liturgia, morale sessuale, organigramma della Curia romana — ma sulle «sofferenze» del mondo.

«Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo», ha detto Prevost chiudendo ieri sera la riunione prima di una cena con i cardinali: «Per questo non dobbiamo rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola». Rigorosamente a porte chiuse, l’attualità ha fatto più volte incursione: Papa e cardinali hanno pregato per le vittime del terremoto in Venezuela, tra i temi emersi, come riepilogato dallo stesso Leone, «le sofferenze provocate dalle guerre, dalle violenze, dalle povertà e dalle tante ingiustizie che segnano la vita dei popoli», l’importanza del multilateralismo, il ruolo della famiglia, la disperazione dei giovani, «a volte fino alla disperazione estrema di togliersi la vita». Il cardinale argentino Fernandez ha criticato apertamente i bombardamenti israeliani in Libano e a Gaza.

Tra le questioni dibattute — ma andrà approfondita, ha riassunto il Papa, «con il necessario rigore teologico e pastorale» — il superamento della categoria, a lungo sostenuta dalla Chiesa, di “guerra giusta”. Lo scisma tradizionalista dei lefebvriani, preannunciato il primo luglio in Svizzera, non ha tenuto banco più di tanto: sarebbe stato evocato dal cardinale Müller ma, riferisce un altro porporato, «non è stato al centro delle nostre preoccupazioni».

Il Papa, che ha confermato che convocherà un Concistoro annuale, ha sottolineato il metodo usato: non quello di un «Parlamento» ma, ha detto, «vedere cardinali provenienti da Chiese, culture e situazioni così diverse ascoltarsi reciprocamente e cercare insieme ciò che meglio serve il Vangelo è stato per me motivo di consolazione, di speranza». Tanto più in un mondo «segnato dalla polarizzazione».

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