✕

Il monito del Papa a Trump: “L’America una nazione plasmata dagli immigrati”

Ascolta l'audio

Il discorso alla vigilia del 4 luglio, che Prevost passerà a Lampedusa: “Un grande Paese garantisce la libertà e sostiene la vita di tutti”
2 minuti di lettura

Agli antipodi di Trump. Leone XIV, che nell’odierna festa nazionale degli Stati Uniti visita Lampedusa, ha elogiato gli immigrati che hanno contribuito a «plasmare» il suo paese di origine. Oggi il Papa nato a Chicago arriva sull’isola simbolo dei migranti che già Francesco visitò nel luglio del 2013: e la scelta del giorno, proprio il quattro luglio, e proprio nell’anno in cui Oltratlantico si festeggia il 250esimo Independence day, suona come un contrappunto alle politiche migratorie restrittive di Donald Trump, dalle retate degli agenti dell’Ice al tentativo di abolire lo ius soli. Ma già ieri il Pontefice ha marcato una distanza profonda dalla Casa Bianca.

Medaglia della libertà

Prevost ha ricevuto la medaglia della libertà, un riconoscimento del National Constitutional Center assegnato a Oltratlantico a coloro che si distinguono per la promozione della libertà. E, la Liberty Medal al collo, ha pronunciato un ampio discorso in video-collegamento con Philadelphia, la città dove i p…

Agli antipodi di Trump. Leone XIV, che nell’odierna festa nazionale degli Stati Uniti visita Lampedusa, ha elogiato gli immigrati che hanno contribuito a «plasmare» il suo paese di origine. Oggi il Papa nato a Chicago arriva sull’isola simbolo dei migranti che già Francesco visitò nel luglio del 2013: e la scelta del giorno, proprio il quattro luglio, e proprio nell’anno in cui Oltratlantico si festeggia il 250esimo Independence day, suona come un contrappunto alle politiche migratorie restrittive di Donald Trump, dalle retate degli agenti dell’Ice al tentativo di abolire lo ius soli. Ma già ieri il Pontefice ha marcato una distanza profonda dalla Casa Bianca.

Medaglia della libertà

Prevost ha ricevuto la medaglia della libertà, un riconoscimento del National Constitutional Center assegnato a Oltratlantico a coloro che si distinguono per la promozione della libertà. E, la Liberty Medal al collo, ha pronunciato un ampio discorso in video-collegamento con Philadelphia, la città dove i padri fondatori scrissero la dichiarazione di Indipendenza dall’Inghilterra. Occasione per commemorare il passato e piantare dei paletti per un presente lontano anni luce dal trumpismo imperante.

«Negli ultimi duecentocinquant’anni, per tanti popoli di tutto il mondo, è stata la ferma determinazione a realizzare la nobile visione dei padri fondatori a rendere l’America sinonimo di libertà», ha detto Leone, «mentre il Paese», ha sottolineato, «apriva le porte a ondate successive di immigrati, consentendo a loro e ai loro figli di contribuire a plasmare il futuro della nazione. È stato questo stesso amore per la libertà», ha proseguito il Papa, «a ispirare gli Stati Uniti, nelle ore più buie del secolo scorso – all’epoca delle due guerre mondiali – a guardare oltre i propri confini e, a prezzo di grandi sacrifici, a sostenere la causa della libertà ben oltre il proprio territorio».

Valori iscritti nella stessa storia famigliare di Leone – i suoi genitori avevano origini spagnole, italiane, francesi e anche creole, e il padre partecipò allo sbarco degli Alleati in Normandia – che fanno delle sue parole un controcanto rispetto alla retorica Maga della Casa Bianca.

Vita e libertà religiosa

Il Papa non ha mai citato Trump, né ha voluto ridurre un ragionamento dall’ampio respiro alla persona dell’attuale presidente, che nei mesi passati, peraltro, lo ha insultato via social per le critiche papali alla guerra in Iran e Libano. Leone ha volato alto, elogiato i principi della libertà religiosa e della difesa della vita iscritti nella storia del paese – principi che l’amministrazione Usa condivide – ma ha auspicato che, a partire dalla sua storia, il paese tenga un «dibattito pubblico caratterizzato da moderazione, rispetto per le opinioni altrui e un costante impegno a trovare punti di incontro per promuovere la causa della pace e della riconciliazione, in patria e all’estero». Di nuovo, quanto di più lontano da Trump, in patria e all’estero.

Ma, al di là delle smentite diplomatiche, la vera distanza con la Casa Bianca si misura nella scelta di Leone di venire a Lampedusa proprio il 4th of July. «Coincidenza o scelta», dice con sorriso sornione l’arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano. Che nota, peraltro, che anche da noi ci sono «proposte legislative che rendono sempre più difficoltosa l’accoglienza». Ogni riferimento ai centri in Albania, al nuovo Patto europeo o al dibattito sulla “remigrazione” è puramente casuale. Il governo italiano, che vive con una punta di apprensione l’arrivo di Leone a Lampedusa, sarà rappresentata da Alfredo Mantovano. Don Carmelo La Magra, che qui è stato parroco quando venne Francesco, non ha dubbi: «Già essere qui il 4 luglio è una scelta di campo, un colpo al cuore per Trump».

Leggi i commenti