E’ tutto un trionfo di bianco, rosso e blu, i colori della bandiera degli Stati Uniti. A Villa Richardson, l’elegante residenza sul Gianicolo dell’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Brian Burch, papa Leone è stato accolto sabato sera per una cena di festeggiamento dei 250 anni dell’Indipendenza e dalle foto ufficiali diffuse dalla stessa sede diplomatica – il Vaticano si è limitato a uno stringatissimo comunicato per dire che il Papa era stato «invitato» – traspare l’orgoglio yankee.
La cena sigla plasticamente una tregua dopo le polemiche dei mesi scorsi e a fine di una giornata che Leone ha iniziato a Lampedusa, contrappunto al giro di vite trumpiano con i migranti.
«Sono profondamente onorato di celebrare questa giornata speciale con un connazionale americano e con il Vescovo di Roma», ha scritto il diplomatico sui social. Leone si è presentato da solo, come un amico di famiglia, ad accoglierlo Burch, la moglie e i loro nove figli. Bianco rosso e blu sono i colori dei loro vesti…
E’ tutto un trionfo di bianco, rosso e blu, i colori della bandiera degli Stati Uniti. A Villa Richardson, l’elegante residenza sul Gianicolo dell’ambasciatore Usa presso la Santa Sede Brian Burch, papa Leone è stato accolto sabato sera per una cena di festeggiamento dei 250 anni dell’Indipendenza e dalle foto ufficiali diffuse dalla stessa sede diplomatica – il Vaticano si è limitato a uno stringatissimo comunicato per dire che il Papa era stato «invitato» – traspare l’orgoglio yankee.
La cena sigla plasticamente una tregua dopo le polemiche dei mesi scorsi e a fine di una giornata che Leone ha iniziato a Lampedusa, contrappunto al giro di vite trumpiano con i migranti.
«Sono profondamente onorato di celebrare questa giornata speciale con un connazionale americano e con il Vescovo di Roma», ha scritto il diplomatico sui social. Leone si è presentato da solo, come un amico di famiglia, ad accoglierlo Burch, la moglie e i loro nove figli. Bianco rosso e blu sono i colori dei loro vestiti, accanto alle flute di spumante si vede un vassoio di frutta e antipastini che formano la bandiera a stelle e strisce, in un’altra foto si vede Burch che regala a Prevost una maglia della nazionale di calcio statunitense, e del resto, ha chiosato il diplomatico, il Papa avrebbe detto di tifare Stati Uniti ai mondiali.
Se le foto raccontano quasi una cena tra expat che si uniscono a commemorare un anniversario così importante, con tanto di apple pie in regalo, che la politica, insomma, è rimasta fuori dalla porta, a farla rientrare dalla finestra è stato la stessa ambasciata che sui social ha scritto che l’ambasciatore e il Papa «hanno discusso della audace leadership del presidente Trump e degli sforzi americani per perseguire la pace e la libertà religiosa, nonché della necessità di chiarezza morale e coraggio in tutto il mondo». Scelta singolare del verbo – «hanno discusso» – perché è più probabile che Leone sia stato ad ascoltare.
Concluso l’ultimo impegno Prevost si è trasferito ieri a Castel Gandolfo dove trascorrerà le sue vacanze fino al 27 luglio. Un periodo «di riposo preghiera lettura e speriamo», ha confidato al suo arrivo ai fedeli, «un po’ di sport». Risiederà nel Palazzo Apostolico che Francesco aveva trasformato in museo, non nella Villa Barberini dove è solito trascorrere il suo giorno libero, il martedì, e approfitterà della piscina, del campo da tennis e del cavallo purosangue arabo Proton che cavalca per qualche passeggiata tra i prati e le fontane delle Ville pontificie. Possibile che faccia qualche gita a visitare un monastero o un convento. E poi userà il periodo per lavorare a ritmi rallentati e – ne sono sicuri diversi cardinali – per preparare qualche importante cambio nell’organigramma della Curia romana in autunno.