Alcuni pastori con le proprie greggi percorrono ancora oggi le migliaia di chilometri di tratturi che legano colline e altipiani di buona parte d’Italia. Nei secoli scorsi la Transumanza era uno degli eventi più importanti dell’anno. Insieme alle greggi, quei pastori muovevano storie, leggende, favole. Ne imparavano altre dagli abitanti dei paesi che attraversavano, e una grande narrazione popolare si ingrandiva nella ragnatela di luoghi, di uomini e donne che ha costruito il nostro Paese.
A quei racconti che uniscono le persone Andrea Satta si è ispirato, qualche anno fa, per immaginare una Transumanza in bicicletta che percorresse migliaia di chilometri di strade e – alla sera – incontrasse persone in piazza o nei teatri per spettacoli che raccontano (o cantano) storie. La prima fu a L’Aquila. Un manipolo di ciclisti partì da Roma, si ingrandì nei due giorni di viaggio fino a diventare una carovana in bici che entrava nel centro storico della città, completamente puntellato e senza …
Alcuni pastori con le proprie greggi percorrono ancora oggi le migliaia di chilometri di tratturi che legano colline e altipiani di buona parte d’Italia. Nei secoli scorsi la Transumanza era uno degli eventi più importanti dell’anno. Insieme alle greggi, quei pastori muovevano storie, leggende, favole. Ne imparavano altre dagli abitanti dei paesi che attraversavano, e una grande narrazione popolare si ingrandiva nella ragnatela di luoghi, di uomini e donne che ha costruito il nostro Paese.
A quei racconti che uniscono le persone Andrea Satta si è ispirato, qualche anno fa, per immaginare una Transumanza in bicicletta che percorresse migliaia di chilometri di strade e – alla sera – incontrasse persone in piazza o nei teatri per spettacoli che raccontano (o cantano) storie. La prima fu a L’Aquila. Un manipolo di ciclisti partì da Roma, si ingrandì nei due giorni di viaggio fino a diventare una carovana in bici che entrava nel centro storico della città, completamente puntellato e senza abitanti. La sera cento biciclette attaccate a un generatore hanno alimentato un concerto dei Téte de Bois con tanti ospiti.
La piazza centrale piena di cittadini che si raccontavano le loro storie del terremoto: era la prima volta che il cuore de L’Aquila riapriva per un evento di festa. L’antico spirito della Transumanza si era riprodotto. Poi sono seguiti il lungo viaggio da Dresda a Roma sulle strade percorse dagli Internati Militari Italiani nei campi di concentramento nazisti: tornarono in seicentomila e impiegarono mesi per arrivare. Storie terribili da raccontare ma anche storie di speranza e vita che rinasce. L’anno scorso da un mare all’altro lungo la Linea Gotica a raccontare storie di donne e uomini liberi che scelsero di resistere. E vinsero.
Come per tanti secoli a piedi, la Transumanza in bici è partita anche quest’anno. E, se avesse un senso fare classifiche (non ha quasi mai un senso, fare classifiche) questa appare l’erede migliore di quella antica tradizione. La “Transumanza Favolosa” per buona parte del mese di luglio percorrerà l’Italia in lungo e in largo: mille chilometri dalla Liguria a Roma attraverso i luoghi di poeti e narratori che con le loro favole sono stati capaci di farci sognare. Tutti, non solo i bambini.
E qui bisogna fermarsi un attimo per raccontare prima un’altra storia (diremmo narrando fiabe ai nipoti). Andrea Satta è l’anima di tutto questo. Compone e canta quasi sempre insieme ai suoi fratelli musicisti dei Téte de Bois con tanti premi e molta stima. Scrive spettacoli teatrali ma nell’altra parte della vita è un pediatra. Un pediatra nella estrema periferia di Roma, amato e apprezzato fino a vedersi consegnare il premio di “pediatra dell’anno” nel 2021. Ma Satta non si poteva limitare a curare in ambulatorio, bisognava far vivere la società intorno all’ambulatorio. Dopo la chiusura invita le mamme dei bambini di tutte le nazionalità a tornare e raccontare a turno storie. E’ l’embrione di una cavalcata incredibile che dura da ben vent’anni.
Le mamme (e le storie dall’Italia al mondo) sono diventate tantissime, la Treccani ha dedicato alle favole delle “Mamme Narranti” un libro grande e bellissimo. Hanno iniziato a condividerle nei teatri e nelle biblioteche di Roma e in Italia (la Transumanza continua a vivere: le favole si intrecciano e si allargano a macchia d’olio). E così possiamo tornare a raccontare la storia iniziale. In questo mese di luglio, insieme a tanti ospiti famosi, sono le “Mamme Narranti” che in giro per l’Italia racconteranno le loro favole alla carovana di ciclisti affannati e a tutte le persone che stanno già affollando gli incontri, sera dopo sera. Solo qualche suggestione: la Bologna di Benni, la Milano di Gianni Mura, la Scandicci di Staino, la Sanremo di Calvino. E la Omegna di Gianni Rodari.
La mente fantastica (in tutti i sensi) che ha cercato di far capire che tutti devono conservare almeno un pezzo del bambino che è in loro per poter vivere più felici. Andrea Satta ci prova. Continua a guardare il mondo dal suo ambulatorio e – lo ripete spesso – “Bisogna imparare dai bambini, che sono gli adulti più sani e consapevoli”. A pensarci bene: sanno superare i drammi con la fantasia, sanno fare le domande giuste, sanno ridere di qualcuno se dice stupidaggini, sanno vivere con lentezza. L’antidoto perfetto a questo mondo sulla via dell’impazzimento. Gianni Rodari, se stesse pedalando con questa carovana, la tradurrebbe così: Io vorrei che sulla luna / ci si andasse in bicicletta/ per vedere se anche lassù / chi va piano non va in fretta”.
LE TAPPE DELLA TRANSUMANZA FAVOLOSA
7 luglio – POLLENZO, BRA (CN) – Albergo dell’Agenzia, Sala Rossa
8 luglio – COL DI TENDA (CN)
9 luglio – SANREMO (IM) – Piazza Alberto Nota
12 luglio – FOSDINOVO (MS) – Museo Audiovisivo della Resistenza
13 luglio – CECINA (LI) – Riserva Naturale Tombolo Sud
14 luglio – SOVICILLE (SI) – Castello di Montarrenti
15 luglio – PIANCASTAGNAIO (SI) – Giardini Nasini
16 luglio – MONTELEONE D’ORVIETO (TR) – Officina Imagination Lab
17 luglio – ROCCA SINIBALDA (RI) – Piazza della Vittoria
18 luglio – ROMA – Scuola “Fratelli Bandiera”