Allarme Oms: “Si toccheranno i 43°”. In Spagna, Francia e Portogallo è già emergenza roghi
di Alessia CanditoDa settimane il caldo soffoca l’Europa, che adesso inizia a bruciare. In Francia, Spagna, Portogallo e Grecia è già emergenza incendi, mentre in Italia il più pericoloso ha impegnato per oltre 48 ore i vigili del fuoco a Caserta. Ma la nuova imminente ondata di calore che già dalla prossima settimana dovrebbe investire l’Italia preoccupa, anche perché secondo gli esperti di World Weather Attribution già dal fine settimana le temperature saliranno nuovamente, raggiungendo fino i 40 gradi. Ancora più preoccupanti le previsioni dell’Oms°. "La prossima ondata di calore si sta già formando sull'Atlantico. "In Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi questa settimana. Francia e Benelux si preparano a un'altra ondata di calore. Alcune zone dell'Asia centrale sono soffocate da temperature di 40 gradi", ha detto il direttore generale dell'Oms Europa, Hans Henri P. Kluge.
Attivato il meccanismo europeo di emergenza
Intanto l’Ue europea ha già attivato il meccan…
Da settimane il caldo soffoca l’Europa, che adesso inizia a bruciare. In Francia, Spagna, Portogallo e Grecia è già emergenza incendi, mentre in Italia il più pericoloso ha impegnato per oltre 48 ore i vigili del fuoco a Caserta. Ma la nuova imminente ondata di calore che già dalla prossima settimana dovrebbe investire l’Italia preoccupa, anche perché secondo gli esperti di World Weather Attribution già dal fine settimana le temperature saliranno nuovamente, raggiungendo fino i 40 gradi. Ancora più preoccupanti le previsioni dell’Oms°. "La prossima ondata di calore si sta già formando sull'Atlantico. "In Portogallo e nel sud della Spagna si prevedono temperature fino a 43 gradi questa settimana. Francia e Benelux si preparano a un'altra ondata di calore. Alcune zone dell'Asia centrale sono soffocate da temperature di 40 gradi", ha detto il direttore generale dell'Oms Europa, Hans Henri P. Kluge.
Attivato il meccanismo europeo di emergenza
Intanto l’Ue europea ha già attivato il meccanismo comunitario d’emergenza che prevede l’invio di mezzi di supporto anche da altri Paesi dell’Unione. Circa 780 vigili del fuoco provenienti da 14 paesi europei sono già o saranno presto pre-posizionati strategicamente in aree ad alto rischio - Cipro, Grecia, Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Parallelamente, mentre a disposizione dei Paesi in difficoltà sono già pronti 22 aerei antincendio e cinque elicotteri della flotta Ue.
In Francia il fuoco assedia i Pirenei orientali
La prima a beneficiarne è stata la Francia, dove sono arrivati in supporto quattro Canadair da Cipro e dalla Svezia per aiutare le squadre in azione nei pressi di Perpignan. Da giorni, il fuoco assedia i Pirenei orientali. Sul massiccio del Mont Canigou, le fiamme hanno divorato quasi cinquemila ettari di foresta. Diecimila persone sono state evacuate, ma 700 vigili del fuoco, 200 veicoli terrestri e una decina tra aerei ed elicotteri non sono ancora riusciti a domare il rogo. A Trévillach è arrivato a 300 metri dalle case. “Siamo rimasti scioccati dalla velocità con cui si è propagato, è stato sconvolgente”, ha raccontato un residente all’Afp. “Il cambiamento climatico - ha dichiarato Eric Belgioino, capo dei vigili del fuoco dei Pirenei Orientali - è una realtà, ne stiamo subendo le conseguenze e siamo solo all'inizio di luglio”.
Tour de France senza spettatori
A farne le spese anche il tour de France. Già ieri, la terza tappa, che ha attraversato i Pirenei, è stata interdetta agli spettatori lungo tutto il percorso e lo stesso probabilmente accadrà nei prossimi giorni. “In altre parole, e mi dispiace doverlo dire – ha detto il prefetto della Regione - sarà, almeno in Francia, una tappa del Tour de France senza spettatori".
