Rifkin: “Affidiamo il pianeta alla generazione Z, è la nostra ultima speranza”
di Elena DusiDobbiamo mandare in pensione la vecchia generazione che ci governa. Destra, centro e sinistra. I trentenni che qualche anno fa erano nelle piazze e ora stanno diventando sindaci, economisti, industriali, hanno capito qual è la posta in gioco. Saranno loro a condurre la terza rivoluzione industriale per fronteggiare la crisi dell’ambiente».
Jeremy Rifkin, economista e sociologo americano, ha 81 anni, ma non ha nulla di diverso da un trentenne per l’energia con cui affronta il problema del clima. All’inizio dell’ondata di calore, pochi giorni fa, era a Perugia per condividere con alcuni sindaci italiani il suo manifesto per la salvaguardia dell’acqua, il Blue Deal. A settembre uscirà il suo nuovo libro, Salvare il futuro. Reimmaginare l’intelligenza artificiale in un mondo in bilico (Rescuing the Future: Reimagining Artificial Intelligence in a World on the Edge).
Come mai ha presentato il Blue Deal in Italia, un paese non di primo piano per le politiche ambientali?
«L’Italia ha messo i…
Dobbiamo mandare in pensione la vecchia generazione che ci governa. Destra, centro e sinistra. I trentenni che qualche anno fa erano nelle piazze e ora stanno diventando sindaci, economisti, industriali, hanno capito qual è la posta in gioco. Saranno loro a condurre la terza rivoluzione industriale per fronteggiare la crisi dell’ambiente».
Jeremy Rifkin, economista e sociologo americano, ha 81 anni, ma non ha nulla di diverso da un trentenne per l’energia con cui affronta il problema del clima. All’inizio dell’ondata di calore, pochi giorni fa, era a Perugia per condividere con alcuni sindaci italiani il suo manifesto per la salvaguardia dell’acqua, il Blue Deal. A settembre uscirà il suo nuovo libro, Salvare il futuro. Reimmaginare l’intelligenza artificiale in un mondo in bilico (Rescuing the Future: Reimagining Artificial Intelligence in a World on the Edge).
Come mai ha presentato il Blue Deal in Italia, un paese non di primo piano per le politiche ambientali?
«L’Italia ha messo in moto l’Unione Europea con il Manifesto di Altiero Spinelli. Ora è pronta a vivere il suo “momento Spinelli” anche per l’ambiente. Con il resto dell’Europa, è una delle regioni del pianeta che soffrono di più il cambiamento climatico. Saprà portare a Bruxelles le istanze dell’ambiente».
Questa ondata di calore ha messo in crisi un intero continente.
«La situazione è critica. A 50 gradi gli esseri umani non sopravvivono più. Stiamo entrando nell’epoca della sesta estinzione di massa, la prima da 65 milioni di anni a questa parte. Qualcuno che se ne è accorto c’è: i giovani. Sarà proprio la generazione Z ad affrontare un problema che riguarda la loro stessa sopravvivenza».
Come possono farlo?
«Le soluzioni tecniche esistono, si tratta solo di fargli raggiungere un’economia di scala. La terza rivoluzione industriale si sta già affacciando nel mondo. Ci porterà in una nuova epoca e finalmente prenderà di petto il problema del clima. Ha bisogno però di una nuova classe dirigente. Bisogna fare presto».
Cosa intende per terza rivoluzione industriale?
«Le prime due sono avvenute in Gran Bretagna e Stati Uniti grazie rispettivamente a carbone e petrolio. La terza si baserà su sole e vento e non sarà più centralizzata. Le nuove risorse sono infatti ovunque e a disposizione di tutti».
Stanno incontrando parecchie resistenze. Lei negli Stati Uniti e noi in Italia ne sappiamo qualcosa.
«Sono di gran lunga le più economiche, quelle che consentono un ritorno degli investimenti in tempi più rapidi. È assurdo pensare piuttosto al nucleare. Una nuova centrale non ripagherà i soldi spesi per costruirla neanche in trent’anni. E in questi giorni abbiamo visto diversi reattori spenti proprio a causa del caldo. I politici restano in carica solo pochi anni, a loro non interessano i tempi di ammortamento di un investimento enorme come quello di una nuova centrale nucleare. Ma chi ha a cuore l’interesse della generazione nata oggi dovrebbe saper guardare più lontano».
Chi è in grado di fare questo?
«La generazione Z. Qualche anno fa hanno iniziato a scendere in piazza a milioni in molti Paesi del mondo. Sono riusciti a superare le barriere nazionali. Hanno lanciato un messaggio che non è solo ambientale, ma politico, economico e sociale insieme. Quello che stanno facendo è dannatamente entusiasmante».
Ma non hanno grande rappresentanza politica. I movimenti di piazza sono finiti. Molti Paesi, Italia inclusa, si sono dati da fare per imbrigliare le manifestazioni per l’ambiente con nuove leggi.
«Non hanno bisogno di rappresentanza politica. Sono loro i nuovi politici. New York ha un sindaco di 34 anni. L’Italia si sta riempiendo di amministratori locali trentenni. Tecnici e ingegneri ci dicono che la terza rivoluzione industriale è possibile. Abbiamo solo bisogno di sostituire il vecchio manuale delle regole con uno nuovo».
Cos’è il vecchio manuale delle regole?
«Quello che dalla rivoluzione industriale ci ha portato ad alimentare il sistema di produzione con i combustibili fossili e con un’estrazione continua di risorse che sta spossando il pianeta. È stato lui a portarci nella crisi climatica. Non ci aiuterà a uscirne. Ne serve uno nuovo».
Quale?
«Quello che usa Internet e i cellulari per comunicare. Sole e vento per l’energia. Auto elettriche o a celle di combustibile per gli spostamenti. Che raccoglie l’acqua piovana dai tetti e la depura casa per casa, in modo distribuito. In California esiste già una legge per questo. L’acqua non è una risorsa, è il mezzo in cui si sviluppa la vita. Vi racconto una piccola storia. Due giovani pesci nuotano tranquilli. Incontrano un pesce più anziano che gli chiede: com’è l’acqua oggi? Loro si guardano perplessi e si chiedono: che diavolo è l’acqua? Viviamo in un pianeta blu. Le molecole d’acqua che beviamo dal bicchiere sono più antiche del nostro sole. Eppure oggi siamo intrappolati in un clima che passa dalla siccità alle alluvioni».
Lei è più ottimista o pessimista?
«Né l’uno né l’altro. Sono cautamente fiducioso. Mi rendo conto che ci troviamo in un momento di svolta. Ne va della vita dei nostri nipoti».