Comacchio (Ferrara) – Uno stormo di fenicotteri rosa si alza in volo sulle valli da pesca. Il silenzio avvolge i casoni e i lavorieri che filtrano la migrazione delle ultime anguille verso il Mar dei Sargassi. Il labirinto di argini, barene, paludi e canneti, confine mobile tra la pianura Padana e il mare Adriatico, ospita oltre 350 specie di uccelli e migliaia di nidi nascosti lungo le rive dei canali: all’imbrunire si rivelano una sconfinata pista d’atterraggio e di decollo per le prove di volo dei piccoli. Il Parco del Delta del Po non è solo la zona umida più vasta e ricca d’Europa: i suoi 54 mila ettari di natura intatta e gli 80 chilometri di costa sabbiosa protetta, nel territorio dell’Emilia-Romagna, formano la palude più grande d’Italia, tra le aree con la più alta biodiversità d’Europa.
In questo Eden di acquitrini e foreste risparmiate dall’umana distruzione, nasce la prima scuola italiana di birdwatching, p…
Comacchio (Ferrara) – Uno stormo di fenicotteri rosa si alza in volo sulle valli da pesca. Il silenzio avvolge i casoni e i lavorieri che filtrano la migrazione delle ultime anguille verso il Mar dei Sargassi. Il labirinto di argini, barene, paludi e canneti, confine mobile tra la pianura Padana e il mare Adriatico, ospita oltre 350 specie di uccelli e migliaia di nidi nascosti lungo le rive dei canali: all’imbrunire si rivelano una sconfinata pista d’atterraggio e di decollo per le prove di volo dei piccoli. Il Parco del Delta del Po non è solo la zona umida più vasta e ricca d’Europa: i suoi 54 mila ettari di natura intatta e gli 80 chilometri di costa sabbiosa protetta, nel territorio dell’Emilia-Romagna, formano la palude più grande d’Italia, tra le aree con la più alta biodiversità d’Europa.
In questo Eden di acquitrini e foreste risparmiate dall’umana distruzione, nasce la prima scuola italiana di birdwatching, punto di riferimento dell’ornitologia internazionale. Da settembre, e poi con la prossima primavera, per due settimane all’anno naturalisti, biologi, psicologi e amanti dell’osservazione della fauna selvatica terranno i primi corsi per imparare ad entrare con rispetto nell’universo con le ali. Sede dell’unica Birdwatching School del Paese, sostenuta da Swarowski, sarà la Casa del Parco a Comacchio: gratuite e aperte a tutti, superato un test, le lezioni e le uscite in barca di livello base e intermedio. Attorno ai cento euro l’iscrizione per il Master.
Terapia per la depressione
Nel delta del Grande Fiume, tra le zone di sosta più importanti del pianeta lungo le rotte dei migratori, non sono attesi solo gli appassionati internazionali dell’avifauna. Il birdwatching, che negli Usa conta 96 milioni di birders, e in Europa ha la Gran Bretagna come capitale, è oggi una delle terapie più studiate per la cura della depressione. Le università di Ferrara, Bologna e Padova monitorano i suoi effetti rilassanti su cervello e sistema nervoso: sostare a guardare la vita libera degli uccelli nell’unico delta fluviale del Paese, dispersi tra oltre mille specie di piante che resistono in 5 mila ettari di boschi anfibi e pinete, per la mente è una cura simile ai bagni forestali importati dall’Oriente.
«La nostra accademia non fornisce una specializzazione professionale o un diploma — dice il direttore del Parco, Massimiliano Costa — e non è alternativa a una laurea scientifica. Offrirà le nozioni per conoscere gli animali che popolano il cielo, decisivi per gli ecosistemi di terra e di mare. La conoscenza è la base di una tutela attiva: urgente per specie viventi di cui sottovalutiamo sofferenza e crucialità generale per la vita». Il problema è che gli uccelli non sono i primi indicatori della salute ambientale. L’eccezionale capacità di adattamento permette loro di sopravvivere in ambienti inquinati, o di nutrirsi di organismi contaminati, o introdotti da globalizzazione e sconvolgimento climatico.
Le regole
«Qui — dice il capo valle di Comacchio, Samuele Burattoni — gli stormi ormai vivono grazie ai gamberi rossi della Luisiana. Dai primi anni Duemila una colonia di 20 mila fenicotteri nidifica grazie alle larve vermiglie di una zanzara innocua arrivata dall’Africa. Il granchio blu, importato con le navi dal Nord America, ha reso irriconoscibile la storica fauna dei molluschi: non impatta invece sugli uccelli, che da opportunisti cambiano la propria alimentazione». Tra le novità, annunciate oggi a Comacchio alla presentazione della scuola di birdwatching, il primo decalogo di osservazione consapevole e l’unico binocolo capace di riconoscere le specie grazie all’intelligenza artificiale. Cruciali le regole per osservare gli uccelli senza disturbarli: tra queste, dare la priorità alla loro incolumità, restare a debita distanza, non avvicinarsi ai nidi, rendere minimale la propria presenza, rispettare l’ambiente naturale, dare un valore al proprio taccuino ornitologico e scegliere con chi condividere l’avvistamento di specie rare. «In sostanza — dice Lucia Felletti, curatrice editoriale del Parco — si tratta di compiere il passo tra l’amore personale e la difesa collettiva della natura».
Il binocolo con l’AI
La tecnologia può aiutare. Il super-binocolo governato dall’AI è dotato di un display che indica la specie di uccello inquadrata. Un’applicazione permette di ricevere, in tempo reale, su cellulare o pc, le relative informazioni scientifiche. Il binocolo può pure scattare foto e girare video geolocalizzati, memorizzando la posizione degli animali e condividendo le immagini con altri cinque smartphone collegati. «In memoria — dice Franco Cernigliaro, manager dell’azienda produttrice — ci sono già 9 mila specie di uccelli, ma grazie all’intelligenza artificiale l’archivio continua ad arricchirsi a livello planetario. Per gli scienziati, uno strumento di ricerca in più: per i birdwatcher il passaggio dall’osservazione solitaria a una socialità che amplia gli orizzonti».
Chi sa, dicono gli ultimi vallanti di Comacchio, difende. Forse è un miraggio, proteggere l’ambiente ai margini di uno dei territori industriali e agricoli più inquinati d’Europa. L’impegno pubblico della prima Birdwatching School del Paese è «non rappresentare l’ennesima foglia di fico di un turismo distruttivo e di una pesca che ancora non piange sulla rapacità che ha svuotato il mare».