In Portogallo bruciati 13000 ettari di bosco
Anche il Portogallo brucia. Nella regione centrale di Viseu un rogo ha devastato un’area di 13.000 ettari, su cui hanno lavorato oltre 1.200 vigili del fuoco, supportati da quasi 400 veicoli e 15 velivoli, più le squadre Ue arrivate da Italia e Spagna. Il fumo ha invaso l’oceano Atlantico per migliaia di chilometri. Secondo le autorità, almeno l’80 per cento dell’incendio sarebbe sotto controllo, ma ancora si combatte su tre focolai, mentre il caldo non accenna a diminuire.
Devastata la riserva naturale in Costa Brava
Critica la situazione anche in Spagna, dove le fiamme hanno divorato 2.200 ettari di vegetazione in Costa brava, per il 97 per cento all’interno dell’area naturale protetta di Les Gavarres. A sud della Catalogna invece, nella provincia di Castellón, nella Spagna orientale, oltre 500 persone sono state evacuate a causa di un vasto incendio nel parco nazionale della Sierra de Espadán. In Grecia in meno di 24 ore sono stati registrati sessanta principi di incendi. Il più grave ha completamente distrutto due fabbriche alla periferia di Salonicco.
Incendio a Caserta, si sospetta la mano di un piromane
In Italia, non ancora toccata dalla nuova ondata di calore che ha investito l’Europa, la stagione dei roghi sembra iniziata a Caserta, dove per più di trenta ore i vigili del fuoco sono stati impegnati sulle colline dietro la città. E il sospetto, su cui già indaga la procura, è che il fuoco non sia partito per caso. Secondo alcuni testimoni, già nel pomeriggio del 5 luglio sarebbero stati visibili diversi focolai a pochi metri l’uno dall’altro.
Le criticità della campagna nazionale antincendi
Dal 15 giugno scorso è attiva in Italia la campagna nazionale anti-incendi boschivi del Dipartimento della Protezione civile, che prevede 9mila controlli mirati delle attività a rischio delegate ai vigili del fuoco, ma nessuna novità sul potenziamento delle risorse umane e tecniche. Eppure, da anni ormai è nota non solo l’incapacità di rispondere a picchi di emergenze simultanee, ma anche la mancanza di direttori delle operazioni di spegnimento (DOS), il personale di terra qualificato per coordinare i lanci dei Canadair. E al di là di raccomandazioni rivolte a ministeri, enti locali e prefetture su aggiornamento di piani anti-incendio e il potenziamento delle attività di monitoraggio e manutenzione, le misure concrete sono delegate alle Regioni. Che si muovono in ordine sparso, incluso quelle considerate più a rischio: Sicilia, Campania, Calabria e Sardegna.
Le misure regionali
La Sicilia, l’anno scorso la regione più colpita, risponde alla mancanza di forze con 1.400 volontari, la Calabria si affida ai droni e mantiene l’allerta attiva tutto l’anno, in Sardegna si prevedono sanzioni salate per chi non assicuri regolarmente la manutenzione e la pulizia da erbacce e rovi dei parcheggi. Ma sul Catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, il registro delle aree interessate da incendi che per anni non possono cambiare destinazione d’uso, si continuano a registrare ritardi in centinaia di Comuni. Secondo Legambiente, almeno il 50 per cento rimane inadempiente. “Se da un lato l’Italia ha compiuto passi significativi nell’aggiornamento della legislazione, con norme che mirano a rafforzare le pene per i responsabili e a promuovere la prevenzione attraverso la pianificazione territoriale e la gestione del paesaggio – si sottolinea nell’ultimo rapporto dell’associazione - persistono criticità che ne limitano l’efficacia come la frammentazione delle competenze tra Stato, Regioni ed enti locali, spesso sovrapposte e non sempre coordinate. Ciò rappresenta un punto debole intrinseco, rallentando l’attuazione di strategie integrate e a lungo termine e su cui occorre al più presto lavorare”.