Fentanyl, ispettori in ospedale: “Ma ormai è finito nel dark web”
di Alessandra Ziniti«Ormai recuperarle è impresa ardua. Probabilmente quelle 80 fiale sono già finite nei circuiti del dark web da cui passa lo spaccio di anfetamine, ketamine, sostanze sintetiche e ossicodone. Il fentanyl è l’ultima frontiera».
A parlare è un investigatore dell’Antidroga. Da quando la responsabile della farmacia dell’ospedale Israelitico della Magliana ha denunciato il maxi-furto di fiale da 2 ml di Fentanest, potentissimo anestetico a base di fentanyl, è immediatamente scattato il monitoraggio dei reparti specializzati che danno la caccia ai trafficanti di droghe sul web.
Il fentanyl la nuova frontiera nel dark web
L’ipotesi investigativa è che ad alzare il livello delle sostanze, puntando alla cosiddetta droga degli zombie, siano gli stessi gruppi che, sulle piazze virtuali, spacciano droghe sintetiche e potentissimi oppiacei, come l’ossicodone. In grado di clonare le ricette mediche necessarie, entrando in possesso dei codici di ignari sanitari, e spedendo la droga direttamente…
«Ormai recuperarle è impresa ardua. Probabilmente quelle 80 fiale sono già finite nei circuiti del dark web da cui passa lo spaccio di anfetamine, ketamine, sostanze sintetiche e ossicodone. Il fentanyl è l’ultima frontiera».
A parlare è un investigatore dell’Antidroga. Da quando la responsabile della farmacia dell’ospedale Israelitico della Magliana ha denunciato il maxi-furto di fiale da 2 ml di Fentanest, potentissimo anestetico a base di fentanyl, è immediatamente scattato il monitoraggio dei reparti specializzati che danno la caccia ai trafficanti di droghe sul web.
Il fentanyl la nuova frontiera nel dark web
L’ipotesi investigativa è che ad alzare il livello delle sostanze, puntando alla cosiddetta droga degli zombie, siano gli stessi gruppi che, sulle piazze virtuali, spacciano droghe sintetiche e potentissimi oppiacei, come l’ossicodone. In grado di clonare le ricette mediche necessarie, entrando in possesso dei codici di ignari sanitari, e spedendo la droga direttamente a casa o, per chi vuole correre meno rischi, a caselle postali affittate. È in questi circuiti che potrebbero essere finite le fiale sottratte, in due round, dalla cassaforte dell’Israelitico: un primo furto il 21 o il 22 giugno, un secondo due giorni dopo. Indisturbati grazie ad un sistema di controlli che — hanno verificato i carabinieri — faceva acqua da tutte le parti e di cui saranno chiamati a rispondere i dirigenti responsabili dell’ospedale.
Il primo ammanco non è stato denunciato
Ed è proprio dal doppio furto che partono le indagini dei carabinieri. Come è possibile, la domanda posta a tutti i dipendenti interrogati, che la denuncia è stata presentata solo il 24 nonostante già due giorni prima era stato notato un ammanco di fiale? «Si era pensato ad un errore nel conteggio, dovevamo ricontrollare i registri», la risposta. E sembra che proprio i registri dei farmaci non fossero correttamente aggiornati.
E così chi aveva trovato il modo di entrare in possesso della chiave della cassaforte, magari facendone un duplicato, sicuro di non essere ripreso vista l’assenza di telecamere, due giorni dopo ha portato via quasi tutto il resto della fornitura di fentanyl custodita.
Inchiesta ancora senza indagati
Nessuno della decina di dipendenti del reparto farmacia interrogati e delle guardie giurate che ogni sera dalle 20 prendono servizio nella portineria dove, in un normale cassetto veniva custodita la chiave della cassaforte, ha riferito notizie utili all’inchiesta aperta in Procura, al momento ancora senza indagati. L’ispezione dei carabinieri del Nas all’Israelitico è durata diverse ore: acquisiti documenti, registri delle presenze e di carico e scarico dei farmaci custoditi e poi utilizzati.